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Alla scoperta della riserva naturale del Crati: la sfida
della Margherita.
Quel che è, quel che potrebbe essere: la riserva naturale del Crati.
Se n’è discusso sabato scorso, nel corso di un incontro – dibattito
promosso dalla Margherita, nei saloni dell’auditorium “Pietro
Toscano”, a Lauropoli. Davanti ad un folto pubblico, ha coordinato i
lavori il giornalista Gianpaolo Iacobini. Tre le relazioni
tematiche, affidate ad altrettanti giovani professioniste. Assente,
invece, Flavia Curcio, presidentessa dell’associazione che gestisce
le due riserve naturali che s’affacciano sul Crati, quella di Sibari
– Corigliano e l’altra di Tarsia, rimasta vittima di un’influenza di
stagione.
Il primo intervento è stato curato da Maria Rosaria Console, che
forte della sua preparazione giuridica ha esaminato gli aspetti
legati alla tutela giuridica delle riserve naturali, evidenziando
dati clamorosi, quali, ad esempio, l’anomalia di una riserva che
insiste su più territori comunali ma che, di fatto, è affidata dalla
legge alla gestione di un solo Municipio. Peraltro in assenza di una
specifica regolamentazione, considerata la mancata approvazione
dello Statuto che dovrebbe disciplinare le attività ed il
funzionamento dell’area protetta. Subito dopo, è stata la volta del
biologo e naturalista Francesco Sottile, che con l’ausilio di decine
di diapositive ha impressionato il pubblico, guidandolo per mano
alla scoperta del patrimonio faunistico della riserva del Crati. Un
dato: solo per quanto concerne gli uccelli, sono ben 126 specie le
specie che vivono tra le umide radure del grande fiume. La parola è
passata quindi a Maria Carmela Falcone, esperta in marketing,
chiamata a delineare le possibili ipotesi di sviluppo turistico
ricollegate ad un corretto e diverso utilizzo delle riserve naturali
regionali del Crati e di Tarsia.
In coda, un articolato e vivace dibattito. Da segnalare, tra gli
altri, gli interventi di Salvatore Caruso, dirigente provinciale dei
Verdi, che ha puntato il dito sulla carenza di controlli e sulle
deficienze legislative; Francesco Tricoci, dirigente regionale dei
Ds, che ha invitato il Comune di Cassano a divenire l’ente capofila
nel processo di risanamento e valorizzazione dell’intera area del
Crati; Marcellino Alunni Pattoia, dirigente regionale della
Margherita, che ponendo l’accento sulle responsabilità politica ha
tirato in causa le responsabilità della classe dirigente cassanese
per la mancata attribuzione, al Comune cassanese, di poteri
gestionali sulla riserva del Crati. Non sono neppure mancati i
contributi offerti alla discussione da rappresentanti
dell’associazionismo e della società civile. Da segnalare
l’interesse manifestato da giovani naturalisti e la riflessione
conclusiva del preside Aldo Viola, dirigente scolastico dei licei di
Cassano. <<Le scuole – ha detto Viola – devono contribuire alla
costruzione di una coscienza storica>>. Anche il Crati dovrà
divenire memoria condivisa di una comunità. Le vie del futuro:
passano da scienza e conoscenza. Il cammino è iniziato al convegno
della Margherita. |