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Venerdì 10 Ottobre 2003

Cassano –  Clima inclemente, danni in agricoltura


Clima inclemente, estate da cani: Palazzo di città chiede alla Regione di dichiarare lo stato di calamità naturale.
Temperature elevate, raramente al di sotto dei trenta gradi, dai primi di giugno agli inizi di settembre. Campagne bruciate dal sole, agricoltori nei guai. L’effetto serra fa della Sibaritide la California d’Italia. La conta dei danni arrecati dall’ultima siccità è ancora in corso, ma già Palazzo di città, accogliendo le sollecitazioni provenienti dal mondo dell’agricoltura, invoca la declaratoria dello stato di calamità naturale.
La richiesta è stata formalizzata, nei giorni scorsi, in un atto deliberativo adottato dal commissario prefettizio Carlo Ponte. <<Nel provvedimento – informa una nota stampa municipale – l’amministratore straordinario della città delle terme ha evidenziato che il protrarsi di condizioni meterologiche avverse, per l’assenza di piogge e le temperature elevate, hanno determinato un gravissimo stato di siccità non fronteggiabile nemmeno con l’intensificarsi della normale irrigazione>>.
Dal generale al particolare. <<I danni derivati all’economia agricola della zona – informa il Municipio – sono stati ingenti, soprattutto in relazione al deterioramento dei prodotti seminativi, agrumicoli ed ortofrutticoli>>. Per cui diventa necessario correre ai ripari. Ed ancora una volta, l’effetto serra si trasforma in effetto cassa. <<Tale stato di cose – aggiunge la voce ufficiale del Comune – ha costretto gli agricoltori ad effettuare interventi eccezionali di irrigazione. Ciò ha stimolato l’opportunità di predisporre, in loro favore, ulteriori agevolazioni consistenti nella sospensione del pagamento dei tributi, nonché nella proroga del pagamento dei crediti agrari>>.
Adesso si aspetta l’intervento della Regione. <<Il commissario prefettizio – conclude la nota stampa – ha deliberato di fare voti alla regione Calabria, assessorato all’agricoltura e foreste, perché dichiari lo stato di calamità naturale>>.
Occhi al cielo: s’attendono soldi. Senza dimenticare, però, che l’effetto serra nasce a terra. E che le continue provvidenze governative, senza correlati interventi sull’uso dei gas serra, non potranno fermare il deserto che avanza e rischia di conquistare l’intero meridione d’Italia.

Gianpaolo Iacobini

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