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Il Consorzio si chiama fuori, sfuma l’intesa: il canale Stombi
resta interdetto alla navigazione. La Procura indirettamente
conferma: <<Gli impegni annunciati non si sono ancora
trasformati in soluzioni concrete, praticabili, sicure>>. Oggi,
intanto, nuovo incontro operativo.
I patti erano chiari. Almeno, così sembrava: per restituire la
navigabilità allo Stombi, il canale che unisce al mare aperto il
porto turistico sibarita, sarebbe stato necessario individuare
rimedi definitivi all’antico problema dell’insabbiamento, in
modo da convincere la Procura di Castrovillari, che il canale ha
sequestrato perché ritenuto luogo e corpo di diversi reati, a
concedere almeno l’accesso controllato allo stesso, in maniera
tale da salvare quel che resta della stagione estiva e porre le
basi per l’avvio dei lavori di messa in sicurezza del dispettoso
rigagnolo. Addirittura, forse con improvvido tempismo, erano
stati già pubblicizzati i ruoli in commedia: il Consorzio di
bonifica “Sibari – Crati” avrebbe dovuto farsi carico della
concessione del canale, da girare poi per la gestione, tramite
apposito protocollo d’intesa, ad un soggetto terzo, inizialmente
indicato nell’associazione “Laghi di Sibari”. Nel frattempo, la
Regione Calabria avrebbe garantito i finanziamenti necessari,
circa due milioni e trecentomila euro, al prolungamento dei
moli. Opera di cui il Comune di Cassano avrebbe dovuto essere
garante e soggetto attuatore.
Sembrava. Perché poi la realtà ha travolto l’intesa puntellata,
con certosina pazienza, dai pontieri della situazione,
capitanati dal primo cittadino cassanese, Gianluca Gallo.
Indiscrezioni: venerdì scorso, a Catanzaro, s’è svolta la
riunione operativa indetta per affrontare e discutere il caso
Stombi. Presenti in tanti: Consorzio, Comune, Regione,
associazione “Laghi di Sibari”. Sugli ottimisti è però sceso il
gelo d’una doccia ghiacciata: il Consorzio di bonifica, per
mezzo del suo presidente, Antonio Giummo, ha fatto sapere di non
poter prendere in carico la concessione del canale né, tantomeno,
di poterla successivamente cedere a terzi. Una fumata nera che
ha cancellato di colpo le previsioni ottimistiche circolate
negli ultimi tempi riguardo alla probabile, prossima riapertura
dello Stombi chiuso per sequestro.
Quel che resta: nessuno è disposto a spendere una parola
sull’andamento negativo della riunione catanzarese. Ogni
valutazione viene rinviata al termine dell’ennesimo vertice
operativo, che dovrebbe tenersi proprio stamattina. Chi non si
nasconde dietro il velo del no comment è la Procura di
Castrovillari, al lavoro anche di domenica. Tace il sostituto
procuratore Baldo Pisani, titolare dell’inchiesta. Dal suo
entourage filtra tuttavia la conferma: la Procura, <<amareggiata
per ritardi all’apparenza ingiustificati>>, non avrebbe ancora
ricevuto alcuna comunicazione ufficiale sul rispetto degli
impegni precedentemente assunti dai protagonisti istituzionali e
privati del caso Stombi. <<Si gioca ancora, ma a bocce ferme>>,
commentano gli investigatori. <<Al di là dell’impegno della
Regione a sostenere finanziariamente opere importanti, più
niente>>. Una palude in cui rischia di soffocare il porto
turistico: i tempi s’allungano, le speranze di vita
s’accorciano. Così muoiono i laghi di Sibari.
Gianpaolo Iacobini |