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Ripartono
oggi a Cosenza le trattative tra le parti per sottrarre la
clinica “Madonna delle Grazie” alla scure dei licenziamenti. La
Cgil propone la sua ricetta e lancia la parola d’ordine:
riqualificazione sanitaria.
Oggi pomeriggio, alle 14.30, nella sede dell’Assindustria di
Cosenza, lavoratori, sindacati e consiglio d’amministrazione
della clinica sibarita riprenderanno la concertazione avviata
nei giorni scorsi e coronata da una prima intesa: il blocco
della mobilità programmata, in un primo momento, per 19 unità
della casa di cura con sede a Sibari. Attorno allo stesso tavolo
torneranno a confrontarsi Cgil, Cisl e Uil, il direttivo della “Clinalco”,
società proprietaria della clinica, le rappresentanze sindacali
aziendali. Alla riunione la Cgil arriverà con una proposta ben
definita. Ne illustra i contorni Giuseppe Sammarro, segretario
della Camera del lavoro di Cassano. <<Quello odierno – premette
Sammarro – sarà il primo, vero incontro, utile a sondare la
disponibilità della proprietà a camminare insieme verso il
futuro>>. Avvenire a tinte fosche: restano dietro l’angolo i 19
licenziamenti. <<Probabilmente – risponde il segretario della
Camera del lavoro – ci sarà qualche sacrificio da compiere, ma
non abbandoneremo i lavoratori alla solitudine. Se pure qualche
posto di lavoro dovesse alla fine saltare, cercheremo in tutti i
modi di attivare le procedure che conducono al prepensionamento
o all’attivazione degli ammortizzatori sociali. Ad ogni modo, la
nostra sfida è un’altra>>. Quale? <<Scegliere se vivere o
morire. Ovvero, se cambiare o lasciare le cose così come sono>>.
L’alternativa, spiega il sindacalista rosso, ruota attorno ad un
unico perno: la riqualificazione sanitaria. Detto in parole
povere: l’azienda sanitaria di Rossano acquista dai privati
determinati servizi che le strutture pubbliche non offrono. La
clinica sibarita potrebbe allora acquisire nuove fette di
mercato arricchendo la propria gamma di servizi sanitari.
<<Siamo impegnati nella lettura del piano aziendale – osserva
Sammarro – ed abbiamo rilevato che il Cda intende entrare, ad
esempio, nella nicchia della patologie tiroidee. La strada da
seguire è questa. Occorrono però coraggio ed investimenti>>. Tra
i suggerimenti che la Cgil fornirà agli altri protagonisti
dell’intricata vicenda, anche l’ingresso nel campo della
cardiochirurgia. <<Solo così – aggiunge Giuseppe Sammarro – sarà
possibile procedere ad una riconversione delle figure
professionali attualmente valutate in soprannumero e perciò
incappate nella mobilità. Diversamente, l’unico scenario
possibile è la chiusura per consunzione della “Madonna delle
Grazie”>>.
Nel pomeriggio, a Cosenza, nuovo capitolo della storia infinita.
In gioco il destino della sanità cassanese e le vite di 19
lavoratori e delle loro famiglie.
Gianpaolo Iacobini |