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La vendetta narrativa di Nicola Misasi
di Domenico Marino - Edizioni Periferia

Sabato 27 Dicembre 2003 - Ore 17:30 - Aula Magna - Liceo "R.L.Satriani" - Cassano Allo Ionio

Cerimonia di
Presentazione
 
Interventi
  Pasquale Falco
Editore "Periferia"
  Prof. Aldo Viola
Preside dei Licei di Cassano Jonio
Coordinatore
Martino Zuccaro
Direttore "Prospettive Meridionali"
 
 

Presente l'autore

 
 

Il Libro

 

«Di là da verismo, naturalismo, romanticismo, decadentismo e narrativa d’appendice, Nicola Misasi si conferma anzitutto un narratore militante». La monografia di Domenico Marino dedica particolare attenzione proprio all’impegno, che caratterizza l’intera produzione dell’intellettuale cosentino, riconoscendo nell’autore di Massoni Carbonari un figlio di Calabria interessato anzitutto a riscrivere presente e passato della sua terra, fotografati in maniera distorta da una storiografia, una tradizione e una letteratura che non hanno affondato le unghie della ricerca oltre uno strato superficiale e quindi non hanno colto la verità. Partendo dalla realtà nazionale non solo culturale a cavallo tra Otto e Novecento, Marino ha fermato la sua attenzione sul dato calabrese, raccontandone la realtà sociale e politica prima che letteraria. Una sorta d’introduzione necessaria per aprirsi all’analisi dell’opera di Nicola Misasi, che prende spunto dalla drammatica situazione calabrese successiva al risorgimento e arriva a riconoscere nel brigantaggio una risposta inevitabile per un popolo troppo fiero per non ribellarsi alla prepotenza degli invasori, all’ingordigia dei nuovi signori, alle difficoltà di un presente italiano cui finisce per essere preferito il passato borbonico.
Percorrendo l’interna produzione del narratore, Marino vi riconosce rapporti con le diverse scuole, correnti e filoni letterari attivi nel panorama nazionale tra i due secoli, ma segna un tratto di discontinuità con la precedente critica misasiana sottolineando a esempio la distanza tra l’intellettuale cosentino e il verismo, anzitutto con la variabile più strettamente verghiana. Il giovane studioso non ignora le ascendenze naturalistiche evidenti nel racconto della realtà, nel ruolo da protagonisti assegnato a uomini delle più infime classi sociali, nella narrazione della storia di vinti lasciati sull’onda della società da un progresso che li ha travolti ma mai coinvolti. Allo stesso tempo, però, sottolinea che Misasi non mantiene il distacco verghiano dall’opera e dai suoi protagonisti, entrando violentemente e ripetutamente nel tessuto narrativo con digressioni saggistiche, precisazioni storiche, commenti sociali. Una rigida assegnazione al verismo, o naturalismo che sia, tra l’altro, non renderebbe giustizia all’aria romantica che respirano gran parte delle sue opere per i cupi sfondi silani, le passioni patriottiche di uomini, donne e briganti di Calabria; e alle debordazioni figlie degli incastri psico-sentimentali imposti dalle necessità seriali della narrativa d’appendice, di cui Nicola Misasi è stato apprezzato autore per i maggiori fogli d’informazione napoletani e romani negli ultimi decenni dell’Ottocento. In appendice ai gradi quotidiani napoletani sono stati pubblicati alcuni tra i suoi più importanti romanzi.
L’autore delle Cronache del brigantaggio è romantico e naturalista solo quanto gli basta per organizzare in maniera narrativamente efficace una sua personale difesa della Calabria. Misasi stesso confessa che il vero obiettivo della sua opera è riscrivere la storia calabrese: «Io ho lavorato sempre per uno scopo alto, quello di far nota al popolo italiano tutta la nostra storia attraverso una forma facile e appassionata, in modo che la lettura potesse essere utile e avesse uno scopo civile. E tutti i miei romanzi sono improntati a tale concetto». Se a testimoniare la vocazione dell’ingegno misasiano non bastasse questo passo dell’intervista concessa ad Arturo Calvosa e pubblicata su “Informatore di Calabria” pochi giorni dopo la sua morte, è possibile sfogliare le prime pagine di Senza dimani leggendone l’incipit: «Questo libro non è un romanzo, è la difesa di un popolo generoso calunniato dagli storici della Rivoluzione. Né più né meno».
Pregiata introduzione alla rilettura misasiana tentata da Domenico Marino è la prefazione Il mondo a parte di Nicola Misasi curata dalla docente dell’Università della Calabria Caterina Verbaro, che conferma le ambizioni promozionali come un obiettivo cruciale dell’opera misasiana: «Se è giusto rifuggire da ogni acritico annusiamo per un’opera troppo spesso sottomessa all’urgenza del proprio messaggio, è necessario d’altronde individuare (…) proprio all’interno delle sue contraddizioni e insufficienze letterarie la specifica importanza del narratore cosentino. (…) Rompere l’isolamento e promuovere la conoscenza della sua terra nel circuito della letteratura nazionale è per lui un fine etico irrinunciabile, la prova di una missione conoscitiva che solo la letteratura è capace di compiere».
In questo terreno promozionale, Marino assegna un’importanza particolare ai volumi saggistici di Misasi (Il gran bosco d’Italia e In Provincia ma anche l’agiografia di San Francesco di Paola) nei quali l’intellettuale può contare su un registro decisamente più ampio rispetto a romanzi e racconti briganteschi; e non dimentica la difesa del genuino milieu calabrese che l’autore conduce contro il pericolo di un imborghesimento mondano.
Significativi i passaggi in cui la monografia ferma l’attenzione sugli appelli all’impegno che, seppur nascosti dal debole filtro dell’intreccio romanzesco, Misasi rivolge alla Calabria e ai calabresi, e ancora la condanna senz’appello per la classe politica regionale: «Dove erano i nostri rappresentanti allorché il Parlamento votò questa o quella legge, la costruzione di quella o questa ferrovia per favorire il Settentrione ai danni del Mezzogiorno di Italia, dove erano i nostri deputati, dove i nostri Senatori? Eran lì, forti di numero, ma fiacchi di animo, se non tardi di intelletto, incuranti o dimentichi dei sacri interessi che eran chiamati a sostenere. (…) Perché pigliarcela dunque col Governo che favorisce i Lombardi, che predilige i Piemontesi, che si fa imporre dai Veneti e via via con simili piagnistei da eunuchi?».

 

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Per  informazioni contattare la redazione info@cassanoalloionio.info

L'autore

Domenico Marino

contatti

via G. Amendola, 7
87011
Cassano Ionio (Cs)

 

domarin@tiscali.it

Martedì 13 gennaio 2004, alle ore 17,00
presso l'Aula "Dioniso",
Cubo 17B, dell'Università della Calabria
è stato  presentato il volume di Domenico Marino
dal titolo:

La vendetta narrativa
di Nicola Misasi

Calabria e letteratura
tra Otto e Novecento

(EDIZIONI PERIFERIA)

hanno relazionato

Nicola MEROLA
Docente di letteratura italiana
Moderna e contemporanea presso l'UNICAL

Monica LANZILLOTTA
UNICAL

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