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Marina di Sibari: conserva piena efficacia la delibera con cui
il Municipio disponeva interventi urgenti a carico delle società
lottizzatrici. Il Tar non concede la sospensiva. Tre ricorsi,
tre richieste di sospensiva, altrettanti dinieghi: davanti al
Tribunale amministrativo regionale di Catanzaro il Comune di
Cassano s’aggiudica il primo tempo della partita giudiziaria che
lo vede contrapposto alle società lottizzatrici di Marina di
Sibari. Non perde dunque efficacia la delibera con la quale il
commissario prefettizio Carlo Ponte, pochi giorni dopo il suo
insediamento, aveva varato un piano di risanamento ambientale di
Marina, prevedendo di addebitarne i costi ai lottizzatori.
Nuovo capitolo di una storia infinita. Cronache recenti: in
principio fu la relazione Falvo. Nel novembre 2001 la giunta
comunale guidata da Roberto Senise incarica l’avvocato Roberto
Falvo di approntare un dettagliato studio giuridico sul
villaggio turistico sibarita. Ne vengon fuori dati sconcertanti,
ora all’esame della Procura della Repubblica di Castrovillari.
Nell’estate successiva, il sindaco emana una serie di ordinanze
contigibili ed urgenti, recanti i progressivi 81, 84, 88 e 103.
Si ordina alle società lottizzatrici, destinatarie dei
provvedimenti, di adoperarsi per le riparazioni alle reti
idriche e fognarie sulla base dell’assunto per cui le stesse
reti non sarebbero mai state trasferite in proprietà del Comune.
I lottizzatori ribattono asserendo la propria estraneità,
essendo le opere di urbanizzazione, a loro dire, già passate di
mano. L’opposizione è immediata. Quattro distinti ricorsi
vengono proposti al Tar. Si domanda l’annullamento delle
ordinanze e, in attesa del giudizio di merito, la sospensione
dei loro effetti. Il 7 novembre 2002 la seconda sezione,
presieduta da Salvatore Mezzacapo, vaglia uno dei ricorsi e
respinge l’istanza di sospensione ritenendo <<non perfezionato
il trasferimento delle aree in proprietà comunale, né constando
che si siano verificati eventi liberatori, nei confronti dei
ricorrenti, degli obblighi su di loro gravanti per effetto della
convenzione di lottizzazione>>.
La battaglia davanti ai giudici non si ferma: ai primi di marzo
arriva una sentenza della sezione civile del Tribunale di
Castrovillari. I lottizzatori insistono per il trasferimento
coattivo, in capo al Comune, della titolarità delle opere di
urbanizzazione. Il Tribunale decide diversamente: <<Manca la
prova della rispondenza agli elaborati peritali delle opere di
urbanizzazione primaria, la cui regolare esecuzione importa
l’obbligo dell’acquisizione all’ente locale cassanese>>.
A maggio, è ancora Tar: con riferimento ad un’ordinanza
contigibile ed urgente emanata nel mese di aprile, relativa al
rifacimento dell’impianto di sollevamento finale delle acque
reflue, viene stavolta concessa la sospensiva, in accoglimento
dell’istanza formulata dai lottizzatori. Pausa breve. Si
celebrano i funerali della soluzione politica. L’assessore
Piscitelli ed il suo piano, ideato per ricomporre la vertenza in
via stragiudiziale, vengono travolti dagli eventi. Che non
risparmiano neppure le debolezze della maggioranza targata
Senise, svanita nel nulla a metà giugno, due giorni dopo la
trasmissione della relazione Falvo alla Procura della Repubblica
di Castrovillari. S’insedia il commissario prefettizio, Carlo
Ponte. È estate: Marina soffoca tra rifiuti, fango e liquami. Si
corre ai ripari, ma si cambia lo strumento: <<la situazione di
estrema urgenza>>, scrive Ponte, <<non consente di porre in
essere le procedure adottate negli anni precedenti>>. Via,
allora, al <<piano di intervento di risanamento ambientale del
comprensorio di Marina>>, predisposto dal settore municipale
lavori pubblici e adottato con delibera. Costo presuntivo del
piano: 150.000 euro. A carico del Comune, ma <<con riserva di
rivalsa nei confronti delle società lottizzatrici>>. Le società
non ci stanno: Intersibari, Sifin e Isb, rappresentate e difese
dall’avvocato Emilio Franzese, impugnano la delibera
commissariale e ne chiedono la contestuale sospensione. Il
Comune affida le proprie ragioni all’avvocato Roberto Falvo. Il
23 ottobre la prima sezione del Tar, presidente Aldo Finati,
rigetta l’istanza di sospensione dei provvedimenti impugnati.
Si gioca ancora. La partita continua. S’attendono adesso le
sentenze di merito.
Gianpaolo Iacobini |