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Domenica 01.06. 2003

Cassano-  Il vescovo Graziani e l'enciclica “Pacem in terris”- Il vincolo dell'unità contro i nazionalismi
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

AZIONE CATTOLICA ITALIANA
Parrocchia Presentazione del Signore - Lauropoli

Venerdì 30 Maggio 2003 - Ore 18:30 - Asilo Infantile Lauropoli

incontro sul tema


Campanile
Chiesa Presentazione del Signore Lauropoli

PACEM IN TERRIS
A 40 ANNI DALLA SUA PROMULGAZIONE

Introduce e coordina
Dino PITTELLI
Presidente Associazione Parrocchiale

Saluto
Don Pietro MARTUCCI
Parroco

Relatore
S.E. Domenico GRAZIANI
Vescovo della Diocesi di Cassano I.

Convegno

Alla presenza di un pubblico numerosissimo presso l'Asilo infantile di Lauropoli, su iniziativa dell'Azione Cattolica della Parrocchia "Presentazione del Signore", un incontro sul tema: "Pacem in Terris : a quarant'anni dalla sua promulgazione" la cui relazione è stata affidata a S:E: Mons Domenico Graziani, Vescovo della Diocesi di Cassano allo Ionio. Ad aprire la manifestazione sono stati i bambini dell'Asilo che, preparati dalle amorevoli suore dell'asilo Santa Francesca Cabrini, hanno dato il saluto di benvenuto a S.E. il Vescovo. Don Pietro Martucci intervenendo successivamente, dopo aver ringraziato per la presenza massiccia e dopo aver sottolineato il valore profetico dell'enciclica del Papa Buono , che rimane un punto di riferimento ancora oggi per l'azione politica, l'ordine internazionale , la questione sociale, lo sviluppo della democrazia e l'integrazione europea, ha auspicato, rivolgendo uno sguardo anche al nostro ambiente, che l'incontro contribuisca a superare le controversie con la " reciproca comprensione". I lavori dell'incontro sono stati invece introdotti dall'intervento di Dino Pittelli, Presidente dell'Azione >Cattolica Parrocchiale. Pittelli, dopo aver ringraziato il Vescovo per la sua presenza e dopo aver spiegato le motivazioni che hanno spinto l'Azione Cattolica a organizzare l'incontro sulla Pacem in Terris, ha soffermato la sua attenzione sugli effetti devastanti della guerra, soprattutto di quella moderna, che provoca morte di inermi ed innocenti, distruzioni, "fame stupri, terrore ed odio". Successivamente il Presidente ha sottolineato come, contrariamente a quanto il titolo dell'enciclica potrebbe far pensare, La Pacem in Terris si impernia non solo sulla guerra e la pace, ma soprattutto sul concetto che la Pace, per realizzarsi, ha bisogno che venga riconosciuto la dignità di ogni persona, che è soggetto di diritti e di doveri a tutti i livelli.. Dopo essersi domandato se nella società nella quale viviamo, veda al centro la persona oppure l'economia, Pittelli ha concluso chiedendosi se il cristiano oggi possa accettare l'attuale visione del mondo oppure debba adoperarsi affinché i poteri pubblici vengano finalmente usati per costruire il bene comune e non per difendere interessi particolari e personali, come purtroppo sta avvenendo in questo momento con la promulgazione di alcune leggi o con la proposta di altre. Ha preso poi la parola S.E Mons. Domenico Graziani per la relazione vera e propria. In apertura il Vescovo ha fatto un excursus sulle circostanze storiche che l'I 1 aprile del 1963 hanno portato alla Pacem in Terris, che accoglie anche l'appello che Giovanni XXIII fa il 25 ottobre 1962, nel quale si parla già di uguaglianza, di riconoscimento reciproco, di promozione dei diritti di ogni uomo, di un'unica famiglia umana. Essendo l'umanità una sola famiglia, ha detto Mons. Graziani, occorre creare un vincolo universale dell'unità non in ragione di vicende politiche, di progetti economici o di internazionalismi ideologici, ma perché "tale è la volontà delle singole persone o dei‑popoli: unità che non annulla ma integra le differenze( contro ogni forma di egoismo anche nazionale). E tale unità si realizza se basata sui pilastri della verità, della giustizia, della solidarietà operante e della libertà. Da ciò ne consegue, ha rimarcato S.E. Graziani, che le relazioni tra i diversi popoli e le tante comunità politiche devono trovare la loro giusta regolazione nella ragione, nella giustizia nel diritto, nella trattativa , escludendo, quindi, il ricorso alla forza, alla violenza, alla guerra, a forme di discriminazione, di intimidazione e di inganno. Mons. Graziani, dopo essersi soffermato ancora sul concetto di comunità internazionale come comunità, sul principio della buona fede e su quelli di cooperazione, e di solidarietà nello sviluppo, ha concluso la sua brillante e completa relazione con la speranza in un mondo di pace così come fu espressa da S.S. il Beato Giovanni XXIII: "E' lecito sperare che gli uomini, incontrandosi e negoziando, abbiano a scoprire meglio i vincoli che li legano, provenienti dalla loro comune umanità e abbiano pure a scoprire che una fra le più profonde esigenze della loro comune umanità è che tra essi e tra i rispettivi popoli regni non il timore ma l'amore: il quale tende ad esprimersi nella collaborazione ^leale, multiforme, apportatrice di molti beni."
Nel dibattito che si è aperto, dopo l'applauditissima relazione di S.E. Mons. Graziani, sono intervenuti Carmen Adduci , Presidente diocesano di A. C. Giuseppe La Padula , professore di storia e filosofia presso il liceo di Cassano, Pietro Maradei professore presso la Scuola Media di Lauropoli e membro del Circolo Nelson Mandela Antonio Golia. Le conclusioni dell'incontro sono state affidate a S:E: Mons. Domenico Graziani

 

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Alcuni momenti della manifestazione

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Relazioni, interventi
Sintesi

»

S.E. Mons Domenico Graziani

»

Don Pietro Martucci

»

Dino Pittelli
» Pietro Maradei
.  
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clicca sul nome per visualizzare l'intervento ...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

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