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Mercoledì 04 Agosto 2004

Sibari – Caso Marina, c’è attesa per i prossimi sviluppi


Caso Marina: attesa per le prossime ore l’ordinanza con la quale il Comune espliciterà il divieto d’uso dell’acqua inquinata. Chiesta la collaborazione della Protezione civile. Intanto, l’ex sindaco Senise insiste: <<Subito la costituzione di parte civile>>.
Antefatto: il 2 agosto scorso la Procura di Castrovillari ha posto sotto sequestro Marina di Sibari. Divenuto corpo d’un grave reato: somministrazione, sia pure colposa, d’acqua adulterata. Meglio, inquinata. Perché contaminata da ammonio e coliformi fecali, probabilmente a causa della precarietà della rete idrica e della fatiscenza di quella fognaria. Entrambe, sostengono gli inquirenti, ridotte a mal partito per il venir meno, nel corso degli anni, della necessaria manutenzione. Un obbligo, sostengono gli inquirenti, spettante alle società lottizzatrici Sifin, Intersibari, Isb, indicate come legittime proprietarie delle reti idrica e fognaria, ed i cui legali rappresentanti sono ora finiti, in veste d’indagati, nell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Baldo Pisani.
Il giorno dopo, tocca al Comune. Echi dalla città in ferie: gli uffici municipali sono all’opera per preparare, nei minimi dettagli, l’ordinanza con cui il sindaco Gianluca Gallo, alla luce delle analisi eseguite dall’Arpacal per conto della Procura, dovrà necessariamente esplicitare le modalità d’uso dell’acqua a Marina. Il provvedimento dovrebbe essere emanato in giornata, una volta ricevute le specifiche indicazioni ed i chiarimenti richiesti all’azienda sanitaria locale circa l’ambito del divieto d’uso dell’acqua inquinata. Previsioni: nessun problema per i punti di ristoro e le attività commerciali, già da tempo dotate di autonome cisterne per l’approvvigionamento idrico. Maggiori disagi, invece, per villeggianti e residenti. Spiega il primo cittadino, al termine di un incontro in Procura: <<Richiederemo, se necessario, anche l’aiuto della Protezione civile, affinché venga predisposto un servizio di rifornimento per mezzo di autobotti. Per il resto, invito i turisti a godersi tranquilli le vacanze: nulla cambia. Già da tempo l’acqua non era potabile. Ne eravamo a conoscenza, ed avevamo ripetutamente vietato l’uso della stessa a scopi potabili. Con l’ordinanza che firmerò in giornata potremo essere più precisi, ma voglio comunque rassicurare chi vive a Marina: il provvedimento salvaguarderà al massimo cittadini e vacanzieri, nel rispetto delle prescrizioni imposte dall’autorità sanitaria>>. Poi, con riferimento all’inchiesta giudiziaria: <<Ripeto: è un’azione educativa, in un territorio dove evidentemente, per lungo tempo, la legalità è stata bistrattata. E’ un contributo alla chiarezza: emerge nitida l’assenza di responsabilità in capo al Municipio>>.
L’impegno di Palazzo di città non convince però l’ex sindaco Roberto Senise. <<L’azione intrapresa dalla magistratura – sostiene – deve avere il sostegno delle istituzioni locali e dunque della giunta che governa la città. Mi auguro che il sindaco Gallo continui la battaglia per la legalità intrapresa dalla mia amministrazione, nominando subito un legale che possa intervenire anche nell’instaurando procedimento penale, salvaguardando gli interessi della collettività cassanese e dei turisti e residenti di Marina, ai quali va la mia solidarietà per i disservizi e disagi patiti nel corso degli anni>>.
Lampi di polemica politica. Su Marina, intanto, s’addensano le nere nuvole della crisi.

Gianpaolo Iacobini

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