|
La "questione rom" e la loro integrazione con la comunità
cassanese torna, con preponderanza, alla ribalta. Dopo i fatti
del 10 ottobre scorso avvenuti nelle vicinanze della scuola
elementare di via Carlo Alberto Dalla Chiesa a Lauropoli, è il
locale circolo "Cosmo Granito" di Rifondazione comunista a
riproporre con forza la "questione rom".
I rifondini vogliono che l'integrazione dei rom diventi un fatto
"dirimente" per la Cassano che si vuole costruire. Per loro il
sindaco che verrà non potrà strumentalizzare questa questione
per fini elettorali, ma sarà chiamato ad affrontarla con
impegno. Sostengono, a chiare lettere, che "la questione rom
sarà uno degli spartiacque per quanti vorranno misurarsi sul
futuro della città delle Terme".
Gli aderenti al "Cosmo Granito" non entrano nel merito di quanto
accaduto il 10 ottobre, cosa che, a loro dire, riguarda solo gli
inquirenti, ma non vogliono tacere il disagio che hanno provato
nell'apprendere quella notizia. "Disagio dovuto", scrivono, "al
verificare la responsabilità degli amministratori di Cassano,
vecchi e nuovi, che mai hanno inteso affrontare la questione che
oggi ha prodotto gli ultimi eventi". Gli aderenti cassanesi al
partito dell'onorevole Bertinotti non fanno sconti a nessuno. Né
alla classe politica che ha guidato la città delle Terme negli
ultimi trent'anni né tanto meno alle istituzioni come la scuola
che poco, quasi nulla, a loro dire, hanno fatto in tema
d'integrazione. "Quali politiche d'integrazione si sono
determinate nel territorio in modo che la comunità rom non si
sentisse "cosa altra" da chi "diverso" non è? Quali opportunità
sono state date dai vari sindaci a questi cittadini che sono
stati sempre relegati ad un ruolo di marginalità? La scuola come
ha interagito affinché si determinasse una situazione di
normalità in un territorio dove è rilevante la presenza di
bambini "rom"? Come la componente genitori e la stessa "Opera
nomadi" sono stati tenuti in considerazione dalle istituzioni
scolastiche affinché la tanto decantata " integrazione" fosse
una cosa realizzata?", si chiedono i rifondini, per i quali è
necessario che nella città delle Terme si verifichi una sorta di
"rivoluzione culturale" che porti a un diverso approccio verso
queste persone. I rifondini vogliono lottare per sfatare quella
regola, che purtroppo ha molti sostenitori nella città delle
Terme e non solo, "per la quale se una persona, un rom, chiunque
si muova nell'illegalità anche sua moglie, suo figlio e tutti
gli appartenenti alla sua famiglia debbano per forza
delinquere".
Gli appartenenti al "Cosmo Granito" ritengono superfluo
sottolineare la loro totale presa di distanza e ferma condanna
da quei "comportamenti e atti che hanno ricadute negative e
gravi sui bambini che altra colpa non hanno se non quella di
aver dovuto subire gli effetti della disattenzione dei politici
che hanno governato Cassano".
A tal proposito, i rifondini cassanesi fanno loro, pur non
ravvisando nelle sue parole "inviti alla non partecipazione
attiva alla vita democratica della città", lo sfogo di monsignor
Silvio La Padula (parroco della Cattedrale) che, nel corso di
un'omelia, "si è fatto carico di diffidare quanti finora hanno
avuto responsabilità di governo a Cassano dal presentarsi come
candidati a sindaco alle prossime elezioni". Per cambiare modo
di rapportarsi nei confronti dei rom non bisogna inventarsi
niente.
Basta, a dire dei rifondini, "affidarsi, collaborando, a chi
nella comunità di Cassano - Lauropoli opera, con difficoltà e
capacità riconosciuta, e assecondare i suggerimenti che da tali
settori arrivano per ricostruire quella situazione di normalità
che ci faccia sentire uguali e che permetta di pensare ad
un'altra Cassano". Loro già lo fanno. Non si risparmiano di
sostenere e di difendere, in ogni luogo e con ogni mezzo, quelle
realtà che dell'integrazione hanno fatto la loro ragione di
vita.
Antonio Iannicelli |