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Una mostra documentaria che aiuti la comunità cassanese a
discutere e riflettere assieme della sempre più diffusa
immigrazione dai paesi di terzo e quarto mondo. Soprattutto
facendo comprendere il valore aggiunto che culture, tradizioni e
costumi dei migranti possono apportare alla nostra società.
L’hanno messa in cantiere a quattro mani gli studenti del Liceo
cittadino “Raffaele Lombardi Satriani” e i volontari
dell’associazione socio-culturale “Collettivo 26 luglio”.
S’intitolerà “Migranti popolo e culture del mondo” e comincerà
lunedì prossimo nel teatro “Italia” di Corso Garibaldi. In
mattinata ci sarà il taglio ufficiale del nastro alla mostra,
nel pomeriggio un incontro con i migranti, la preparazione del
“cous cous” piatto tipico marocchino e un dibattito sul tema “Il
migrante come risorsa: percorsi alternativi di interazione”.
Alla discussione interverranno rappresentanti de “La Kasbah”,
delle comunità kurda e marocchina cittadine, dei liceali, della
“26 luglio”, il preside Aldo Viola e il sindaco Gianluca Gallo.
In serata gran finale con un concerto da non perdere. Il fitto
cartellone approntato dal gruppo di lavoro prevede una mostra
fotografica, la proiezione di video e soprattutto il diretto
coinvolgimento di alcuni migranti che prepareranno per il
pubblico alcuni piatti tipici delle rispettive terre d’origine:
otto giorni d’iniziative culturali, sociali, culinarie e di
confronto sempre diverse sino al pomeriggio di lunedì 27. La
mostra documentaria sarà curata in collaborazione con
l’associazione multiculturale e multietnica “La Kasbah” di
Cosenza, che da anni lavora per l’integrazione dei migranti e
che da qualche tempo nel capoluogo bruzio ha dato vita alla
“Casa del migrante”. Si tratta di una struttura moderna e
confortevole che ambisce a porsi come alternativa ai Centri
profughi territoriali (Cpt) che gli organizzatori della
manifestazione cassanese hanno definiscono carceri razziali. “La
mostra documentaria -hanno detto gli organizzatori- vuole anche
proporre al Comune di Cassano di aderire al progetto curato da
“La Kasbah”.
Domenico Marino |