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"Monsignor Raffaele Barbieri, un Vescovo tra Fascismo e
Concilio Vaticano II°". Su questo tema si sono sviluppati i
lavori dell'incontro tenutosi nella Biblioteca Diocesana di
Piazza S. Eusebio, a Cassano Ionio. I lavori sono stati
coordinati dal giornalista Martino Zuccaro. Sulla figura di
monsignor Barbieri hanno relazionato don Leone Boniface, la
dottoressa Angela Rizzo e il Vicario diocesano, monsignor
Carmine Scaravaglione. Aprendo i lavori, don Boniface, dopo aver
riferito sull'impulso fornito dalla tesi di laurea della
dottoressa Rizzo, che ha stimolato l'organizzazione dell'assise,
a distanza di 36 anni dalla morte di monsignor Barbieri, ha
tracciato una scheda biografica del presule. Nato a San Marco
Argentano il 4 ottobre 1898, Raffaele Barbieri venne ordinato
sacerdote da monsignor Scanu, il 21 maggio 1921 e promosso
vescovo di Cassano, il 30 agosto 1937, a soli 39 anni. Fu il
vescovo più giovane d'Italia. Monsignor Raffaele Barbiere fece
il suo ingresso a Cassano, per prendere possesso della guida
dell'antica diocesi, il 5 dicembre 1937. Morì il 31 gennaio
1968. Le sue spoglie riposano nella chiesa Cattedrale, nella
Cappella del SS. Sacramento. Nel corso del suo episcopato
intesa è stata l'attività pastorale con visite continue a tutti
i paesi della diocesi, all'epoca denominata dei "Due Mari". Per
evitare che il ricordo del vescovo Barbieri finisse a
conclusione della manifestazione, don Leone Boniface ha proposto
l'istituzione di un "Premio" alla sua memoria destinato a
persone che in tutti i campi si distinguono per il loro operato
dando decoro alla diocesi. Subito dopo, ha preso la parola
l'autrice dello studio e della certosina ricerca su monsignor
Barbieri. Nella tesi della Rizzo, vengono raccontate, infatti,
le fasi salienti che hanno interessato e caratterizzato la vita
e l'azione pastorale di monsignor Barbieri, uomo profondamente
convinto delle sue idee e della sua missione, nel contesto
territoriale della diocesi di Cassano. Nell'argomentare di
Angela Rizzo, non sono mancati i riferimenti ai periodi storici
attraversati: fascismo, guerra mondiale, rinnovamento e gli
eventi che hanno interessato la chiesa cassanese ed il suo
vescovo in modo particolare. Nel tempo, la figura di monsignor
Barbieri, ha evidenziato la relatrice, venne rivalutata
positivamente anche da coloro che furono, istituzionalmente,
suoi avversari "politici" del tempo, come Gino Bloise e
Salvatore Frasca.
Monsignor Carmine Scaravaglione, vicario diocesano di Cassano,
intervenendo nella discussione ha sostenuto che Barbieri fu un
vescovo attaccatissimo alla sua diocesi, che amò con amore
sponsale, rifiutando il trasferimento ad altra sede. Egli, ha
ricordato il numero due della chiesa cassanese, fu in costante
contatto con gli uomini politici della Dc, ai quali però non
chiese mai nulla per se stesso, ma solo per la diocesi e per
l'intera Calabria. Fu uomo di grande cultura e oratore facondo e
fecondo.
Dopo aver esaltato gli aspetti positivi, don Scaravaglione, ha
rimarcato anche quelli negativi, per i suoi modi bruschi e a
volta in apparenza arroganti. Monsignor Barbieri, ha riferito
don Carmine, non amava essere contraddetto, in quanto sosteneva
che il vescovo parla ispirato dallo Spirito Santo. Egli, non
condivise neppure la riforma liturgica del post-Concilio, nella
Chiesa. Pastoralmente, ha affermato mons. Scaravaglione, fu un
assertore dell'Azione Cattolica, della quale curò la nascita di
tutti i rami.
Nel corso dei lavori del Concilio Ecumenico Vaticano II° ,
intervenne sulla questione dell'ateismo. E' pur vero che la
Città di Cassano Ionio, gli ha intitolato una via ma, ha
concluso monsignor Scaravaglione, è altrettanto vero che il
tempo cancella anche le orme più profonde. Perciò, è compito di
chi rimane farle riaffiorare perché si comprenda che in seno
alla Diocesi di cassano, mons. Raffaele Barbieri è stato uno dei
vescovi che maggiormente ha inciso, operato e amato.
Mimmo Petroni |