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Giovedì 16 Dicembre 2004

Cassano – Papasso scrive al Prefetto sull’elezione dei  revisori


“L’elezione dei tre Revisori dei conti municipali (la presidente Maria Mazza, i membri Giuseppe Graziadio e Francesco Cerchiara) operata sabato sera dal consiglio comunale viola lo Statuto comunale”. Lo sostiene il capogruppo dello Sdi, Gianni Papasso, in una lettera inviata al prefetto di Cosenza. Il leader della Rosa cittadina, e anche vice segretario regionale dello Sdi, mantiene la linea dura nell’opposizione alla maggioranza di centrodestra guidata dal sindaco Gianluca Gallo. E quindi non si stanca di sollecitare l’intervento del massimo esponente istituzionale della Provincia su quelli che definisce “una serie di problemi che vedono il Comune di Cassano reticente e omissivo. Anche a nome dei consiglieri che rappresento -ha aggiunto Papasso nella missiva al prefetto- nutriamo vivissima speranza in un intervento atto a ripristinare condizioni di legalità, trasparenza e democrazia nel nostro Comune”. Gianni Papasso indica la presunta irregolarità consumata dalla maggioranza nel non avere concesso alla minoranza uno dei tre membri del collegio, così come esplicitamente previsto dallo Statuto che regola la vita del Palazzo. “L’articolo n. 79 del vigente Statuto -ha precisato il dirigente socialista- al comma 1 recita testualmente: ‘Il consiglio elegge, con voto limitato a due componenti, il collegio dei revisori composto di tre membri, di cui due designati dalla maggioranza e uno dalla minoranza’. La maggioranza avrebbe dovuto riversare i 22 voti a disposizione solamente su due nominativi. Invece, per impedire che la minoranza ottenesse quanto previsto dallo Statuto, ha distribuito i voti in maniera tale da accaparrarsi l’intero collegio. Infatti il risultato della votazione ha evidenziato che due elementi del collegio sono stati eletti con 8 voti (Mazza e Cerchiara, ndc) e il terzo (Graziadio, ndc) con 6 voti, mentre il rappresentante del più consistente gruppo della minoranza (Antonino Mungo, ndc), ha ottenuto i soli 4 voti dei consiglieri presenti. Non protestiamo perché non siamo riusciti a ottenere un posto di potere -precisa Papasso- bensì perché ci viene impedito di esercitare quella funzione di controllo prevista dalla legge, che è garanzia di trasparenza e democrazia. Questo ennesimo atto che il sindaco, il presidente del consiglio e la maggioranza hanno consumato va ad aggiungersi a tutta quella serie di violazioni che noi abbiamo puntualmente segnalato a S.E. e per le quali, purtroppo, non abbiamo avuto alcun riscontro”. Diversa l’opinione della maggioranza, espressa su queste stesse colonne dal capogruppo dell’Udc in consiglio, Mimmo Lione, che ha legato la mancata nomina di un revisore dell’opposizione alle divisioni nel centrosinistra: “Come maggioranza -ha dichiarato il centrista- avevamo proposto di dare un membro alla minoranza, anche per aprire un confronto serio e intraprendere un cammino su questo problema. Ma pure stavolta il centrosinistra è stato incapace di trovare unità, dimostrandosi un’opposizione inconsistente. Ci dispiace molto”. Parole che Papasso ha definito “obrobriose”.

 Domenico Marino

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