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Sabato 07 Agosto 2004

Sibari – Laghi di Sibari: la Procura sequestra il depuratore


Laghi di Sibari: la Procura sequestra il depuratore. Gli inquirenti: era fonte d’inquinamento chimico. Le indagini svolte dal pool “Ionio pulito”.
Era il depuratore che serviva il porto turistico sibarita e le migliaia di villette e vacanzieri dell’area. Da ieri è sotto sequestro: secondo la Procura di Castrovillari, il malfunzionamento lo rendeva causa dell’alterazione chimica dei canali in cui si riversavano le sue acque. Reati ipotizzati a carico di persone da identificare: violazioni ambientali e danneggiamento aggravato. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Baldo Pisani, sono affidate ai segugi del pool “Ionio pulito”.
Cronache da un sequestro: è di venerdì. Ai laghi arrivano le pattuglie della Guardia Costiera ed i mezzi terrestri del Reparto navale coriglianese dei Carabinieri. Marciano verso le porte del depuratore posto al servizio dei laghi. Fine della corsa: dalle auto scendono l’uomo che guida sul campo gli uomini del pool investigativo, capo Vincenzo Figoli, ed il suo collega dell’Arma, maresciallo Agostino Stante. Eseguono il decreto di sequestro che il sostituto procuratore Baldo Pisani ha firmato di buon mattino. Gli impianti di depurazione e l’intera area circostante vengono cinti dai sigilli. Sequestrati perché corpo di reati gravi: si va dal danneggiamento aggravato ad una serie di violazioni ambientali, contemplate dal decreto legislativo 152 del 1999, disciplinante la tutela delle acque superficiali, marine e sotterranee. Le analisi eseguite dagli specialisti, evidenziano gli investigatori, avrebbero segnalato un’eccessiva, anomala presenza di cloro nelle acque in uscita dall’impianto dopo il trattamento degli scarichi fognari. Con incalcolabili ripercussioni <<sull’equilibrio chimico dei canali usati per lo smaltimento delle acque reflue>>. Trasferite da un fosso di scolo nell’alveo del canale Stombi. S’apprende: la struttura sigillata è gestita dal Comune di Cassano, ma è la stessa Procura a far rilevare come i tecnici del Municipio facciano del loro meglio per mantenere in vita ed in buono stato, per quanto possibile, diversi depuratori, tutti datati e forse bisognosi di migliorie ed adeguamenti che la mancanza di risorse finanziarie rende impossibili. Ad ogni modo, nell’attesa che il futuro cambi qualcosa, scatta il sequestro, come già, nei mesi passati, in svariati comuni dell’alto Ionio cosentino. Nel registro degli indagati non viene iscritto alcun nome: l’inchiesta riguarda persone da identificare. Nei prossimi giorni sarà un consulente tecnico nominato dalla Procura a chiarire per quali motivi l’impianto non funzioni secondo norma e regola, e quali siano i rimedi da adottare per scongiurare, in maniera definitiva, il prodursi del danno ambientale da parte di un depuratore che comunque, sebbene sequestrato, continuerà a funzionare, sia pure con i dovuti accorgimenti.
Ionio pulito: l’inchiesta prosegue. Dopo i sigilli al depuratore dei laghi ed al canale Vena morta, inizierà ora la caccia agli inquinatori senza nome. Privati cittadini, agricoltori e piccoli imprenditori che, abusivamente, avrebbero scelto di collegare le proprie condotte fognarie ai canali della Piana. La Procura avrebbe in mente d’ordinare il prosciugamento parziale di tutti i fossi di scolo delle campagne sibarite, per verificare l’esistenza di allacci non autorizzati e risalire ai loro artefici.

Avanti tutta, a difesa dell’ambiente violentato.

Gianpaolo Iacobini

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