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Alla
presenza di un pubblico numerosissimo presso l'Asilo
infantile di Lauropoli, su iniziativa dell'Azione
Cattolica della Parrocchia "Presentazione del Signore",
un incontro sul tema: "Pacem in Terris : a quarant'anni
dalla sua promulgazione" la cui relazione è stata
affidata a S:E: Mons Domenico Graziani, Vescovo della
Diocesi di Cassano allo Ionio. Ad aprire la
manifestazione sono stati i bambini dell'Asilo che,
preparati dalle amorevoli suore dell'asilo Santa
Francesca Cabrini, hanno dato il saluto di benvenuto a
S.E. il Vescovo. Don Pietro Martucci intervenendo
successivamente, dopo aver ringraziato per la presenza
massiccia e dopo aver sottolineato il valore profetico
dell'enciclica del Papa Buono , che rimane un punto di
riferimento ancora oggi per l'azione politica, l'ordine
internazionale , la questione sociale, lo sviluppo della
democrazia e l'integrazione europea, ha auspicato,
rivolgendo uno sguardo anche al nostro ambiente, che
l'incontro contribuisca a superare le controversie con
la " reciproca comprensione". I lavori dell'incontro
sono stati invece introdotti dall'intervento di Dino
Pittelli, Presidente dell'Azione >Cattolica
Parrocchiale. Pittelli, dopo aver ringraziato il Vescovo
per la sua presenza e dopo aver spiegato le motivazioni
che hanno spinto l'Azione Cattolica a organizzare
l'incontro sulla Pacem in Terris, ha soffermato la sua
attenzione sugli effetti devastanti della guerra,
soprattutto di quella moderna, che provoca morte di
inermi ed innocenti, distruzioni, "fame stupri, terrore
ed odio". Successivamente il Presidente ha sottolineato
come, contrariamente a quanto il titolo dell'enciclica
potrebbe far pensare, La Pacem in Terris si impernia non
solo sulla guerra e la pace, ma soprattutto sul concetto
che la Pace, per realizzarsi, ha bisogno che venga
riconosciuto la dignità di ogni persona, che è soggetto
di diritti e di doveri a tutti i livelli.. Dopo essersi
domandato se nella società nella quale viviamo, veda al
centro la persona oppure l'economia, Pittelli ha
concluso chiedendosi se il cristiano oggi possa
accettare l'attuale visione del mondo oppure debba
adoperarsi affinché i poteri pubblici vengano finalmente
usati per costruire il bene comune e non per difendere
interessi particolari e personali, come purtroppo sta
avvenendo in questo momento con la promulgazione di
alcune leggi o con la proposta di altre. Ha preso poi la
parola S.E Mons. Domenico Graziani per la relazione vera
e propria. In apertura il Vescovo ha fatto un excursus
sulle circostanze storiche che l'I 1 aprile del 1963
hanno portato alla Pacem in Terris, che accoglie anche
l'appello che Giovanni XXIII fa il 25 ottobre 1962, nel
quale si parla già di uguaglianza, di riconoscimento
reciproco, di promozione dei diritti di ogni uomo, di
un'unica famiglia umana. Essendo l'umanità una sola
famiglia, ha detto Mons. Graziani, occorre creare un
vincolo universale dell'unità non in ragione di vicende
politiche, di progetti economici o di internazionalismi
ideologici, ma perché "tale è la volontà delle singole
persone o dei‑popoli: unità che non annulla ma integra
le differenze( contro ogni forma di egoismo anche
nazionale). E tale unità si realizza se basata sui
pilastri della verità, della giustizia, della
solidarietà operante e della libertà. Da ciò ne
consegue, ha rimarcato S.E. Graziani, che le relazioni
tra i diversi popoli e le tante comunità politiche
devono trovare la loro giusta regolazione nella ragione,
nella giustizia nel diritto, nella trattativa ,
escludendo, quindi, il ricorso alla forza, alla
violenza, alla guerra, a forme di discriminazione, di
intimidazione e di inganno. Mons. Graziani, dopo essersi
soffermato ancora sul concetto di comunità
internazionale come comunità, sul principio della buona
fede e su quelli di cooperazione, e di solidarietà nello
sviluppo, ha concluso la sua brillante e completa
relazione con la speranza in un mondo di pace così come
fu espressa da S.S. il Beato Giovanni XXIII: "E' lecito
sperare che gli uomini, incontrandosi e negoziando,
abbiano a scoprire meglio i vincoli che li legano,
provenienti dalla loro comune umanità e abbiano pure a
scoprire che una fra le più profonde esigenze della loro
comune umanità è che tra essi e tra i rispettivi popoli
regni non il timore ma l'amore: il quale tende ad
esprimersi nella collaborazione ^leale, multiforme,
apportatrice di molti beni."
Nel dibattito che si è aperto, dopo l'applauditissima
relazione di S.E. Mons. Graziani, sono intervenuti
Carmen Adduci , Presidente diocesano di A. C. Giuseppe
La Padula , professore di storia e filosofia presso il
liceo di Cassano, Pietro Maradei professore presso la
Scuola Media di Lauropoli e membro del Circolo Nelson
Mandela Antonio Golia. Le conclusioni dell'incontro sono
state affidate a S:E: Mons. Domenico Graziani |