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Lunedì 30 Agosto 2004

Sibari – Antenna della discordia, la società presenta querela contro ignoti


L’antenna della discordia: <<Il nostro impianto non è nocivo>>. Lo dice il progettista, che denuncia l’esistenza <<d’una regia occulta>> dietro la petizione dei bimbi sibariti, all’origine della contesa. Sulla vicenda, presentata una querela contro ignoti. Fosse una trasmissione televisiva, sarebbe diritto di replica. Più semplicemente, è la cronaca del pensiero e delle ragioni dell’uomo e della società che puntano ad installare a Sibari l’antenna che dovrebbe rilanciare nella Piana l’eco del segnale di telefonia mobile di terza generazione e che nessuno, in paese, sembra volere. L’uomo d’azienda: Salvatore Gilormo, ingegnere reggino, progettista e direttore dei lavori dell’impianto che il gestore “H3G” ha dato incarico di realizzare al colosso Siemens e che questi ha girato alla Pianet srl, società cui Gilormo appartiene. Dice: <<L’antenna non è nociva. Se così fosse>>, ironizza, <<ci troveremmo di fronte a casi di pazzia: sono forse impazziti quei Comuni, come Rossano e Corigliano, che ci hanno permesso di installare i nostri impianti in centro?>> Perché, allora, Sibari protesta ed una Procura, quella di Castrovillari, ha decretato il sequestro dell’antenna? Risponde Gilormo: <<Perché hanno fin qui prevalso la voglia di populismo di chi vuol farsi propaganda o l’astio di singoli. Il caso è stato sollevato dall’appello di bambini che forse qualcuno strumentalizza, ma di questo s’occuperanno la magistratura ed il Telefono Azzurro, ai quali mi sono rivolto. Ad ogni modo, intendo tranquillizzare i bambini: non abbiano timore dell’antenna ed evitino, piuttosto, d’usare i telefonini, sicura fonte d’inquinamento elettromagnetico>>. Tesi da un ragionamento: <<La tecnologia Umts – spiega Gilormo – non produce inquinamento elettromagnetico ed è molto più sicura del Gms, poiché consente la propagazione del segnale con meno d’un volt per metro, a fronte del limite di sei volt per metro imposto dalla legge italiana, che è la più restrittiva al mondo. V’è ancora da precisare che, a soli dieci metri dall’antenna, il volt per metro s’abbatte ulteriormente, fino quasi a scomparire. Proprio queste particolari caratteristiche, unite alla ridotta area che un singolo impianto è in grado di coprire, consentono l’installazione nei centri abitati. In alcune circostanze, come a Roma e Reggio Calabria, proprio sui tetti di scuole. Perché, lo ripeto, l’antenna non è nociva>>. Diverso, invece, il discorso per quel che riguarda i telefonini. <<Le cui emissioni – afferma il tecnico della Pianet srl – sono in media pari, a seconda della marca e del modello, a circa trenta volt per metro quando posizionati vicino alla testa. Del resto, anche computer e televisori emettono onde elettromagnetiche in misura superiore a quelle della nostra antenna. I genitori, però, non si preoccupano affatto. E lasciano che i figli vadano a scuola con il telefonino>>.

Chiusa la parentesi tecnica, resta spazio per le repliche. <<Il mio obiettivo – sottolinea Gilormo – non è creare contrapposizioni, ma sconfiggere la disinformazione>>. Nel novero dei novelli praticanti di disinformatja, par di capire, anche l’assessore provinciale all’ambiente, Luigi Marrello. <<L’assessore – osserva Gilormo – si è mostrato alquanto disattento, dimenticando che nessuna legge impone il rispetto di distanze minime da edifici sensibili e facendo finta di non accorgersi dei tetti in eternit e delle discariche a cielo aperto presenti nelle vicinanze dell’area dove l’antenna è stata installata>>. Domani sera, intanto, della questione discuterà anche il consiglio comunale. <<Se m’inviteranno – chiosa Gilormo – andrò, per chiarire aspetti sconosciuti e travisati. Cassano rischia di perdere il treno della tecnologia>>.

L’antenna della discordia: diritto di replica.

Gianpaolo Iacobini

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