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Da
assessore municipale, fino a poco più di un anno fa, deteneva la
delega su Marina, incaricato dall’allora sindaco forzista
Roberto Senise di trovare una via d’uscita politica al
contenzioso che da sempre separava Palazzo di città e società
lottizzatrici sul futuro del villaggio turistico sibarita. Finì
nel nulla. Adesso, da cittadino <<impegnato a difesa della
verità>>, dice, irrompe sulla scena politica ed accusa: <<E’
falso affermare che il Comune non abbia competenze sul
villaggio. Perché ed a quale titolo, allora, reclama tributi e
manda i Vigili a fare multe, un’ora al giorno?>>. Ricostruzione
di un dialogo. Si comincia da lontano. <<Le reti idrica e
fognaria – sostiene Piscitelli – sono da 23 anni a carico del
Municipio. Lo attestano i verbali di consegna del 1981,
sottoscritti dal segretario comunale e dal capo dell’ufficio
tecnico, l’attuale assessore Lorenzo Di Vincenzo. Quelle opere,
collaudate, furono affidate per la gestione ad un Consorzio,
chiaro segno dell’avvenuta consegna>>. Non basta: <<Nel corso
del decennio ’80 – precisa l’ex assessore – ha avuto luogo il
collaudo della rete idrica, perfezionata con una variante dopo
che ne fu accertata, inizialmente, la realizzazione in
difformità. Nel 1987 l’Usl certificò la potabilità dell’acqua.
Nel 1992 la giunta municipale, con una delibera mai revocata,
fece carico al Comune, sia pur provvisoriamente, della
manutenzione delle reti idrica e fognaria>>. Pausa per un
respiro, quindi l’affondo: <<Da anni – incalza Piscitelli – il
Comune ha una responsabilità di fatto, se non di diritto, sulla
manutenzione delle opere. Del resto, secondo la convenzione di
lottizzazione, con atto pubblico andavano trasferite solo le
aree, non anche le opere in sé, per le quali era invece
sufficiente la consegna. A Palazzo di città, purtroppo, si
persevera negli errori. Con l’ordinanza con la quale il sindaco
ha ordinato di ripristinare la potabilità dell’acqua alle
società lottizzatrici ed agli aventi causa, si rischia
un’ulteriore parcellizzazione delle responsabilità: alcune delle
società hanno venduto tutto. Cosa s’intende fare? Chiamare in
causa oltre duemila proprietari di case, completamente
all’oscuro di quanto accaduto in passato? Ne tenga conto pure la
magistratura>>. Già, la magistratura che indaga su presunte
colpe ed inadempienze. <<L’inchiesta – osserva l’ex assessore –
prende spunto dalla mancata realizzazione della rete delle acque
bianche, ma nel piano di lottizzazione tale rete non era
prevista. Si scelse di far affidamento sul principio
dell’assorbimento naturale. Nessuno, né il consiglio comunale né
l’ufficio tecnico, formulò obiezioni. E poi, fu il Comune a
richiedere alle società un uso abnorme dell’asfalto, causa prima
del mancato assorbimento delle piogge e degli allagamenti del
villaggio>>. Ancora: <<Alla luce di ciò e delle norme che in
tema di sanità ed igiene pubblica impongono al sindaco
determinati compiti che non mi sembrano adempiuti, perché i
giudici hanno indagato i lottizzatori e non anche funzionari ed
amministratori municipali?>> Riflessioni finali: <<Il
contenzioso – commenta Piscitelli – ha fatto comodo a Comune e
società lottizzatrici. Io non sto con nessuno: difendo la
verità. Scriverò una lettera aperta all’assessore Di Vincenzo,
chiedendogli di spiegare contenuto e senso dei verbali di
consegna del 1981 e diverse altre situazioni. È ora di porre
termine a finzioni e strumentalizzazioni. Dalla crisi di Marina
si esce soltanto con una transazione seria, forte e credibile.
Io ci ho provato, ma sono stato lasciato solo>>.
Si chiude, ma la battaglia su Marina è appena agli inizi.
Gianpaolo Iacobini |