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È spuntata addirittura la salmonella dalle acque sibarite. A
marzo è stata trovata nel canale Vena morta, uno dei tanti
sequestrati dall’inchiesta “Jonio pulito - Fase 1”, scattata il
1 dicembre 2003 da una “Annotazione di polizia giudiziaria”
dell’Ufficio locale marittimo di Trebisacce. Le cifre
dell’inchiesta parlano di 8 Comuni coinvolti: i costieri da
Rocca Imperiale a Cassano, e Francavilla; 60 chilometri di
litorale e 20 corsi d’acqua monitorati; 110 prelievi e
altrettanti esami chimico-batteriologici effettuati; 2.200
parametri tabellari analizzati; 16 depuratori comunali e 3
privati ispezionati; 7 depuratori pubblici e 1 privato
sequestrati; 1 stazione di sollevamento sequestrata; 2 canali di
scolo sequestrati; 6 discariche abusive sequestrate; 5 persone
deferite; 10 verbali amministrativi elevati per un totale di
100.000 euro. Il 50% dei corpi idrici superficiali (fiumi
torrenti e canali) della Sibaritide è giudicato sufficiente, il
40% scadente, il 10% pessimo. E non è finita, perché la fase 2 è
già attiva. Riguarderà l’entroterra e molto altro: “Ora -ha
detto il pm Baldo Pisani- che abbiamo monitorato il fenomeno,
verificheremo quanto sarà fatto dalle amministrazioni per poi
accertare le responsabilità da attribuire a chi continua a
negare l’inquinamento”. Ieri è stato ricordato l’episodio di
un’automobile dei vigili urbani che a Trebisacce frenato il
controllo investigativo a un impianto. Per tutti i depuratori
sequestrati è stato nominato un consulente tecnico d’ufficio (ctu):
il prof Giorgio Liguori e il dr. Antonio Arnese della II
Università di Napoli, l’ing. Alfonso Vulcano. L’équipe “Jonio
pulito” ha coinvolto una lunga serie di militari. Tra i tanti,
Angelo Stella, Rosario Lanza, Giuseppe Pinelli, Vincenzo Lo
Presti, Agostino Stante, Angelo Cillo, Vito di Paola, Michele Di
Maggio. Era nel pool il tenente di vascello Antonio Prencipe che
solo poche settimane fa ha ceduto il comando del Circomare di
Corigliano a Chirico. “Ci auguriamo -ha chiuso il procuratore
Rizzo- che gli organi competenti intervengano per un mare
pulito. Mentre l’iter penale avrà comunque il suo corso”.
Domenico Marino |