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Ripristinare la potabilità dell’acqua entro cinque giorni. Nel
giro dei sei mesi successivi, realizzare la condotta delle acque
piovane, sistemare le reti idrica e fognaria, adeguare alle
esigenze attuali l’impianto di potabilizzazione. Non sono
semplice richieste o candidi auspici, ma il contenuto
d’un’ordinanza firmata dal primo cittadino di Cassano, Gianluca
Gallo, destinata alle società lottizzatrici di Marina di Sibari:
Isb, Intersibari, Sifin.
A scrivere la pagina che aggiorna lo stato dei rapporti tra
Comune e lottizzatori dopo il sequestro del villaggio sibarita
ad opera della magistratura, è un’ordinanza contigibile ed
urgente, adottata dal sindaco il 6 agosto scorso. Si prende
spunto dalla sentenza con cui il Tar, il 26 luglio, ha delineato
la titolarità delle opere d’urbanizzazione primaria e
secondaria: strade, illuminazione, verde pubblico attrezzato,
fogne, acquedotto. Sostiene Gallo nel suo provvedimento: <<Le
opere d’urbanizzazione del villaggio, consegnate al Consorzio
nel 1981, sono state da questi manutenute fino alla data della
sua cessazione. Successivamente, esse sono ritornate nella piena
disponibilità e titolarità dei legittimi proprietari. Ad oggi,
non avendo le ditte lottizzatrici provveduto al loro
trasferimento in favore dell’ente Comune, la proprietà delle
suddette opere permane in capo ad esse, con il conseguente
obbligo di manutenzione>>. Segue ricostruzione delle recenti
vicende, in chiave giudiziaria: si va dal fresco decreto di
sequestro giudiziario dell’intero villaggio, alle diverse
sentenze con cui il Tar Calabria ed il Tribunale civile di
Castrovillari hanno indicato nelle società lottizzatrici le
legittime proprietarie delle reti idrica e fognaria della
cittadella delle vacanze. Infine, rilevata <<la grave situazione
igienico – sanitaria derivante dall’inquinamento idrico,
costituente grave rischio per la salute pubblica e fonte di
possibile insorgenza di malattie a circuito orofecale>>, il
sindaco ordina ai lottizzatori di provvedere, previa richiesta e
conseguente autorizzazione da parte della Procura della
Repubblica di Castrovillari, <<entro cinque giorni, a rendere
batteriologicamente pura l’acqua erogata nel villaggio di Marina
di Sibari. Nel volgere dei prossimi sei mesi, alla realizzazione
di tutte le opere necessarie per consentire l’erogazione d’acqua
potabile nell’intero villaggio, mediante la costruzione di
adeguato impianto di potabilizzazione, alla realizzazione della
rete di raccolta delle acque piovane ed alla sistemazione della
rete di distribuzione dell’acqua potabile, al fine d’evitare
infiltrazioni di sostanze estranee ed inquinanti,
all’adeguamento delle condotte di collettamento delle acque
refluee, nonché dei pozzetti di spia e confluenza>>.
S’attende ora la risposta delle società lottizzatrici. Intanto,
la storia infinita di Marina continua.
Gianpaolo Iacobini |