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Martedì 17 Agosto 2004

Sibari – Rifondazione difende Jonio pulito


Rifondazione comunista difende l’inchiesta “Ionio pulito” dalle critiche del primo cittadino di Trebisacce. Nessun attacco diretto. Solo una velata polemica tra le righe. Ricostruzione probabile: nei giorni scorsi il sindaco di Trebisacce, Antonio Mundo, nel dare notizia della balneabilità delle acque marine trebisaccesi, aveva criticato l’eccessivo, presunto allarmismo a suo parere diffuso da alcuni quotidiani locali, ma anche <<lo stillicidio di sequestri giudiziari>>, con evidente riferimento ai provvedimenti adottati, negli ultimi due mesi, dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari. Parole che incontrano ora la censura del circolo sibarita di Rifondazione comunista. <<Strumentali ed avulse dalla realtà – sostiene la segreteria del circolo “Cosmo Granito”, coordinata da Mimmo Roseti - sono le affermazioni di chi attribuisce la responsabilità dei guasti ambientali che deturpano la nostra terra ad una “sconsiderata campagna di allarmismo e di terrorismo ambientale di qualche sedicente giornale locale”, oppure ad un “discutibile, soprattutto per modalità e tempi, stillicidio di sequestri giudiziari” che arrecherebbero, secondo tali opinabili pareri,  gravi danni all’economia della fascia costiera cosentina e corromperebbero l’immagine del nostro mare>>. Considerazione di merito: <<Come se l’economia e l’immagine di questo territorio – ironizzano i dirigenti di Rc - prima di tali interventi giudiziari, godessero di una ferrea salute>>. Altra la verità dei fatti, secondo i comunisti rifondaroli. Che spiegano: <<Che cosa è accaduto? Che un giudice, finalmente, diciamo noi, a seguito di riscontri oggettivi, ha deciso di affrontare un problema basilare: quello della difesa della salute pubblica>>. Riflessione: <<Esistono ancora, quindi, organi dello Stato che difendono i principi fondamentali contenuti nella Carta Costituzionale. Un atto dovuto e giusto, anche nella tempistica, fa gridare allo scandalo qualche amministratore che, invece di accogliere con soddisfazione un’iniziativa il cui scopo è di ridare al nostro territorio quella dignità ferita da anni di barbarismi ambientali, decide di lanciare strali senza cura né ordine>>. Chiosa finale: <<Sembra – conclude la segreteria del circolo sibarita di Rifondazione comunista – d’essere tornati indietro nel tempo, quando un Guardasigilli, in piena “era Tangentopoli”, coadiuvato dalle estemporanee esternazioni di nostri  parlamentari, delegittimava l’opera di procure calabresi che si proponevano l’obiettivo di contrastare fenomeni malavitosi e criminali nel nostro territorio. Fortunatamente oggi ci troviamo di fronte ad una voce isolata, levatasi probabilmente al fine di tentare di celare inadempienze nella pianificazione di una corretta politica ambientale>>.

Ionio pulito: l’inchiesta va avanti. La politica intanto, rientra dalle ferie.

Gianpaolo Iacobini

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