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“AdottaCassano”: la sfida dell’Anno Zero per
riconquistare la città.
Giuseppe Piscia, ma tutti lo chiamano Peppino, è un signore
mite. I toni bellicosi non gli si addicono: sposato, padre di
due figli, è l’incarnazione umana del volontariato: scout,
donatore di sangue, vicino ai disabili. Da qualche mese è
diventato anche il portavoce dell’associazione Anno Zero,
cenacolo di giovani universitari e professionisti cassanesi
convinti che un’altra città è possibile. Adesso lo vogliono
dimostrare lanciando la sfida: “AdottaCassano”.
<<L’idea – racconta Piscia – è maturata durante una
manifestazione organizzata in uno dei parchi cittadini.
Bellissimi, tuttavia abbandonati a se stessi>>. Ricordano le
cronache: era il 25 aprile del 2003. Anno Zero mette in scena
“Insieme”, serata di musica, colori e parole. Sceglie il parco
di via Salvo D’Acquisto. Manca persino la corrente elettrica, ma
due gruppi elettrogeni prestati da amici elettricisti fanno il
miracolo. Tutto il resto lo garantisce il gran cuore dei
volontari cassanesi. Risultato: un bagno di folla a riprova del
principio per cui volere è potere. <<Con un briciolo d’impegno e
buona volontà – dice Piscia – abbiamo provato a noi stessi che
Cassano può tornare a vivere con poco, anche senza spese
miliardarie>>.
Sei mesi dopo la fortunata semina, sboccia “AdottaCassano”.
Cos’è? Un fiore d’intelligenza e coraggio. <<Sono tanti – spiega
il portavoce dell’Anno Zero – i luoghi divenuti preda
dell’incuria e del vandalismo. Noi vogliamo restituir loro vita
e speranza>>. L’appello: <<Ci rivolgiamo ai cittadini. Li
invitiamo, singoli o in gruppo, a prendersi cura di un lembo di
città. Una fontana, una piazza, un monumento: quello che
vogliono. Lo considerino parte della propria casa, ne
garantiscano il decoro, lo pongano al servizio della
collettività>>. Affascinante, ma forse un po’ complicato a
realizzarsi. L’Anno Zero, però, fa da apripista. E fornisce
suggerimenti. <<Un ruolo importante – sostiene Piscia – tocca
alle associazioni, chiamate a divenire il motore del progetto.
Fondamentale anche il ruolo delle istituzioni, in primis il
Comune: ogni simbolica adozione necessita infatti del preventivo
consenso del Municipio>>.
Dalla teoria alla pratica: l’Anno Zero, il prossimo primo di
novembre, adotterà, con il gruppo scout “Cassano 1” e la Lega
italiana di Salvaguardia ambientale, l’immenso parco “Roberta
Lanzino”. <<Il Comune ha concesso le necessarie autorizzazioni –
dice ancora Piscia – ed ha offerto anzi la massima disponibilità
a sostenerci nell’impresa. Tecnici e dirigenti del settore
lavori pubblici saranno al nostro fianco, pronti a sostenere
anche altre iniziative similari. Pure il commissario prefettizio
ed i suoi collaboratori hanno accolto con entusiasmo
l’iniziativa>>. Cassano ai cassanesi? <<Ci crediamo. Al punto
che non ci limiteremo solo a ripulire pezzi di città, ma anche
ad elaborare progetti per il loro recupero urbanistico ed
architettonico, al fine di renderli, come un tempo, spazi idonei
a favorire incontri, socialità, vita>>.
Il primo novembre “AdottaCassano” sarà tenuta a battesimo: gli
scout celebreranno sui prati del “Roberta Lanzino” l’apertura
annuale delle proprie attività, l’Anno Zero e la Lisa saranno
con loro. Insieme, per ritrovare fiducia in se stessi e regalare
alla città una speranza che sa di futuro.
Gianpaolo Iacobini |