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Il giallo dello Stombi: il deputato Geraci disconosce la
paternità dell’interrogazione parlamentare critica verso
l’operato della magistratura. Intanto il centrodestra cassanese
si schiera a difesa dell’inchiesta. Lo Stombi in Parlamento.
Sembrava fosse davvero così. Sulle pagine d’un quotidiano, la
notizia: c’è un’interrogazione parlamentare. L’ha firmata il
deputato coriglianese Giuseppe Geraci. È destinata al Ministro
di Grazia e Giustizia, al quale si chiedono lumi sulla cornice
di legittimità in cui avrebbe operato la magistratura
castrovillarese, con riferimento agli atti dell’inchiesta che
prende il nome dal dispettoso rigagnolo sibarita, braccio
d’acqua impenitente che unisce al mare il porto turistico
sibarita. Sembrava, anche perché nessuna smentita aveva mai
messo in dubbio l’esistenza di quell’interrogazione. Due giorni
dopo, invece, le carte in tavola cambiano: dal fascicolo degli
atti ispettivi della Camera dei Deputati, la verità: quell’atto
non è mai stato presentato. <<Era solo una bozza, peraltro non
rispondente al mio pensiero>>, fa sapere infine Geraci, mentre
in città monta il caso ed il centrodestra cittadino, sorpreso e
perplesso, difende l’azione dei giudici. La maionese impazzisce
di buon mattino, quando ancora si da per scontata l’ufficialità
dell’interrogazione. Le prime critiche salgono proprio dal
ventre di Alleanza Nazionale, partito di cui Geraci è, oltre che
deputato, anche commissario a Cassano. Dice l’ex vicesindaco e
già capogruppo consiliare aennino Gigi Serra: <<Mi sembra strano
che il nostro parlamentare abbia potuto firmare e presentare un
atto simile. Personalmente, condivido l’agire della
magistratura: le azioni che puntano a far luce su presunte
sacche d’illegalità vanno sostenute, non contrastate. La Procura
di Castrovillari, che meritoriamente si sta spendendo in campo
ambientale, è intervenuta su situazioni datate ed
incancrenite>>. <<Sottoscrivo>>, aggiunge un altro aennino, l’ex
consigliere comunale Pietro Francomano. S’indigna pure la Fiamma
Tricolore: <<Se in un territorio ci sono cose che non vanno –
commenta il segretario comprensoriale, Salvatore Guzzo – devono
essere verificate. La magistratura deve essere lasciata libera
di svolgere il proprio lavoro>>. Ce n’è abbastanza. I
telefoni diventano roventi: si paventa il rischio d’uno
Stombigate. Arriva la virata. Al timone, Roberto Bruno, altro
uomo d’An, assessore comunale all’ambiente. <<Ho parlato con
l’onorevole Geraci – rivela Bruno – il quale, autorizzandomi a
render noto i contenuti della nostra conversazione, mi ha
spiegato che quell’interrogazione non esiste, né è mai stata
presentata. Si tratta solo di una bozza, peraltro non
corrispondente al pensiero da Geraci nutrito sulla vicenda
Stombi. Il documento è finito, non si sa come, sulle colonne dei
giornali. In seguito a quanto accaduto, l’onorevole Geraci sta
ripensando l’opportunità di presentare un’interrogazione sul
caso Stombi, sia pure con modalità e sostanza differenti dalle
linee della bozza pubblicata>>. Chi resta: l’Udc prende atto.
<<Ad ogni modo – commenta nel pomeriggio il capogruppo dello
scudocrociato in consiglio comunale, Mimmo Lione – confermo il
nostro apprezzamento per l’azione della magistratura>>. Chi
invece, nonostante tutto, mantiene inalterate riserve e censure,
è Forza Italia. <<L’iniziativa della Procura – sostiene l’ex
sindaco ed attuale dirigente provinciale azzurro, Roberto Senise
– deve avere il sostegno di istituzioni e rappresentanti
istituzionali. Geraci è uscito dal lungo torpore in cui s’era
cacciato, ma altri sono i problemi rispetto ai quali la città
avrebbe bisogno del suo autorevole contributo>>. Finisce in una
bolla di sapone. Lo Stombi resta a Sibari. Probabilmente,
entrerà nelle aule di giustizia, mai in quelle del Parlamento.
Gianpaolo Iacobini |