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Restituire
dignità a Timpone rosso: lo chiede il Forum delle associazioni.
C’è un quartiere, quello lauropolitano di Timpone rosso, al
centro di ogni indagine giudiziaria che riguardi la Sibaritide.
Sarebbe stato il centro operativo, dicono gli inquirenti, di una
delle ‘ndrine più potenti della Piana. Lo scorso giugno,
nell’ambito dell’operazione “Lauro”, inchiesta giudiziaria che
portò in carcere undici presunti affiliati al clan dei nomadi,
Timpone rosso venne setacciato da cima a fondo alla ricerca di
armi. I “ferri”, alla fine, spuntarono. Erano sepolti sotto
terra, ai margini della piazza del quartiere. Le ruspe dei
Vigili del Fuoco scavarono in lungo ed in largo. Nessuno, però,
si prese cura di risistemare il disordine. Buche profonde e
portoni sfondati fanno ancora brutta mostra di sé. Adesso il
Forum delle associazioni chiede di riparare alla dimenticanza.
Dicendosi pronto ad eseguire i necessari lavori da sé, contando
sulla forza e l’impegno del volontariato.
La decisione, assunta nel corso dell’ultima assemblea del Forum,
è stata ufficializzata in una lettera. Indirizzata al Comando
Carabinieri, alla Procura della Repubblica di Castrovillari, al
commissario prefettizio. La missiva è firmata da Pietro Maradei
e dal vescovo, monsignor Domenico Graziani, nelle vesti,
rispettivamente, di portavoce e garante del Forum. <<Vogliamo
portare a vostra conoscenza – scrivono Maradei e monsignor
Graziani – il fatto d’aver dovuto constatare, nostro malgrado,
che nel quartiere di Timpone rosso non sono state ancora
ricoperte, a distanza di alcuni mesi, le buche originate dalle
operazioni di polizia dello scorso giugno>>. Critiche? Nessuna.
Solo volontà di ripristinare la legalità nella sua interezza.
<<Esprimiamo apprezzamento – ribadiscono i due rappresentanti
del Forum – nei riguardi dell’operato delle forze dell’ordine.
Evidenziamo tuttavia come questo stato di cose, oltre a poter
causare danni materiali, sia comunque in contrasto con il decoro
del quartiere e dei suoi abitanti>>.
La criminalità esiste, non tutti sono criminali. <<Riteniamo
necessario sottolineare – aggiungono Maradei e monsignor
Graziani – come nel quartiere risiedano anche e soprattutto
persone oneste e laboriose, e che sia un dovere istituzionale
contrastare i rischi di emarginazione, promuovere processi di
integrazione e garantire il diritto alla serenità e
vivibilità>>. Conclusioni: <<Vorremo conoscere l’esistenza di
eventuali motivi ostativi al risanamento dei luoghi. Nel caso
non ve ne fossero, chiediamo l’autorizzazione a poter
intervenire come Forum delle associazioni per effettuare
direttamente, in forma del tutto volontaria, i necessari
lavori>>.
In attesa delle necessarie risposte, il Forum ha promosso un
incontro con il commissario prefettizio al fine di <<discutere
dei problemi del territorio e discutere delle prospettive di
sviluppo>>.
Segnali di speranza: nelle intenzioni, l’inizio di una nuova
primavera.
Gianpaolo Iacobini |