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Lunedì 26 Aprile 2004

Cassano -  Convegno per ricordare monsignor Barbieri Un vescovo tra il fascismo e il Concilio vaticano II


 "Monsignor Raffaele Barbieri, un Vescovo tra Fascismo e Concilio Vaticano II°". Su questo tema si sono sviluppati i lavori dell'incontro tenutosi nella Biblioteca Diocesana di Piazza S. Eusebio, a Cassano Ionio. I lavori sono stati coordinati dal giornalista Martino Zuccaro. Sulla figura di monsignor Barbieri hanno relazionato don Leone Boniface, la dottoressa Angela Rizzo e il Vicario diocesano, monsignor Carmine Scaravaglione. Aprendo i lavori, don Boniface, dopo aver riferito sull'impulso fornito dalla tesi di laurea della dottoressa Rizzo, che ha stimolato l'organizzazione dell'assise, a distanza di 36 anni dalla morte di monsignor Barbieri, ha tracciato una scheda biografica del presule. Nato a San Marco Argentano il 4 ottobre 1898, Raffaele Barbieri venne ordinato sacerdote da monsignor Scanu, il 21 maggio 1921 e promosso vescovo di Cassano, il 30 agosto 1937, a soli 39 anni. Fu il vescovo più giovane d'Italia. Monsignor Raffaele Barbiere fece il suo ingresso a Cassano, per prendere possesso della guida dell'antica diocesi, il 5 dicembre 1937. Morì il 31 gennaio 1968. Le sue spoglie riposano nella chiesa Cattedrale, nella Cappella del SS. Sacramento.  Nel corso del suo episcopato intesa è stata l'attività pastorale con visite continue a tutti i paesi della diocesi, all'epoca denominata dei "Due Mari". Per evitare che il ricordo del vescovo Barbieri finisse a conclusione della manifestazione, don Leone Boniface ha proposto l'istituzione di un "Premio" alla sua memoria destinato a persone che in tutti i campi si distinguono per il loro operato dando decoro alla diocesi. Subito dopo, ha preso la parola l'autrice dello studio e della certosina ricerca su monsignor Barbieri. Nella tesi della Rizzo, vengono raccontate, infatti, le fasi salienti che hanno interessato e caratterizzato la vita e l'azione pastorale di monsignor Barbieri, uomo profondamente convinto delle sue idee e della sua missione, nel contesto territoriale della diocesi di Cassano. Nell'argomentare di Angela Rizzo, non sono mancati i riferimenti ai periodi storici attraversati: fascismo, guerra mondiale, rinnovamento e gli eventi che hanno interessato la chiesa cassanese ed il suo vescovo in modo particolare. Nel tempo, la figura di monsignor Barbieri, ha evidenziato la relatrice, venne rivalutata positivamente anche da coloro che furono, istituzionalmente, suoi avversari "politici" del tempo, come Gino Bloise e Salvatore Frasca.
Monsignor Carmine Scaravaglione, vicario diocesano di Cassano, intervenendo nella discussione ha sostenuto che Barbieri fu un vescovo attaccatissimo alla sua diocesi, che amò con amore sponsale, rifiutando il trasferimento ad altra sede. Egli, ha ricordato il numero due della chiesa cassanese, fu in costante contatto con gli uomini politici della Dc, ai quali però non chiese mai nulla per se stesso, ma solo per la diocesi e per l'intera Calabria. Fu uomo di grande cultura e oratore facondo e fecondo.
Dopo aver esaltato gli aspetti positivi, don Scaravaglione, ha rimarcato anche quelli negativi, per i suoi modi bruschi e a volta in apparenza arroganti. Monsignor Barbieri, ha riferito don Carmine, non amava essere contraddetto, in quanto sosteneva che il vescovo parla ispirato dallo Spirito Santo. Egli, non condivise neppure la riforma liturgica del post-Concilio, nella Chiesa. Pastoralmente, ha affermato mons. Scaravaglione, fu un assertore dell'Azione Cattolica, della quale curò la nascita di tutti i rami.
Nel corso dei lavori del Concilio Ecumenico Vaticano II° , intervenne sulla questione dell'ateismo. E' pur vero che la Città di Cassano Ionio, gli ha intitolato una via ma, ha concluso monsignor Scaravaglione, è altrettanto vero che il tempo cancella anche le orme più profonde. Perciò, è compito di chi rimane farle riaffiorare perché si comprenda che in seno alla Diocesi di cassano, mons. Raffaele Barbieri è stato uno dei vescovi che maggiormente ha inciso, operato e amato. ­

Mimmo Petroni

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