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Temperatura bollente dopo gli articoli apparsi su due quotidiani
nazionali circa l’emergenza finanziaria, sociale e culturale
subita dal Cassanese. Dopo il monito del vescovo della Diocesi
di Cassano, monsignor Domenico Graziani, è la classe politica ad
alzare la voce, sdegnata. Nel mirino finisce soprattutto il
sindaco, riconosciuto come il principale responsabile
dell’immagine “poco onorevole” figlia dei due servizi. Pare che
la stessa Arma dei carabinieri sia pronta a tutelare la sua
immagine per il racconto “distorto” della rapina di qualche
estate fa a due banche cittadine. Addirittura, sembra che si sia
fatta viva in Municipio anche l’ambasciata tunisina in Italia
per il riferimento, nel pezzo di lunedì, a una visita in città
di una sua delegazione.
Sulla scia di monsignor Graziani, l’assessore alla Cultura
Liborio Piscitelli consiglia «attenzione ad acuire una cultura
autolesionista e piagnistea. Cassano ha bisogno di uomini
liberi, avulsi da lotte personali e di potere, capaci
d’imprimere sicurezza e umili, perché con l’umiltà si aprono
tutte le forme di dialogo e il dialogo apre la strada alla
risoluzione di conflitti personali e politici. Bisogna dire
basta col passato, non emulare comportamenti o ripetere errori.
Dobbiamo vivere il presente per poter pensare al futuro». Il
direttivo comunale dell’Udc, a proposito delle dichiarazioni di
Senise, parla di affermazioni che «hanno mortificato i
cassanesi, colpendo gravemente l’immagine della nostra comunità.
Questi continui messaggi di disperazione nuocciono alle
possibilità di ripresa del Comune. Che ha la forza e le
potenzialità per risorgere, puntando innanzitutto sul turismo».
Come il vescovo e Piscitelli, pure i centristi chiedono di dire
una volte per tutte basta col passato per guardare al futuro».
L’Unione comunale dei Democratici di sinistra si è chiesta come
mai il sindaco non abbia raccontato ai giornalisti che il «primo
atto della sua amministrazione è stato l’aumento al massimo
delle indennità di sindaco, assessori e presidente del consiglio
comunale. Vorremmo capire le motivazioni e le finalità di questa
iniziativa. Forse la speranza che l’incartamento arrivi sulla
scrivania di Arcore?» Non molto diversa la posizione dello Sdi,
manifestata dai segretari delle sezioni di Cassano centro (Elena
Ferrari) e Lauropoli (Franco Regina). Quest’ultimo ha marcato
l’inutilità di «andare alla disperata ricerca della notorietà a
scapito della dignità di un popolo onesto e laborioso, che non
ha colpe». A parere della Ferrari, invece, Senise ha dimostrato
di «non avere rispetto delle gente e soprattutto delle
istituzioni». Anche lei ha ricordato l’aumento dell’indennità.
«È tanto disastrosa -si è chiesta infine- la situazione
finanziaria se si permette di rilasciare concessioni edilizie
senza fare pagare gli oneri di urbanizzazione?».
Intanto, il sindaco ha inviato al procuratore della Corte dei
conti calabrese il Decreto con cui il Ministero dell’Interno ha
chiuso il Dissesto finanziario del Comune, elaborando il Piano
di estinzione delle passività pregresse. Allo stesso tempo,
Senise ha inviato un telegramma al Viminale chiedendo un
incontro urgente col ministro Pisanu per discutere del Dissesto
e dell’allarme ordine pubblico sofferto dal Cassanese. Per le 11
di sabato, infine, nell’aula consiliare del Municipio è prevista
una sua conferenza stampa sul tema: «Dissesto finanziario in
dirittura d’arrivo. Salviamo Cassano».
Domenico Marino |