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Domenica 26 Ottobre 2003

Cassano –  Marina di Sibari: al Comune il primo round. Il  Tar non concede la sospensiva


Marina di Sibari: conserva piena efficacia la delibera con cui il Municipio disponeva interventi urgenti a carico delle società lottizzatrici. Il Tar non concede la sospensiva. Tre ricorsi, tre richieste di sospensiva, altrettanti dinieghi: davanti al Tribunale amministrativo regionale di Catanzaro il Comune di Cassano s’aggiudica il primo tempo della partita giudiziaria che lo vede contrapposto alle società lottizzatrici di Marina di Sibari. Non perde dunque efficacia la delibera con la quale il commissario prefettizio Carlo Ponte, pochi giorni dopo il suo insediamento, aveva varato un piano di risanamento ambientale di Marina, prevedendo di addebitarne i costi ai lottizzatori.
Nuovo capitolo di una storia infinita. Cronache recenti: in principio fu la relazione Falvo. Nel novembre 2001 la giunta comunale guidata da Roberto Senise incarica l’avvocato Roberto Falvo di approntare un dettagliato studio giuridico sul villaggio turistico sibarita. Ne vengon fuori dati sconcertanti, ora all’esame della Procura della Repubblica di Castrovillari. Nell’estate successiva, il sindaco emana una serie di ordinanze contigibili ed urgenti, recanti i progressivi 81, 84, 88 e 103. Si ordina alle società lottizzatrici, destinatarie dei provvedimenti, di adoperarsi per le riparazioni alle reti idriche e fognarie sulla base dell’assunto per cui le stesse reti non sarebbero mai state trasferite in proprietà del Comune. I lottizzatori ribattono asserendo la propria estraneità, essendo le opere di urbanizzazione, a loro dire, già passate di mano. L’opposizione è immediata. Quattro distinti ricorsi vengono proposti al Tar. Si domanda l’annullamento delle ordinanze e, in attesa del giudizio di merito, la sospensione dei loro effetti. Il 7 novembre 2002 la seconda sezione, presieduta da Salvatore Mezzacapo, vaglia uno dei ricorsi e respinge l’istanza di sospensione ritenendo <<non perfezionato il trasferimento delle aree in proprietà comunale, né constando che si siano verificati eventi liberatori, nei confronti dei ricorrenti, degli obblighi su di loro gravanti per effetto della convenzione di lottizzazione>>.
La battaglia davanti ai giudici non si ferma: ai primi di marzo arriva una sentenza della sezione civile del Tribunale di Castrovillari. I lottizzatori insistono per il trasferimento coattivo, in capo al Comune, della titolarità delle opere di urbanizzazione. Il Tribunale decide diversamente: <<Manca la prova della rispondenza agli elaborati peritali delle opere di urbanizzazione primaria, la cui regolare esecuzione importa l’obbligo dell’acquisizione all’ente locale cassanese>>.
A maggio, è ancora Tar: con riferimento ad un’ordinanza contigibile ed urgente emanata nel mese di aprile, relativa al rifacimento dell’impianto di sollevamento finale delle acque reflue, viene stavolta concessa la sospensiva,  in accoglimento dell’istanza formulata dai lottizzatori. Pausa breve. Si celebrano i funerali della soluzione politica. L’assessore Piscitelli ed il suo piano, ideato per ricomporre la vertenza in via stragiudiziale, vengono travolti dagli eventi. Che non risparmiano neppure le debolezze della maggioranza targata Senise, svanita nel nulla a metà giugno, due giorni dopo la trasmissione della relazione Falvo alla Procura della Repubblica di Castrovillari. S’insedia il commissario prefettizio, Carlo Ponte. È estate: Marina soffoca tra rifiuti, fango e liquami. Si corre ai ripari, ma si cambia lo strumento: <<la situazione di estrema urgenza>>, scrive Ponte, <<non consente di porre in essere le procedure adottate negli anni precedenti>>. Via, allora, al <<piano di intervento di risanamento ambientale del comprensorio di Marina>>, predisposto dal settore municipale lavori pubblici e adottato con delibera. Costo presuntivo del piano: 150.000 euro. A carico del Comune,  ma <<con riserva di rivalsa nei confronti delle società lottizzatrici>>. Le società non ci stanno: Intersibari, Sifin e Isb, rappresentate e difese dall’avvocato Emilio Franzese, impugnano la delibera commissariale e ne chiedono la contestuale sospensione. Il Comune affida le proprie ragioni all’avvocato Roberto Falvo. Il 23 ottobre la prima sezione del Tar, presidente Aldo Finati, rigetta l’istanza di sospensione dei provvedimenti impugnati.
Si gioca ancora. La partita continua. S’attendono adesso le sentenze di merito.

Gianpaolo Iacobini

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