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Lunedì  05 Aprile 2004

Cassano – Contro l’usura, per la legalità e la vita


Contro l’usura, per la legalità e la vita: la fondazione “San Matteo Apostolo” presenta dati e cifre di anni d’attività.
Della Sibaritide e della sua gente, a volte, si raccontano cose terribili. La mafia, che pure c’è, copre col suo nero velo di morte fantasia, impegno, intelligenza. Da qualche tempo ormai, un affilato coltello cerca di squarciare silenzi e paura. È la fondazione antiusura “San Matteo Apostolo”, diretta dal sacerdote don Attilio Foscaldi, presidente della Caritas diocesana cassanese. Un gruppo di uomini e donne, volontari animati da fede cristiana e umana buona volontà, che si batte contro la piaga dei cravattari di casa e cosa nostra.
Nata nel 1996, per volontà dell’allora Vescovo, monsignor Andrea Mugione, la fondazione ha presentato, in questi giorni, dati e risultati del proprio impegno. Numeri positivi, agevolati dalla stretta collaborazione di un pool di istituti bancari: Banco Ambrosiano Veneto, le Banche di credito cooperativo di Spezzano Albanese, Albidona e Tarsia. Dettagli: <<Nel corso del 2003 – rivela don Foscaldi, tra l’altro membro della Consulta nazionale antiusura – delle 107 persone ascoltate, 62 hanno ottenuto in finanziamento dalle banche con noi convenzionate. 24 sono state invece le pratiche respinte perché prive dei requisiti di legge, 21 quelle ancora in attesa di risposta>>.
Non finisce qui. Dopo sette anni di frenetico attivismo, è possibile delineare un bilancio complessivo ed esauriente. <<Attualmente – ricorda don Foscaldi – la nostra fondazione opera su tutto il territorio regionale, offrendo garanzia con i fondi di prevenzione e solidarietà. Esaminiamo ogni anno almeno 150 richieste, e quasi sempre si tratta di casi drammatici>>. Avanti con le cifre. <<Dal ’96 ad oggi - aggiunge il sacerdote cassanese – abbiamo ascoltato 897 persone, di cui 787 provenienti dalla provincia di Cosenza, altre 81 da quella di Reggio, 12 da Catanzaro, 9 da Vibo, 3 da Crotone e 5 da fuori regione>>. Come è andata? <<167 – precisa don Foscaldi – sono stati i pareri negativi rilasciati dalla stessa fondazione, poiché i soggetti richiedenti non possedevano i requisiti di legge. 730 sono state le pratiche presentate con nostra garanzia presso le banche convenzionate. Di esse 445 sono andate a buon fine>>.
Tradotto in soldini, fanno più di 12 miliardi delle vecchie lire. Sottratti agli strozzini e rimessi nelle mani di professionisti, imprenditori, casalinghe, famiglie. Una speranza in più per un lembo di Calabria che sembrava aver smesso di sperare. <<Il valore delle fondazioni – chiosa don Foscaldi – non si misura sulla pretesa di contenere o annullare il fenomeno dell’usura, ma sull’impegno di uomini e donne intenti a coltivare una rivoluzione delle coscienze>>.
“San Matteo apostolo”: il lavoro continua.

Gianpaolo Iacobini

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