|
“Casa
Serena”: scade il mandato del consiglio d’amministrazione. Il
presidente Graziadio traccia un bilancio ed esprime
soddisfazione per gli obbiettivi raggiunti.
“Casa Serena”. Casa protetta ed ospizio per anziani. Conti in
ordine, 24 dipendenti in pianta stabile, una pattuglia di suore
e lavoratori socialmente utili, una decina di professionisti
convenzionati. Tutti al lavoro per i cinquanta ospiti della
struttura. Negli ultimi quattro anni il loro destino è stato
nelle mani di un consiglio d’amministrazione guidato da Emilio
Graziadio. Tra un paio di settimane il mandato giungerà a
termine. La Regione ha già provveduto a nominare il proprio
rappresentante, confermando l’uscente Franco Martucci. Gli altri
quattro elementi, di designazione municipale, saranno indicati
dal commissario prefettizio Carlo Ponte.
<<Non so chi verrà dopo di noi – esordisce Graziadio – ma di
certo troverà un istituto diverso da quello di quattro anni
fa>>. Scene dall’album dei ricordi: sono foto. Ritraggono i
nonnini di “Casa Serena” alle prese con le molteplicità attività
messe in cantiere nell’ultimo quadriennio: gite fuori porta,
corsi di ceramica, i cenoni natalizi. Ancora, il gemellaggio con
gli alunni delle scuole medie, i balli con i giovani dei gruppi
folk, i pellegrinaggi ai santuari dell’Italia meridionale.
L’elenco non conosce sosta. <<Restituire dignità e speranza agli
anziani – commenta orgoglioso Graziadio – è stato il nostro
primo impegno. Abbiamo posto l’uomo al centro di ogni
iniziativa: abbiamo colto nel segno>>.
Sentimenti e passioni: resteranno scolpiti nel cuore di chi va
via. Si gira pagina: tocca ai numeri. Nel 1999 “Casa Serena”
presentava un deficit preoccupante. Ora i conti sono in ordine.
E dal 2001, puntualmente, i bilanci si chiudono in attivo. Dice
Graziadio: <<Abbiamo azzerato le esposizioni bancarie, ricucito
le relazioni sindacali, corrisposto stipendi e contributi
arretrati, ristrutturato l’istituto e riorganizzato le attività,
aumentato i posti della casa riposo e richiesto l’incremento di
quelli della casa protetta. Lo scorso dicembre abbiamo proceduto
a cinque assunzioni, con criteri avulsi dal clientelismo: sono
contento dei risultati raggiunti>>. Successi tangibili,
conseguiti con un metodo diverso da quelli tipicamente cassanesi.
<<In consiglio – ricorda il presidente del Cda – avevo una
solida maggioranza. Quasi tutte le delibere sono state però
adottate con voto unanime. Ringrazio il Cda, i dipendenti, i
sindacati: grazie alla concertazione siamo riusciti in un
piccolo miracolo>>.
Venti giorni ancora, poi a via IV Novembre arriveranno i nuovi
inquilini. <<Ho un solo cruccio>>, chiosa Graziadio. Quale,
presidente? <<Non essere riuscito a chiudere>>, risponde, <<le
trattative per l’acquisto di Palazzo Diana. È un edificio
adiacente all’istituto: un immobile da 900 metri quadrati,
circondato da 5000 metri quadrati di verde. Siamo a buon punto,
ma la burocrazia ha i suoi tempi >>.
Sfida per il futuro: le basi sono state gettate. Dopo la semina,
bisognerà raccogliere e seminare ancora: l’ultimo suggerimento
di Emilio Graziadio.
Gianpaolo Iacobini |