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“L’elezione
dei tre Revisori dei conti municipali (la presidente Maria
Mazza, i membri Giuseppe Graziadio e Francesco Cerchiara)
operata sabato sera dal consiglio comunale viola lo Statuto
comunale”. Lo sostiene il capogruppo dello Sdi, Gianni Papasso,
in una lettera inviata al prefetto di Cosenza. Il leader della
Rosa cittadina, e anche vice segretario regionale dello Sdi,
mantiene la linea dura nell’opposizione alla maggioranza di
centrodestra guidata dal sindaco Gianluca Gallo. E quindi non si
stanca di sollecitare l’intervento del massimo esponente
istituzionale della Provincia su quelli che definisce “una serie
di problemi che vedono il Comune di Cassano reticente e
omissivo. Anche a nome dei consiglieri che rappresento -ha
aggiunto Papasso nella missiva al prefetto- nutriamo vivissima
speranza in un intervento atto a ripristinare condizioni di
legalità, trasparenza e democrazia nel nostro Comune”. Gianni
Papasso indica la presunta irregolarità consumata dalla
maggioranza nel non avere concesso alla minoranza uno dei tre
membri del collegio, così come esplicitamente previsto dallo
Statuto che regola la vita del Palazzo. “L’articolo n. 79 del
vigente Statuto -ha precisato il dirigente socialista- al comma
1 recita testualmente: ‘Il consiglio elegge, con voto limitato a
due componenti, il collegio dei revisori composto di tre membri,
di cui due designati dalla maggioranza e uno dalla minoranza’.
La maggioranza avrebbe dovuto riversare i 22 voti a disposizione
solamente su due nominativi. Invece, per impedire che la
minoranza ottenesse quanto previsto dallo Statuto, ha
distribuito i voti in maniera tale da accaparrarsi l’intero
collegio. Infatti il risultato della votazione ha evidenziato
che due elementi del collegio sono stati eletti con 8 voti
(Mazza e Cerchiara, ndc) e il terzo (Graziadio, ndc) con 6 voti,
mentre il rappresentante del più consistente gruppo della
minoranza (Antonino Mungo, ndc), ha ottenuto i soli 4 voti dei
consiglieri presenti. Non protestiamo perché non siamo riusciti
a ottenere un posto di potere -precisa Papasso- bensì perché ci
viene impedito di esercitare quella funzione di controllo
prevista dalla legge, che è garanzia di trasparenza e
democrazia. Questo ennesimo atto che il sindaco, il presidente
del consiglio e la maggioranza hanno consumato va ad aggiungersi
a tutta quella serie di violazioni che noi abbiamo puntualmente
segnalato a S.E. e per le quali, purtroppo, non abbiamo avuto
alcun riscontro”. Diversa l’opinione della maggioranza, espressa
su queste stesse colonne dal capogruppo dell’Udc in consiglio,
Mimmo Lione, che ha legato la mancata nomina di un revisore
dell’opposizione alle divisioni nel centrosinistra: “Come
maggioranza -ha dichiarato il centrista- avevamo proposto di
dare un membro alla minoranza, anche per aprire un confronto
serio e intraprendere un cammino su questo problema. Ma pure
stavolta il centrosinistra è stato incapace di trovare unità,
dimostrandosi un’opposizione inconsistente. Ci dispiace molto”.
Parole che Papasso ha definito “obrobriose”.
Domenico Marino |