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La
città si ribella: Cassano non si svende.
Le sfide medianiche muoiono nel giro di pochi giorni, i
malumori restano. E sul taccuino finiscono i segni di una
ribellione generale contro la <<dirompente provocazione>>
senisiana. Protestano redattori e navigatori del sito web
cittadino (www.cassanoalloionio.info),
per i quali <<a nessuno è permesso infangare il nome di Cassano
e mettere in forse la sua storia e la sua comprovata dignità. Le
contraddizioni attuali sono evidenti, ma nessuno può
considerarla terra perduta o paese messo all’asta>>. Articolata,
invece, l’analisi del circolo “Nelson Mandela”. <<L’uscita del
sindaco – commenta Pietro Maradei, portavoce dei mandeliani – è
stata irresponsabile ed inopportuna. Suo compito primario
sarebbe impegnarsi per risolvere i problemi, non certo
screditare la propria comunità. Rispetto a questo scenario non è
però il caso di deporre le armi. C’è bisogno di una presa di
coscienza collettiva che determini una svolta reale. Per
fortuna, questa volta una voce autorevole si è levata per ridare
dignità ad un popolo: quella del Vescovo, monsignor Domenico
Graziani. Condividiamo il suo appello ed invitiamo tutti a
prendere atto>>.
Opinione, quest’ultima, fatta propria dal gruppo consiliare e
dai circoli cittadini di Alleanza Nazionale, che affermano di
aderire <<a quanto espresso dal Vescovo>>,
L’ultima parola spetta ad un gruppo di giovani sibariti, da
qualche giorno riuniti sotto le insegne di un’associazione,
ancora senza nome, ma con molte idee. <<Siamo amareggiati –
spiega il portavoce Luca Iacobini – per le attuali vicende
politiche, che emarginano ancor più una città già svuotata
dall’emigrazione. Il comportamento dei nostri rappresentanti
istituzionali ci indigna. Siamo pronti a riprenderci il futuro,
ma ci interroghiamo sull’avvenire che questa nostra terra
potrebbe avere>>.
Gianpaolo Iacobini |