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La Procura di Castrovillari sequestra ancora: sigilli ad un
canale di contrada Bruscate. Si sospetta fosse stato
abusivamente adibito a collettore fognario. Le indagini,
affidate ai segugi del pool “Ionio pulito”, sono coordinate dal
sostituto procuratore Pisani.
Un fosso di scolo. Largo un metro, lungo un paio di chilometri,
con foce, insabbiata, direttamente sullo Ionio. Non ha neanche
un nome e forse non farebbe neppure notizia, se la natura non lo
avesse sistemato nella verde pineta sibarita, a far da confine
tra il villaggio turistico Bagamoyo e gli stabilimenti balneari
di contrada Bruscate. Da ieri è un altro pezzo di Sibaritide
sotto sequestro: si ritiene fosse utilizzato quale collettore
fognario.
La storia del giorno che chiude la settimana dei sequestri ha i
protagonisti di sempre: i Carabinieri dell’Unità navale di
Corigliano, guidati dal maresciallo Agostino Stante, e i
militari della Guardia costiera, agli ordini di capo Vincenzo
Figoli, motore del pool investigativo impegnato nell’operazione
“Ionio pulito”. Il gruppo arriva in spiaggia armato di pali,
cartelli e documenti: esegue l’ennesimo decreto di sequestro
firmato dal pubblico ministero Baldo Pisani. A divenire corpo
del reato, stavolta, è un fosso di scolo che separa il villaggio
turistico “Bagamoyo” ed i lidi di contrada Bruscate, all’ombra
della pineta che dal mare risale verso le campagne. A pochi
metri dalla battigia, il rigagnolo sparisce nella sabbia. La
lingua d’acqua era coperta, fino ad una settimana fa, da un
fitto canneto. Poi, una ruspa ignota ha spazzato via la
vegetazione, restituendo luce al minuscolo canale e scoprendo
agli occhi del mondo una tubazione in cemento, del diametro di
almeno quaranta centimetri. A giudicare dall’olezzo, a tratti
insostenibile, probabilmente utilizzata per il riversamento di
liquami d’origine fognaria. Scattano le indagini: quel tubo,
anche se al momento dei sopralluoghi eseguiti non utilizzato,
non dovrebbe comunque esistere. Anche perché, mormorano gli
investigatori, <<appare altamente probabile che esso venga
utilizzato periodicamente, proprio quale collettore fognario>>.
Pisani ordina: chiarezza. E dispone il sequestro. Ipotizzando il
reato di danneggiamento aggravato e diverse violazioni
ambientali, a carico di persone da identificare, accusate d’aver
alterato l’equilibrio biologico e chimico del tratto di mare e
della costa, compreso tra gli stabilimenti balneari di Bagamoyo
e Bruscate, provocando un serio pericolo per la salute pubblica,
pure a causa delle infiltrazioni d’acqua, probabilmente
inquinata, nel sottosuolo.
I turisti, intanto, s’affollano attorno agli uomini in divisa.
Chiedono spiegazioni, ricevono rassicurazioni: non ci sono nuovi
divieti di balneazione da rispettare, né rischi concreti. Solo
indagini. Nei prossimi giorni una consulenza tecnica, affidata a
tecnici nominati dalla Procura, stabilirà chi scarichi
abusivamente cosa, e quando, nel canale senza nome. Nuovo
simbolo d’una Sibaritide saccheggiata e violentata.
Gianpaolo Iacobini |