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CASSANO IONIO
- Siamo nella casa di Roberto Senis e,
sindaco
di Cassano. Accetta di farsi intervistare col patto che resti
disteso su un divano, la gamba è gonfia.
l mare non si può vendere.
"Il mare no, è impossibile".
Sindaco, almeno la spiaggia. Avete sette chilometri di costa.
"Temo che neanche la spiaggia".
Allora il campo sportivo.
"Il campo sportivo è nostro, forse sì. Ahi, ahi".
Le dispiace del campo?
"E' la caviglia che mi fa male, sono cascato in un dirupo".
Fare il sindaco costa fatica.
"Anche sedici ore, giù e su".
Nemmeno un caffè.
"Sono stanchissimo, non ce la faccio".
E' la caviglia?
"Forse mi dimetto, la politica non si deve fare per tutta la
vita".
La Giunta non la segue.
"No, quelli di An fanno ostruzionismo".
E i debiti sono troppi.
"Non so come uscirne, ci penso, ci penso, ci penso".
Non trova il bandolo.
"Avevo in mente di vendere le Grotte, ma non si può fare".
Allora venda il parco archeologico di Sibari.
"Non è nostro, purtroppo".
Le scuole non si possono alienare.
"Le scuole no".
Allora forse è meglio che si dimetta.
"Tempo un mese e, forse, me ne vado".
Basta con la politica.
"Ho famiglia".
Però lei è in carriera, è anche consigliere provinciale.
"Provinciale, sì".
Se il clamore della vicenda la proiettasse in campo nazionale
prenderebbe in considerazione una candidatura alla Camera?
"Certo che sì".
La politica costa, ma dà soddisfazioni.
"In effetti".
Il problema è il dissesto.
"Il dissesto finanziario enorme".
Troppi decreti ingiuntivi.
"Tutti avvoltoi".
Allora lasci.
"Ma sì, forse lascio".
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