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Giovedì 11 Settembre 2003

Sibari – Stombi, partono oggi i lavori di dragaggio


Stombi: partiranno nelle prossime ore i lavori di dragaggio del canale più dispettoso del mondo. Garantiranno i collegamenti del porto turistico sibarita con le onde dello Ionio. Dubbi e perplessità sull’efficacia dell’intervento previsto.
Un miliardo di lire. Paga la regione. Lavori importanti ma non definitivi. Una volta ultimati, dovrebbero garantire tranquillità fino ai primi mesi del 2005. Poi si ricomincerà daccapo.
Scene da un progetto. Alla foce dello Stombi, il rigagnolo che le correnti marine coprono di sabbia a giorni alterni, impedendo l’accesso delle imbarcazioni alle darsene dei Laghi, la Regione decide di intervenire nella primavera del 2002. I sette miliardi prima in bilancio per l’opera vengono ridotti ad uno. Se ne fa garante l’assessore regionale Giovanni Dima. L’impegno è mantenuto: il miliardo di vecchie lire c’è. Previsioni: la prima fase dell’operazione Stombi avrebbe dovuto incidere sulla fisionomia della costa, in maniera tale da provocare l’arretramento del bagnasciuga sul versante est del litorale, ricompreso tra le foci dello Stombi e del Crati. Un passo indietro di circa 35 metri, utile a consentire il ripianamento del versante ovest, vittima dell’erosione marina. La seconda fase avrebbe dovuto invece riguardare, nelle intenzioni, il dragaggio del canale, fino alla profondità di tre metri, al fine di consentire l’accesso ai moli interni anche dei pescherecci di media portata. L’appalto se lo aggiudica la napoletana “Overmar”.
Era ancora d’estate. Con l’autunno del 2002, ed il successivo inverno, arrivano i guai. La natura vince, l’uomo perde. Le mareggiate scombussolano i piani. In pochi giorni viene cancellata la fatica di mesi. E 56.000 metri cubi di sabbia, spinti dal vento e dal mare, ricompaiono dove le ruspe li avevano cancellati. I tecnici sono costretti ad ammettere pubblicamente che gli interventi programmati, sia pure provvidenziali, <<non consentiranno una lunga stabilità del sistema fociale a causa della notevole dinamicità dei fattori metereologici dell’area>>. È il gennaio del 2003. Alle preoccupazioni degli esperti s’aggiungono quelle degli amministratori. Parla Vincenzo Forastiere, all’epoca assessore comunale ai lavori pubblici: <<Ci stiamo chiedendo – dichiara con onesto coraggio l’allora assessore – se quella fin qui seguita sia la strada giusta. È chiaro che la questione non può essere fronteggiata solo così. Stiamo sollecitando la Regione affinché trovi i fondi necessari a prolungare i moli foranei, ma anche a studiare rimedi davvero definitivi>>.
L’eco si perde nel deserto istituzionale. Le soluzioni ci sarebbero: arretramento della foce del Crati, oppure, rimedio migliore, sabbiodotto da unire ad un prolungamento dei moli dello Stombi. Fanno difetto però i soldi necessari, circa quattro milioni di euro, e le conseguenti risposte. Il grido di dolore non varca i confini della città. Adesso tocca alle draghe. Gli uomini della “Overmar” stanno ultimando le operazioni di montaggio dei mezzi all’interno dei cantieri nautici. Quindi, appena il cielo lo consentirà, lanceranno la loro sfida al canale birichino. Se tutto andrà bene, fino al 2005 dello Stombi non si parlerà più. Poi, come sussurrano timidi i lupi di mare, saranno di nuovo dolori.

Gianpaolo Iacobini

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