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L’antenna della discordia: <<Il nostro impianto non è nocivo>>.
Lo dice il progettista, che denuncia l’esistenza <<d’una regia
occulta>> dietro la petizione dei bimbi sibariti, all’origine
della contesa. Sulla vicenda, presentata una querela contro
ignoti. Fosse una trasmissione televisiva, sarebbe diritto di
replica. Più semplicemente, è la cronaca del pensiero e delle
ragioni dell’uomo e della società che puntano ad installare a
Sibari l’antenna che dovrebbe rilanciare nella Piana l’eco del
segnale di telefonia mobile di terza generazione e che nessuno,
in paese, sembra volere. L’uomo d’azienda: Salvatore Gilormo,
ingegnere reggino, progettista e direttore dei lavori
dell’impianto che il gestore “H3G” ha dato incarico di
realizzare al colosso Siemens e che questi ha girato alla Pianet
srl, società cui Gilormo appartiene. Dice: <<L’antenna non è
nociva. Se così fosse>>, ironizza, <<ci troveremmo di fronte a
casi di pazzia: sono forse impazziti quei Comuni, come Rossano e
Corigliano, che ci hanno permesso di installare i nostri
impianti in centro?>> Perché, allora, Sibari protesta ed una
Procura, quella di Castrovillari, ha decretato il sequestro
dell’antenna? Risponde Gilormo: <<Perché hanno fin qui prevalso
la voglia di populismo di chi vuol farsi propaganda o l’astio di
singoli. Il caso è stato sollevato dall’appello di bambini che
forse qualcuno strumentalizza, ma di questo s’occuperanno la
magistratura ed il Telefono Azzurro, ai quali mi sono rivolto.
Ad ogni modo, intendo tranquillizzare i bambini: non abbiano
timore dell’antenna ed evitino, piuttosto, d’usare i telefonini,
sicura fonte d’inquinamento elettromagnetico>>. Tesi da un
ragionamento: <<La tecnologia Umts – spiega Gilormo – non
produce inquinamento elettromagnetico ed è molto più sicura del
Gms, poiché consente la propagazione del segnale con meno d’un
volt per metro, a fronte del limite di sei volt per metro
imposto dalla legge italiana, che è la più restrittiva al mondo.
V’è ancora da precisare che, a soli dieci metri dall’antenna, il
volt per metro s’abbatte ulteriormente, fino quasi a scomparire.
Proprio queste particolari caratteristiche, unite alla ridotta
area che un singolo impianto è in grado di coprire, consentono
l’installazione nei centri abitati. In alcune circostanze, come
a Roma e Reggio Calabria, proprio sui tetti di scuole. Perché,
lo ripeto, l’antenna non è nociva>>. Diverso, invece, il
discorso per quel che riguarda i telefonini. <<Le cui emissioni
– afferma il tecnico della Pianet srl – sono in media pari, a
seconda della marca e del modello, a circa trenta volt per metro
quando posizionati vicino alla testa. Del resto, anche computer
e televisori emettono onde elettromagnetiche in misura superiore
a quelle della nostra antenna. I genitori, però, non si
preoccupano affatto. E lasciano che i figli vadano a scuola con
il telefonino>>.
Chiusa la parentesi tecnica, resta spazio per le repliche. <<Il
mio obiettivo – sottolinea Gilormo – non è creare
contrapposizioni, ma sconfiggere la disinformazione>>. Nel
novero dei novelli praticanti di disinformatja, par di capire,
anche l’assessore provinciale all’ambiente, Luigi Marrello.
<<L’assessore – osserva Gilormo – si è mostrato alquanto
disattento, dimenticando che nessuna legge impone il rispetto di
distanze minime da edifici sensibili e facendo finta di non
accorgersi dei tetti in eternit e delle discariche a cielo
aperto presenti nelle vicinanze dell’area dove l’antenna è stata
installata>>. Domani sera, intanto, della questione discuterà
anche il consiglio comunale. <<Se m’inviteranno – chiosa Gilormo
– andrò, per chiarire aspetti sconosciuti e travisati. Cassano
rischia di perdere il treno della tecnologia>>.
L’antenna della discordia: diritto di replica.
Gianpaolo Iacobini |