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Caso Marina: attesa per le prossime ore l’ordinanza con la quale
il Comune espliciterà il divieto d’uso dell’acqua inquinata.
Chiesta la collaborazione della Protezione civile. Intanto, l’ex
sindaco Senise insiste: <<Subito la costituzione di parte
civile>>.
Antefatto: il 2 agosto scorso la Procura di Castrovillari ha
posto sotto sequestro Marina di Sibari. Divenuto corpo d’un
grave reato: somministrazione, sia pure colposa, d’acqua
adulterata. Meglio, inquinata. Perché contaminata da ammonio e
coliformi fecali, probabilmente a causa della precarietà della
rete idrica e della fatiscenza di quella fognaria. Entrambe,
sostengono gli inquirenti, ridotte a mal partito per il venir
meno, nel corso degli anni, della necessaria manutenzione. Un
obbligo, sostengono gli inquirenti, spettante alle società
lottizzatrici Sifin, Intersibari, Isb, indicate come legittime
proprietarie delle reti idrica e fognaria, ed i cui legali
rappresentanti sono ora finiti, in veste d’indagati,
nell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Baldo
Pisani.
Il giorno dopo, tocca al Comune. Echi dalla città in ferie: gli
uffici municipali sono all’opera per preparare, nei minimi
dettagli, l’ordinanza con cui il sindaco Gianluca Gallo, alla
luce delle analisi eseguite dall’Arpacal per conto della
Procura, dovrà necessariamente esplicitare le modalità d’uso
dell’acqua a Marina. Il provvedimento dovrebbe essere emanato in
giornata, una volta ricevute le specifiche indicazioni ed i
chiarimenti richiesti all’azienda sanitaria locale circa
l’ambito del divieto d’uso dell’acqua inquinata. Previsioni:
nessun problema per i punti di ristoro e le attività
commerciali, già da tempo dotate di autonome cisterne per
l’approvvigionamento idrico. Maggiori disagi, invece, per
villeggianti e residenti. Spiega il primo cittadino, al termine
di un incontro in Procura: <<Richiederemo, se necessario, anche
l’aiuto della Protezione civile, affinché venga predisposto un
servizio di rifornimento per mezzo di autobotti. Per il resto,
invito i turisti a godersi tranquilli le vacanze: nulla cambia.
Già da tempo l’acqua non era potabile. Ne eravamo a conoscenza,
ed avevamo ripetutamente vietato l’uso della stessa a scopi
potabili. Con l’ordinanza che firmerò in giornata potremo essere
più precisi, ma voglio comunque rassicurare chi vive a Marina:
il provvedimento salvaguarderà al massimo cittadini e
vacanzieri, nel rispetto delle prescrizioni imposte
dall’autorità sanitaria>>. Poi, con riferimento all’inchiesta
giudiziaria: <<Ripeto: è un’azione educativa, in un territorio
dove evidentemente, per lungo tempo, la legalità è stata
bistrattata. E’ un contributo alla chiarezza: emerge nitida
l’assenza di responsabilità in capo al Municipio>>.
L’impegno di Palazzo di città non convince però l’ex sindaco
Roberto Senise. <<L’azione intrapresa dalla magistratura –
sostiene – deve avere il sostegno delle istituzioni locali e
dunque della giunta che governa la città. Mi auguro che il
sindaco Gallo continui la battaglia per la legalità intrapresa
dalla mia amministrazione, nominando subito un legale che possa
intervenire anche nell’instaurando procedimento penale,
salvaguardando gli interessi della collettività cassanese e dei
turisti e residenti di Marina, ai quali va la mia solidarietà
per i disservizi e disagi patiti nel corso degli anni>>.
Lampi di polemica politica. Su Marina, intanto, s’addensano le
nere nuvole della crisi.
Gianpaolo Iacobini |