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Infiltrazioni
mafiose a Palazzo di città: l’ex vicesindaco Serra chiede
d’essere sentito dagli ispettori <<su atti amministrativi poco
chiari>>. Intanto il centrosinistra critica modi e tempi della
decisione di disporre l’accesso agli atti.
Luigi Serra Cassano, detto Gigi. Di professione, ingegnere.
Politicamente, tra i fondatori di Alleanza nazionale in città.
Già commissario del locale circolo, dal 2000 al 2001 vicesindaco
della giunta capeggiata dal forzista Roberto Senise, quindi, dal
2001 al 2003, capogruppo aennino in consiglio comunale. Adesso
chiede di potersi presentare al cospetto dei tre ispettori
incaricati dal Prefetto, su delega del ministro dell’interno, di
verificare se mai le ‘ndrine locali abbiano influenzato la vita
amministrativa cassanese.
La richiesta è contenuta in una nota protocollata ieri mattina
ed indirizzata ai tre ispettori: il viceprefetto Francesco
Pezone, il suo collega Sebastiano Giangrande, il maggiore dei
Carabinieri Demetrio Buscia. Scrive Serra: <<A causa della mia
attività politica ed amministrativa, ho avuto modo di conoscere
le varie problematiche che investono il Comune. Spesso ho
denunciato, pubblicamente ed alle autorità competenti,
comportamenti amministrativi che non sembravano corretti, al
fine di riportare nell’alveo della correttezza e della
trasparenza un’amministrazione che sovente, in un triste passato
non tanto lontano, ha perso di vista i riferimenti cui dovrebbe
improntarsi la gestione della cosa pubblica>>. Dettagli: tra <<i
comportamenti amministrativi che non sembravano corretti>>,
Serra fa rientrare <<la pratica Giordano, atti della segreteria
generale, alcune incomprensibili dinamiche debitorie, la
questione di Marina di Sibari>>. Circostanze ovviamente tutte da
provare, ma riguardo alle quali Serra, evidentemente forte delle
sue personali verità, si dice pronto ad offrire ulteriori
elementi di conoscenza e giudizio. <<A tale scopo, qualora fosse
possibile>>, aggiunge infatti, <<chiedo di essere ascoltato
dalla commissione su fatti e circostanze inerenti alcuni atti
amministrativi poco chiari che ho avuto modo di conoscere>>.
Sulla vicenda dell’accesso agli atti, nel frattempo, v’è da
registrare una presa di posizione di Ds, Rc, Verdi, Udeur, Sde e
Margherita. Scrivono i partiti del centrosinistra: <<Abbiamo più
volte sollecitato l’intervento dei diversi organi dello Stato,
finalizzati al controllo ed alla verifica della correttezza
amministrativa e gestionale della pubblica amministrazione. Nel
novembre 2002, in occasione della visita della Commissione
Antimafia, i nostri gruppi consiliari avevano formalmente
affermato la necessità dell’accesso agli atti per dimostrare
l’estraneità degli amministratori a certi fenomeni. Ora, a
distanza di un anno e mezzo, con estremo ed ingiustificato
ritardo, intervengono il provvedimento e la nomina di tre
ispettori da parte della Prefettura di Cosenza>>. Auspici: <<Il
centrosinistra confida in una efficace e rigorosa azione di
monitoraggio, affinché l’istruttoria sia chiusa in tempi brevi,
per permettere alla comunità di Cassano l’esercizio del diritto
di voto>>. Censure finali: <<Dobbiamo però sottolineare come la
gestione commissariale, in quasi un anno di attività, non abbia
prodotto alcun risultato, contribuendo, al contrario, ad
allargare il fossato che separa la comunità dal palazzo>>.
Gianpaolo Iacobini |