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Rifondazione comunista difende l’inchiesta “Ionio pulito” dalle
critiche del primo cittadino di Trebisacce. Nessun attacco
diretto. Solo una velata polemica tra le righe. Ricostruzione
probabile: nei giorni scorsi il sindaco di Trebisacce, Antonio
Mundo, nel dare notizia della balneabilità delle acque marine
trebisaccesi, aveva criticato l’eccessivo, presunto allarmismo a
suo parere diffuso da alcuni quotidiani locali, ma anche <<lo
stillicidio di sequestri giudiziari>>, con evidente riferimento
ai provvedimenti adottati, negli ultimi due mesi, dalla Procura
della Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari. Parole
che incontrano ora la censura del circolo sibarita di
Rifondazione comunista. <<Strumentali ed avulse dalla realtà –
sostiene la segreteria del circolo “Cosmo Granito”, coordinata
da Mimmo Roseti - sono le affermazioni di chi attribuisce la
responsabilità dei guasti ambientali che deturpano la nostra
terra ad una “sconsiderata campagna di allarmismo e di
terrorismo ambientale di qualche sedicente giornale locale”,
oppure ad un “discutibile, soprattutto per modalità e tempi,
stillicidio di sequestri giudiziari” che arrecherebbero, secondo
tali opinabili pareri, gravi danni all’economia della fascia
costiera cosentina e corromperebbero l’immagine del nostro
mare>>. Considerazione di merito: <<Come se l’economia e
l’immagine di questo territorio – ironizzano i dirigenti di Rc -
prima di tali interventi giudiziari, godessero di una ferrea
salute>>. Altra la verità dei fatti, secondo i comunisti
rifondaroli. Che spiegano: <<Che cosa è accaduto? Che un
giudice, finalmente, diciamo noi, a seguito di riscontri
oggettivi, ha deciso di affrontare un problema basilare: quello
della difesa della salute pubblica>>. Riflessione: <<Esistono
ancora, quindi, organi dello Stato che difendono i principi
fondamentali contenuti nella Carta Costituzionale. Un atto
dovuto e giusto, anche nella tempistica, fa gridare allo
scandalo qualche amministratore che, invece di accogliere con
soddisfazione un’iniziativa il cui scopo è di ridare al nostro
territorio quella dignità ferita da anni di barbarismi
ambientali, decide di lanciare strali senza cura né ordine>>.
Chiosa finale: <<Sembra – conclude la segreteria del circolo
sibarita di Rifondazione comunista – d’essere tornati indietro
nel tempo, quando un Guardasigilli, in piena “era Tangentopoli”,
coadiuvato dalle estemporanee esternazioni di nostri
parlamentari, delegittimava l’opera di procure calabresi che si
proponevano l’obiettivo di contrastare fenomeni malavitosi e
criminali nel nostro territorio. Fortunatamente oggi ci troviamo
di fronte ad una voce isolata, levatasi probabilmente al fine di
tentare di celare inadempienze nella pianificazione di una
corretta politica ambientale>>.
Ionio pulito: l’inchiesta va avanti. La politica intanto,
rientra dalle ferie.
Gianpaolo Iacobini |