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Domenica 08 Agosto 2004

Sibari – Sigilli ad un canale di contrada Bruscate


La Procura di Castrovillari sequestra ancora: sigilli ad un canale di contrada Bruscate. Si sospetta fosse stato abusivamente adibito a collettore fognario. Le indagini, affidate ai segugi del pool “Ionio pulito”, sono coordinate dal sostituto procuratore Pisani.
Un fosso di scolo. Largo un metro, lungo un paio di chilometri, con foce, insabbiata, direttamente sullo Ionio. Non ha neanche un nome e forse non farebbe neppure notizia, se la natura non lo avesse sistemato nella verde pineta sibarita, a far da confine tra il villaggio turistico Bagamoyo e gli stabilimenti balneari di contrada Bruscate. Da ieri è un altro pezzo di Sibaritide sotto sequestro: si ritiene fosse utilizzato quale collettore fognario.
La storia del giorno che chiude la settimana dei sequestri ha i protagonisti di sempre: i Carabinieri dell’Unità navale di Corigliano, guidati dal maresciallo Agostino Stante, e i militari della Guardia costiera, agli ordini di capo Vincenzo Figoli, motore del pool investigativo impegnato nell’operazione “Ionio pulito”. Il gruppo arriva in spiaggia armato di pali, cartelli e documenti: esegue l’ennesimo decreto di sequestro firmato dal pubblico ministero Baldo Pisani. A divenire corpo del reato, stavolta, è un fosso di scolo che separa il villaggio turistico “Bagamoyo” ed i lidi di contrada Bruscate, all’ombra della pineta che dal mare risale verso le campagne. A pochi metri dalla battigia, il rigagnolo sparisce nella sabbia. La lingua d’acqua era coperta, fino ad una settimana fa, da un fitto canneto. Poi, una ruspa ignota ha spazzato via la vegetazione, restituendo luce al minuscolo canale e scoprendo agli occhi del mondo una tubazione in cemento, del diametro di almeno quaranta centimetri. A giudicare dall’olezzo, a tratti insostenibile, probabilmente utilizzata per il riversamento di liquami d’origine fognaria. Scattano le indagini: quel tubo, anche se al momento dei sopralluoghi eseguiti non utilizzato, non dovrebbe comunque esistere. Anche perché, mormorano gli investigatori, <<appare altamente probabile che esso venga utilizzato periodicamente, proprio quale collettore fognario>>. Pisani ordina: chiarezza. E dispone il sequestro. Ipotizzando il reato di danneggiamento aggravato e diverse violazioni ambientali, a carico di persone da identificare, accusate d’aver alterato l’equilibrio biologico e chimico del tratto di mare e della costa, compreso tra gli stabilimenti balneari di Bagamoyo e Bruscate, provocando un serio pericolo per la salute pubblica, pure a causa delle infiltrazioni d’acqua, probabilmente inquinata, nel sottosuolo.
I turisti, intanto, s’affollano attorno agli uomini in divisa. Chiedono spiegazioni, ricevono rassicurazioni: non ci sono nuovi divieti di balneazione da rispettare, né rischi concreti. Solo indagini. Nei prossimi giorni una consulenza tecnica, affidata a tecnici nominati dalla Procura, stabilirà chi scarichi abusivamente cosa, e quando, nel canale senza nome. Nuovo simbolo d’una Sibaritide saccheggiata e violentata.

Gianpaolo Iacobini

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