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Lunedì 23 Agosto 2004

Cassano – L’ex assessore Piscitelli accusa: <<Molte e gravi le responsabilità del Comune sull’attuale stato di degrado di Marina di Sibari>>.


Da assessore municipale, fino a poco più di un anno fa, deteneva la delega su Marina, incaricato dall’allora sindaco forzista Roberto Senise di trovare una via d’uscita politica al contenzioso che da sempre separava Palazzo di città e società lottizzatrici sul futuro del villaggio turistico sibarita. Finì nel nulla. Adesso, da cittadino <<impegnato a difesa della verità>>, dice, irrompe sulla scena politica ed accusa: <<E’ falso affermare che il Comune non abbia competenze sul villaggio. Perché ed a quale titolo, allora, reclama tributi e manda i Vigili a fare multe, un’ora al giorno?>>. Ricostruzione di un dialogo. Si comincia da lontano. <<Le reti idrica e fognaria – sostiene Piscitelli – sono da 23 anni a carico del Municipio. Lo attestano i verbali di consegna del 1981, sottoscritti dal segretario comunale e dal capo dell’ufficio tecnico, l’attuale assessore Lorenzo Di Vincenzo. Quelle opere, collaudate, furono affidate per la gestione ad un Consorzio, chiaro segno dell’avvenuta consegna>>. Non basta: <<Nel corso del decennio ’80 – precisa l’ex assessore – ha avuto luogo il collaudo della rete idrica, perfezionata con una variante dopo che ne fu accertata, inizialmente, la realizzazione in difformità. Nel 1987 l’Usl certificò la potabilità dell’acqua. Nel 1992 la giunta municipale, con una delibera mai revocata, fece carico al Comune, sia pur provvisoriamente, della manutenzione delle reti idrica e fognaria>>. Pausa per un respiro, quindi l’affondo: <<Da anni – incalza Piscitelli – il Comune ha una responsabilità di fatto, se non di diritto, sulla manutenzione delle opere. Del resto, secondo la convenzione di lottizzazione, con atto pubblico andavano trasferite solo le aree, non anche le opere in sé, per le quali era invece sufficiente la consegna. A Palazzo di città, purtroppo, si persevera negli errori. Con l’ordinanza con la quale il sindaco ha ordinato di ripristinare la potabilità dell’acqua alle società lottizzatrici ed agli aventi causa, si rischia un’ulteriore parcellizzazione delle responsabilità: alcune delle società hanno venduto tutto. Cosa s’intende fare? Chiamare in causa oltre duemila proprietari di case, completamente all’oscuro di quanto accaduto in passato? Ne tenga conto pure la magistratura>>. Già, la magistratura che indaga su presunte colpe ed inadempienze. <<L’inchiesta – osserva l’ex assessore – prende spunto dalla mancata realizzazione della rete delle acque bianche, ma nel piano di lottizzazione tale rete non era prevista. Si scelse di far affidamento sul principio dell’assorbimento naturale. Nessuno, né il consiglio comunale né l’ufficio tecnico, formulò obiezioni. E poi, fu il Comune a richiedere alle società un uso abnorme dell’asfalto, causa prima del mancato assorbimento delle piogge e degli allagamenti del villaggio>>. Ancora: <<Alla luce di ciò e delle norme che in tema di sanità ed igiene pubblica impongono al sindaco determinati compiti che non mi sembrano adempiuti, perché i giudici hanno indagato i lottizzatori e non anche funzionari ed amministratori municipali?>> Riflessioni finali: <<Il contenzioso – commenta Piscitelli – ha fatto comodo a Comune e società lottizzatrici. Io non sto con nessuno: difendo la verità. Scriverò una lettera aperta all’assessore Di Vincenzo, chiedendogli di spiegare contenuto e senso dei verbali di consegna del 1981 e diverse altre situazioni. È ora di porre termine a finzioni e strumentalizzazioni. Dalla crisi di Marina si esce soltanto con una transazione seria, forte e credibile. Io ci ho provato, ma sono stato lasciato solo>>.

Si chiude, ma la battaglia su Marina è appena agli inizi.

Gianpaolo Iacobini

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