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Martedì 30 Settembre 2003

Cassano – Casa Serena, Graziadio traccia un bilancio


“Casa Serena”: scade il mandato del consiglio d’amministrazione. Il presidente Graziadio traccia un bilancio ed esprime soddisfazione per gli obbiettivi raggiunti.
“Casa Serena”. Casa protetta ed ospizio per anziani. Conti in ordine, 24 dipendenti in pianta stabile, una pattuglia di suore e lavoratori socialmente utili, una decina di professionisti convenzionati. Tutti al lavoro per i cinquanta ospiti della struttura. Negli ultimi quattro anni il loro destino è stato nelle mani di un consiglio d’amministrazione guidato da Emilio Graziadio. Tra un paio di settimane il mandato giungerà a termine. La Regione ha già provveduto a nominare il proprio rappresentante, confermando l’uscente Franco Martucci. Gli altri quattro elementi, di designazione municipale, saranno indicati dal commissario prefettizio Carlo Ponte.
<<Non so chi verrà dopo di noi – esordisce Graziadio – ma di certo troverà un istituto diverso da quello di quattro anni fa>>. Scene dall’album dei ricordi: sono foto. Ritraggono i nonnini di “Casa Serena” alle prese con le molteplicità attività messe in cantiere nell’ultimo quadriennio: gite fuori porta, corsi di ceramica, i cenoni natalizi. Ancora, il gemellaggio con gli alunni delle scuole medie, i balli con i giovani dei gruppi folk, i pellegrinaggi ai santuari dell’Italia meridionale. L’elenco non conosce sosta. <<Restituire dignità e speranza agli anziani – commenta orgoglioso Graziadio – è stato il nostro primo impegno. Abbiamo posto l’uomo al centro di ogni iniziativa: abbiamo colto nel segno>>.
Sentimenti e passioni: resteranno scolpiti nel cuore di chi va via. Si gira pagina: tocca ai numeri. Nel 1999 “Casa Serena” presentava un deficit preoccupante. Ora i conti sono in ordine. E dal 2001, puntualmente, i bilanci si chiudono in attivo. Dice Graziadio: <<Abbiamo azzerato le esposizioni bancarie, ricucito le relazioni sindacali, corrisposto stipendi e contributi arretrati, ristrutturato l’istituto e riorganizzato le attività, aumentato i posti della casa riposo e richiesto l’incremento di quelli della casa protetta. Lo scorso dicembre abbiamo proceduto a cinque assunzioni, con criteri avulsi dal clientelismo: sono contento dei risultati raggiunti>>. Successi tangibili, conseguiti con un metodo diverso da quelli tipicamente cassanesi. <<In consiglio – ricorda il presidente del Cda – avevo una solida maggioranza. Quasi tutte le delibere sono state però adottate con voto unanime. Ringrazio il Cda, i dipendenti, i sindacati: grazie alla concertazione siamo riusciti in un piccolo miracolo>>.
Venti giorni ancora, poi a via IV Novembre arriveranno i nuovi inquilini. <<Ho un solo cruccio>>, chiosa Graziadio. Quale, presidente? <<Non essere riuscito a chiudere>>, risponde, <<le trattative per l’acquisto di Palazzo Diana. È un edificio adiacente all’istituto: un immobile da 900 metri quadrati, circondato da 5000 metri quadrati di verde. Siamo a buon punto, ma la burocrazia ha i suoi tempi >>.
Sfida per il futuro: le basi sono state gettate. Dopo la semina, bisognerà raccogliere e seminare ancora: l’ultimo suggerimento di Emilio Graziadio.

Gianpaolo Iacobini

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