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Venerdì 17 Dicembre 2004

Cassano – Conferenza stampa su : Ionio Pulito


Si faranno i numeri di “Jonio pulito” alle 11 di stamattina nelle stanze dell’Ufficio circondariale marittimo di Corigliano, dove la Procura della Repubblica di Castrovillari e le forze dell’ordine coinvolte nell’équipe “Jonio pulito” chiariranno in una conferenza stampa segreti, curiosità e molto altro riguardante il domino di controlli, anali e inevitabili sequestri con cui la Procura del Pollino ha cercato di arginare quello che si è rivelato il grave stato di inquinamento della costa sibarita. Almeno di quella racchiusa nella competenza del Palazzo di giustizia di Castrovillari: da Rocca Imperiale a nord a Sibari nel lembo meridionale. Decine di chilometri di costa baciate dalla natura e schiaffeggiate dall’uomo Il pool inquirente è stato coordinato dal sostituto procuratore Baldo Pisani, mentre l’équipe è stata guidata sul campo dal comandante dell’Ufficio locale marittimo di Trebisacce, Vincenzo Figoli. Assieme alla guardia costiera hanno lavorato tutte le altre forze dell’ordine presenti sul territorio. Impressionante la serie dei sigilli apposti in lungo  e in largo. Un rapido excursus non può né deve dimenticare di partire dalla primavera col sequestro dei depuratori comunali di Villapiana, Roseto Capo Spulico e Francavilla Marittima perché scaricavano acque reflue non perfettamente ripulite. Qualche “problemino” c’è stato pure a Trebisacce. Il 24 maggio la prima bomba ad alto potenziale con i sigilli al canale Stombi  che lega il porto turistico dei Laghi di Sibari, uno dei più importanti del Mediterraneo con oltre 2.400 posti barca. Il sequestro probatorio è stato deciso dal pm Baldo Pisani perché insicuro per i natanti in transito. Poche settimane e l’autorità giudiziaria ha sequestrato le pompe di sollevamento dei Laghi di Sibari e le “porte vinciane” che separano il villaggio dallo Stombi, entrambe considerate scarsamente efficienti. Mercoledì 28 luglio i carabinieri di Sibari hanno sequestrato le fogne di Marina di Sibari perché inefficienti. Ma la vera sorpresa è stata ufficializzata lunedì 2 agosto, quando la Procura ha deciso di sequestrare l’intera lottizzazione Marina di Sibari per l’inquinamento a base di ammonio dell’acqua che esce dai rubinetti delle villette. Giovedì 5 agosto i sigilli del canale “Vena morta” che sfocia a poche decine di metri dal villaggio, con conseguente divieto di balneazione ai suoi lati. Il giorno dopo il sequestro del depuratore dei Laghi di Sibari rei di scaricare acqua troppo clorata. Quindi è stato il turno di qualche altro braccio d’acqua puzzolente, e dei depuratori di un pio di rinomati campeggi dell’area, e di un terreno di circa 1.500 metri quadri prospiciente la spiaggia di Roseto Capo Spulico. E poi molto altro ancora, di cui si parlerà oggi in riva allo Jonio coriglianese. Una catena lunga e soprattutto triste, perché testimonia con dati alla mano e quindi in maniera inoppugnabile che nell’eldorado turistico sibarita sono troppi i volgari sassi spacciati quali pepite d’oro pregiato. È venuta a galla con evidenza la discrepanza tra i sogni di essere poli turistici di serie A e la realtà di troppe carenze strutturali, nonostante le “bandiere blu” che hanno cercato di premiare strutture che non lo meritavano. Troppo lungo, intenso e importante l’elenco dei sequestri per non costringere tutti, ma anzitutto i Comuni, a una profonda riflessione su quanto doveva essere fatto e invece non è stato fatto. Poco importa se per incapacità, trascuratezza o volontà criminale.

 Domenico Marino

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