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Questa sera presso l'area archeologica della mitica Sibari,
nell'ambito della 1^ Rassegna del Teatro Antico "Magna Grecia
Teatro", promossa e organizzata dall'assessorato Regionale alla
Cultura, presieduto da Saverio Zavettieri, in collaborazione
della soprintendenza per i Beni archeologici della Calabria,
l'Istituto Nazionale del Dramma Antico, dall'Ente Teatrale
Italiano e dei Comuni dove insistono i più importanti siti
archeologici, Locri, Reggio Calabria, Roccelletta di Borgia e
Sibari di Cassano Ionio, andrà in scena "Il Custode" di Antonio
Lauro, con Paolo Triestino, attore protagonista e regista. I
costumi sono di Isabella Rizza, le luci di Luigi Ascione, mentre
l'impianto scenico è curato da Francesco Montanaro. La
manifestazione culturale, la cui direzione artistica è stata
affidata al professore Antonio Panzarella, sicuramente di
elevata qualità artistica e professionale, visti i nomi che
figurano nel ricco cartellone, è finalizzata soprattutto alla
valorizzazione dell'ingente patrimonio rappresentato dai siti
archeologici calabresi, con particolare riferimento ai Bronzi di
Riace, da cui prende nome il progetto adottato nello scorso mese
di dicembre 2003 dal governo regionale e alle aree archeologiche
della Magna Graecia.
Nell'opera "Il Custode" di Antonio Lauro, ideata e sceneggiata
da Paolo Triestino, si recita rigorosamente in dialetto reggino.
Una scelta, quella adottata dall'autore, per restituire
espressioni ed accenti altrimenti inesprimibili. La
rappresentazione teatrale tratta dello strano rapporto
conflittuale che si crea tra il custode del Museo Nazionale di
Reggio Calabria e le mute statue bronzee dei due guerrieri
recuperate nel mare di Riace e l'ambiente circostante.
Mimmo Petroni |