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Palazzo di città al lavoro per garantire l’agibilità dello
stadio: il calcio non sparirà da Cassano. Presto anche un
protocollo d’intesa per disciplinare la gestione degli impianti
sportivi cittadini.
Incontro denso di novità e frutti, ieri mattina, in Comune.
Amministratori comunali e rappresentanti delle società sportive
locali si sono ritrovati per discutere del futuro dello stadio
“Pietro Toscano”. Alla fine, sia pur nel segno dell’ufficiosità,
silenzi e soddisfazione: il pallone, almeno lui, non emigrerà da
Cassano.
Storia. Comincia nei giorni scorsi. Voci impazzite tratteggiano
scenari da tragedia: il “Pietro Toscano” sarebbe inagibile. Poi,
ancora, il Municipio non avrebbe più personale a disposizione
per garantirne l’apertura. Le tante società sportive che con le
loro formazioni calcistiche cercano fortuna nei campionati
dilettantistici minori lanciano l’allarme. Arrivano le prime
mezze smentite. Il Comune sarebbe disposto ad assicurare
vigilanza ed apertura dello stadio. L’ufficio tecnico comunale
respinge gli addebiti: le tribune sarebbero in regola.
Versioni contrastanti per un giallo. In mezzo, la verità. Una
mattinata basta a ricostruire la vicenda. Esiste, in provincia
di Cosenza, una commissione provinciale di vigilanza per i
pubblici spettacoli. È composta dai rappresentanti di vari enti,
tra cui i Vigili del Fuoco e l’azienda sanitaria. Accerta
l’agibilità dei luoghi destinati ad accogliere manifestazioni
pubbliche, tra cui cinema, teatri e stadi. Ne è presidente,
singolare coincidenza, il commissario prefettizio del comune di
Cassano, Carlo Ponte. Una legge del 2001 demanda ai singoli
Municipi il compito di istituire commissioni decentrate, con
analoghi poteri funzioni. Quella cassanese, voluta e designata
dal commissario prefettizio, si insedierà nei prossimi giorni.
La prima pratica da affrontare riguarderà proprio il “Pietro
Toscano”. Problemi in vista? Solo il tam tam di voci
incontrollate che fa montare l’ansia ed il panico. Dicono gli
uffici: le gradinate sono in regola. La tribuna coperta è stata
collaudata già da tempo. Qualche grattacapo in più sembrerebbero
riservarlo il sottopassaggio e gli spogliatoi, ma si tratterebbe
ad ogni modo di piccoli guai, ufficialmente ridotti ad
<<inconvenienti>> facilmente risolvibili.
Ieri mattina, in Municipio, la questione diventa oggetto d’un
confronto a più voci. Da una parte il commissario prefettizio
Ponte ed il funzionario Salvatore Stabile, dirigente del settore
affari generali. Dall’altra le nutrite delegazioni societarie:
Giancarlo Civile per la scuola calcio, Franco Frattolillo e
Giuseppe Altomare per il Doria Ac, Angelo Battaglia, presidente
della Us Lauropoli, Antonio Serio e Franco Lione per la
polisportiva “Pietro Toscano”. Indiscrezioni: l’amministrazione
comunale si sarebbe impegnata a rimediare, bene ed in fretta,
alle noie che interessano spogliatoi e sottopassaggi. Anche e
soprattutto in vista dell’imminente visita della commissione di
vigilanza. Più complesso, invece, il discorso per quanto
concerne il futuro. Palazzo di città avrebbe infatti proposto
alle società la sottoscrizione di un protocollo d’intesa, ancora
tutto da elaborare, per definire nei dettagli le modalità d’uso
e gestione del “Pietro Toscano”. Ipotesi ventilate: il Municipio
potrebbe accollarsi le spese di custodia ed apertura
dell’impianto, oltre che quelle di straordinaria manutenzione.
Alle società sportive, invece, verrebbe richiesto di provvedere
alla manutenzione ordinaria ed alle pulizie e di collaborare per
evitare il sovraffollamento della struttura. A tal fine,
potrebbe essere utilizzato a pieno regime pure lo stadio di
Sibari, attualmente in precarie condizioni e sede di allenamenti
e partite della formazione del Lattughelle.
Ipotesi e nulla più. Se ne discuterà ufficialmente nei prossimi
giorni. Svanisce intanto l’incubo del calcio giocato a porte
chiuse anche nei campionati di seconda e terza categoria: il
pallone continuerà a rotolare libero.
Gianpaolo Iacobini |