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Sabato 28 Agosto 2004

Cosenza - L'assessore della Sibaritide è entusiasta della sua nuova delega nonostante le tante difficoltà «Rivoluzionerò il turismo» - Console: «Programmazione e formazione per voltare pagina»


Quando i cronisti parlano di politica con Rosetta Console, assessore provinciale al Turismo, Spettacolo, Sport e tempo libero, rischiano seriamente di restare al palo ovvero di non riuscire a porre neanche una domanda perchè, alla fine, dice tutto leiŠ Del resto, la sua passione e il suo entusiasmo per la politica traspaiono in maniera palese già dalla ricostruzione del suo impegno. - Quando ha iniziato a fare politica? "Avevo 18 anni all'epoca del mio primo comizio in piazza a CassanoŠ Pensate che allora il diritto di voto si acquisiva soltanto a 21 anni, ma in quella circostanza è stato Giacomo Mancini a buttarmi letteralmente sul palco tra gli applausi della genteŠ Ma io la politica ce l'avevo già nel DnaŠ Successivamente, ho insegnato in Svizzera, nelle scuole italiane all'estero e nel 1979 sono tornata nella mia Cassano e ho vinto la mia prima campagna elettorale, risultando eletta in Consiglio". - Con l'allora sindaco Frasca, lei diventa assessore ai Servizi socialiŠ "Š E sono stata il primo assessore in Italia a utilizzare beni confiscati alla mafia per scopi sociali a beneficio della comunità per il recupero di tossicodipendenti Saman. Il giudice costituzionalista Fernanda Contri e l'allora ministro Giuliano Vassalli hanno "studiato" il caso di Cassano in termini legislativi e mi hanno convocato in Senato, nel 1990, per relazionare sulla nostra esperienza. Nacque proprio da lì la legge Rognoni-La Torre, che estese a tutta Italia il nostro modello, anche perchè, con la precedente legislatura, i beni confiscati venivano venduti all'asta e rientravano in possesso alla mafiaŠ Per quella intensa stagione di lotta alla criminalità ho pagato prezzi altissimi: mi hanno bruciato la casa per due volte. Nel corso del primo attentato aspettavo uno dei miei figli: è stato terribileŠ". - Lei è sempre stata socialista, nonostante tutte le vicissitudini passate. "Sono stata sempre coerente con i miei ideali di vita e politici. Il socialismo è tutta la mia vita, è l'ideale politico per eccellenza nel quale crederò finchè avrò vita. Nel partito ho sempre ricoperto incarichi importanti, fino all'ingresso nella direzione nazionale e, dopo Tangentopoli, non ho avuto dubbi a seguire la strada dello Sdi, l'unica strada possibile per i veri socialisti".
- Vogliamo parlare del suo rapporto con Cassano e la Sibaritide? "Non posso che adorare il mio paese e il mio territorio e lavorerò con tutte le mie forze affinchè possano risalire la china. La gente mi è sempre stata vicina e alle ultime provinciali mi ha gratificato di 2719 voti nonostante fossero in lizza 24 candidatiŠ Certo, dobbiamo risolvere tanti, troppi problemi: l'ordine pubblico, il disagio economico, la mancanza di idee per lo sviluppo: siamo un paese ricco che rischia di morire povero. Per quanto potrò, lavorerò per la ricomposizione di un tessuto sociale attualmente assai degradato e metterò al centro di ogni discorso la persona. Quanto alla Sibaritide, è un territorio che sento profondamente mio. Grazie alla mia delega al Turismo, darò il via ai progetti integrati per rendere giustizia a questo territorio meraviglioso, di eccellenza, tradito però da tutti i progetti nazionali e regionali". - Negli ultimi due anni e mezzo della consiliatura ha ricoperto l'incarico di assessore ai Trasporti della giunta Acri. Che tipo di esperienza è stata? "Ho trovato una scatola vuota e penso proprio di essere riuscita a riempirla di contenuti. Qualcuno mi ha definito la "timoniera dell'impossibile" e credo di aver fatto di tutto per meritarmela. Ho cercato di dare vita a una concezione "umana" dei trasporti. Ho lanciato l'Osservatorio sulla sicurezza stradale dedicato alla memoria di Samuele Aramini, i corsi per autotrasportatori, un'opera essenziale e capillare di informazione, ho "rastrellato" tutti i finanziamenti possibili per le nostre strade e per opere come l'interporto di Sibari, l'aviosuperficie di Scalea, l'aeroporto Sibari-Pollino. Di più non era possibile fare".  - Il presidente Oliverio le ha cambiato delegheŠ
"Io vivo di fantasia, creatività, innovazione. Questa nuova esperienza, sotto certi aspetti, mi esalta. So bene che, per quanto riguarda il turismo, la Regione non ha programmato bene. Ci sono momenti di criticità che fanno paura. Il presidente Oliverio ha lanciato questa iniziativa, "Mare da bere", con la quale proveremo concretamente a programmare il turismo fin dal mese di settembre, di concerto con i territori e le loro istituzioni, nel pieno rispetto del fondamentale criterio della politica dell'ascolto. La Provincia si ritaglierà un ruolo centrale di coordinamento per le assunzioni di responsabilità di ogni soggetto: non è possibile constatare passivamente che il nostro mare è inquinato. Le assicuro che, così facendo, rivoluzioneremo la concezione del turismo per essere elemento trainante, al fine di far crescere e migliorare gli stili di vita. Lo stesso discorso va fatto per i cosiddetti ecomostri. Il territorio va preservato e la speculazione selvaggia va seriamente combattuta, ben sapendo che la risorsa ambientale è fondamentale". - Quale turismo immagina per la provincia di Cosenza?  "Un turismo che si avvalga di una programmazione integrata e coordinata, in grado di svolgere una mappatura del territorio che individui i punti di eccellenza e quelli di criticità. Di questo schema che ho appena prefigurato farà parte certamente l'Università della Calabria, oltre che i miei colleghi delegati all'Ambiente, alla Formazione professionale, alla Cultura e alle Infrastrutture. Ci siamo resi conto, per esempio, che mancano gli operatori turistici e le professionalità e allora è nostro dovere mettere in condizione i giovani di rimodulare queste professioni e di accelerare quelle nuove. E' mia intenzione, proprio per questo, avviare corsi per operatori turistici, ma anche di accoglienza e cortesia. E poi non ci può essere turismo senza cultura, senza valorizzare le risorse enogastronomiche, un nuovo tipo di comunicazione che possa essere accattivante e mirato a un'offerta turistica di qualità. Programmare e formare: ecco come si attua il turismo in maniera completa" - In molti parlano di turismo intelligente. Che cosa significa?
"Significa che bisogna evitare il solito "mordi e fuggi" e proporre offerte itineranti: il turista deve sapere cosa scegliere e dove andare. Pubblicheremo un opuscolo completo e proveremo a lanciare un'idea "avvolgente", che prolunghi la nostra offerta da maggio a ottobre e si rivolga a tutte le età. Proveremo anche a coordinare le attività dei vari territori per avere un turismo volano di sviluppo e di crescita, che sappia collegare mare e monti: il mio sogno è un turismo mare e monti. Un'altra idea che lancerò è quella dei distretti turistici, divisi per territorio con programmi specifici, strettamente legata a quella di uno sportello per gli imprenditori che vogliono provare ad accedere ai fondi disponibili".

Gabriele Carchidi

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