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Quando
i cronisti parlano di politica con Rosetta Console, assessore
provinciale al Turismo, Spettacolo, Sport e tempo libero,
rischiano seriamente di restare al palo ovvero di non riuscire a
porre neanche una domanda perchè, alla fine, dice tutto leiŠ Del
resto, la sua passione e il suo entusiasmo per la politica
traspaiono in maniera palese già dalla ricostruzione del suo
impegno. - Quando ha iniziato a fare politica? "Avevo 18 anni
all'epoca del mio primo comizio in piazza a CassanoŠ Pensate che
allora il diritto di voto si acquisiva soltanto a 21 anni, ma in
quella circostanza è stato Giacomo Mancini a buttarmi
letteralmente sul palco tra gli applausi della genteŠ Ma io la
politica ce l'avevo già nel DnaŠ Successivamente, ho insegnato
in Svizzera, nelle scuole italiane all'estero e nel 1979 sono
tornata nella mia Cassano e ho vinto la mia prima campagna
elettorale, risultando eletta in Consiglio". - Con l'allora
sindaco Frasca, lei diventa assessore ai Servizi socialiŠ "Š E
sono stata il primo assessore in Italia a utilizzare beni
confiscati alla mafia per scopi sociali a beneficio della
comunità per il recupero di tossicodipendenti Saman. Il giudice
costituzionalista Fernanda Contri e l'allora ministro Giuliano
Vassalli hanno "studiato" il caso di Cassano in termini
legislativi e mi hanno convocato in Senato, nel 1990, per
relazionare sulla nostra esperienza. Nacque proprio da lì la
legge Rognoni-La Torre, che estese a tutta Italia il nostro
modello, anche perchè, con la precedente legislatura, i beni
confiscati venivano venduti all'asta e rientravano in possesso
alla mafiaŠ Per quella intensa stagione di lotta alla
criminalità ho pagato prezzi altissimi: mi hanno bruciato la
casa per due volte. Nel corso del primo attentato aspettavo uno
dei miei figli: è stato terribileŠ". - Lei è sempre stata
socialista, nonostante tutte le vicissitudini passate. "Sono
stata sempre coerente con i miei ideali di vita e politici. Il
socialismo è tutta la mia vita, è l'ideale politico per
eccellenza nel quale crederò finchè avrò vita. Nel partito ho
sempre ricoperto incarichi importanti, fino all'ingresso nella
direzione nazionale e, dopo Tangentopoli, non ho avuto dubbi a
seguire la strada dello Sdi, l'unica strada possibile per i veri
socialisti".
- Vogliamo parlare del suo rapporto con Cassano e la Sibaritide?
"Non posso che adorare il mio paese e il mio territorio e
lavorerò con tutte le mie forze affinchè possano risalire la
china. La gente mi è sempre stata vicina e alle ultime
provinciali mi ha gratificato di 2719 voti nonostante fossero in
lizza 24 candidatiŠ Certo, dobbiamo risolvere tanti, troppi
problemi: l'ordine pubblico, il disagio economico, la mancanza
di idee per lo sviluppo: siamo un paese ricco che rischia di
morire povero. Per quanto potrò, lavorerò per la ricomposizione
di un tessuto sociale attualmente assai degradato e metterò al
centro di ogni discorso la persona. Quanto alla Sibaritide, è un
territorio che sento profondamente mio. Grazie alla mia delega
al Turismo, darò il via ai progetti integrati per rendere
giustizia a questo territorio meraviglioso, di eccellenza,
tradito però da tutti i progetti nazionali e regionali". - Negli
ultimi due anni e mezzo della consiliatura ha ricoperto
l'incarico di assessore ai Trasporti della giunta Acri. Che tipo
di esperienza è stata? "Ho trovato una scatola vuota e penso
proprio di essere riuscita a riempirla di contenuti. Qualcuno mi
ha definito la "timoniera dell'impossibile" e credo di aver
fatto di tutto per meritarmela. Ho cercato di dare vita a una
concezione "umana" dei trasporti. Ho lanciato l'Osservatorio
sulla sicurezza stradale dedicato alla memoria di Samuele
Aramini, i corsi per autotrasportatori, un'opera essenziale e
capillare di informazione, ho "rastrellato" tutti i
finanziamenti possibili per le nostre strade e per opere come
l'interporto di Sibari, l'aviosuperficie di Scalea, l'aeroporto
Sibari-Pollino. Di più non era possibile fare". - Il presidente
Oliverio le ha cambiato delegheŠ
"Io vivo di fantasia, creatività, innovazione. Questa nuova
esperienza, sotto certi aspetti, mi esalta. So bene che, per
quanto riguarda il turismo, la Regione non ha programmato bene.
Ci sono momenti di criticità che fanno paura. Il presidente
Oliverio ha lanciato questa iniziativa, "Mare da bere", con la
quale proveremo concretamente a programmare il turismo fin dal
mese di settembre, di concerto con i territori e le loro
istituzioni, nel pieno rispetto del fondamentale criterio della
politica dell'ascolto. La Provincia si ritaglierà un ruolo
centrale di coordinamento per le assunzioni di responsabilità di
ogni soggetto: non è possibile constatare passivamente che il
nostro mare è inquinato. Le assicuro che, così facendo,
rivoluzioneremo la concezione del turismo per essere elemento
trainante, al fine di far crescere e migliorare gli stili di
vita. Lo stesso discorso va fatto per i cosiddetti ecomostri. Il
territorio va preservato e la speculazione selvaggia va
seriamente combattuta, ben sapendo che la risorsa ambientale è
fondamentale". - Quale turismo immagina per la provincia di
Cosenza? "Un turismo che si avvalga di una programmazione
integrata e coordinata, in grado di svolgere una mappatura del
territorio che individui i punti di eccellenza e quelli di
criticità. Di questo schema che ho appena prefigurato farà parte
certamente l'Università della Calabria, oltre che i miei
colleghi delegati all'Ambiente, alla Formazione professionale,
alla Cultura e alle Infrastrutture. Ci siamo resi conto, per
esempio, che mancano gli operatori turistici e le
professionalità e allora è nostro dovere mettere in condizione i
giovani di rimodulare queste professioni e di accelerare quelle
nuove. E' mia intenzione, proprio per questo, avviare corsi per
operatori turistici, ma anche di accoglienza e cortesia. E poi
non ci può essere turismo senza cultura, senza valorizzare le
risorse enogastronomiche, un nuovo tipo di comunicazione che
possa essere accattivante e mirato a un'offerta turistica di
qualità. Programmare e formare: ecco come si attua il turismo in
maniera completa" - In molti parlano di turismo intelligente.
Che cosa significa?
"Significa che bisogna evitare il solito "mordi e fuggi" e
proporre offerte itineranti: il turista deve sapere cosa
scegliere e dove andare. Pubblicheremo un opuscolo completo e
proveremo a lanciare un'idea "avvolgente", che prolunghi la
nostra offerta da maggio a ottobre e si rivolga a tutte le età.
Proveremo anche a coordinare le attività dei vari territori per
avere un turismo volano di sviluppo e di crescita, che sappia
collegare mare e monti: il mio sogno è un turismo mare e monti.
Un'altra idea che lancerò è quella dei distretti turistici,
divisi per territorio con programmi specifici, strettamente
legata a quella di uno sportello per gli imprenditori che
vogliono provare ad accedere ai fondi disponibili".
Gabriele Carchidi |