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«Rifondazione
comunista, a ogni livello, su questa questione vigilerà con
attenzione perché non è accettabile che la civile e democratica
popolazione cassanese possa correre il rischio di essere
scippata, per volere di qualcuno, del sacrosanto diritto/dovere
di eleggersi liberamente i propri governanti. E' una cosa
inaudita che a 15 giorni dall'indizione dei comizi per la
prossima competizione elettorale venga nominata una commissione
Antimafia per disporre approfonditi accertamenti per individuare
eventuali condizionamenti e infiltrazioni della criminalità
organizzata verificatisi nell'ambito dell'attività
amministrativo gestionale del comune di Cassano». A
sostenerlo è Alfredo Campanella, componente del comitato
regionale calabrese di Rifondazione comunista, nonché
coordinatore del tavolo del centrosinistra cassanese, che
interviene sull'insediamento, avvenuto mercoledì scorso, della
commissione per l'accesso agli atti nella città delle Terme.
Commissione che, composta da due funzionari della Prefettura di
Cosenza e dal comandante del nucleo operativo del comando
provinciale dei carabinieri di Cosenza, entro il prossimo 29
aprile, «fatta salva l'esigenza di ulteriori approfondimenti,
per i quali potrà essere, successivamente, disposta la proroga
dell'incarico», dovrà predisporre, potendosi avvalere anche
degli organi di polizia tributaria per le verifiche di carattere
patrimoniale, "una relazione riepilogativa degli accertamenti
espletati" al fine di verificare l'esistenza o no di
condizionamenti esterni, soprattutto di tipo mafioso,
nell'attività amministrativa della città delle Terme. Le
reazioni sulla nomina di questa Commissione, nella città delle
Terme, continuano a tenere banco. Dopo le prese di posizioni che
sono state registrate ieri, oggi tocca al rifondino Campanella
esternare il suo pensiero. Campanella, cosi come aveva già fatto
il suo compagno di partito, l'onorevole Nichi Vendola, non
riesce a spiegarsi «come si possa nominare una commissione per
l'accesso agli atti in prossimità delle elezioni comunali e in
un Comune che, peraltro, da quasi un anno è amministrato da un
commissario prefettizio», anche perché, sostiene Campanella, «il
commissario, in quest'anno di gestione, ha avuto tutto il tempo
di poter guardare gli atti amministrativi consumatisi negli
ultimi tempi, verificare la loro regolarità e denunciare,
qualora ce ne fosse stato bisogno, agli organi preposti tutti
quegli atti amministrativi che, a suo parere, risultavano
condizionati da fattori esterni». Il componente del comitato
regionale del partito dell'onorevole Bertinotti si augura che
l'atto disposto dal Ministro Pisanu, tramite il Prefetto
D'Amico, serva veramente a «dissipare, una volta per tutte, i
dubbi esistenti sull'attività amministrativo-gestionale del
comune di Cassano. E' impensabile che possa essere di giovamento
allo slittamento delle elezioni comunale».
Antonio Iannicelli |