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Domenica 19 Dicembre 2004

Cassano – Giornata antiusura 2004


Nove anni di ascolto, aiuto e se possibile... sostegno a chi ne ha avuto bisogno, e soprattutto ha trovato il coraggio per chiederlo. Dal 1996 la Fondazione antiusura “San Matteo apostolo” della Diocesi di Cassano, la prima realtà del genere sorta in Calabria per offrire alle migliaia di vittime dell’usura una mano per cercare di sfuggire al cappio mortale degli strozzini. La Fondazione ha organizzato per oggi la tradizionale “Giornata di solidarietà antiusura” finalizzata a raccogliere fondi da destinare all’aiuto delle potenziali vittime dei cravattari. Chiunque intende sostenere l’iniziativa può farlo versando danaro su uno dei diversi conti correnti postali appartenenti alla “San Matteo”, che servono a tenere in vita il cosiddetto fondo di solidarietà. La Fondazioni antiusura calabresi, infatti, possono contare su una cassa a due facce: un fondo di prevenzione che assieme alle banche gestisce danaro messo a disposizione dallo Stato; e un fondo di solidarietà che si basa esclusivamente sulle offerte delle istituzioni territoriali (Comuni, Province, Regione e altri Enti locali) e serve a fronteggiare i casi più difficili, per i quali non è possibile bussare alle porte degli Istituti di credito. Magari perché la vittima dell’usura non possiede i requisiti minimi richiesti per avviare la procedura sulla quale poi sarebbe chiamata a supervisionare la Fondazione con il fondo di prevenzione. Un paio di anni addietro la Conferenza episcopale calabra, allora presieduta dall’arcivescovo di Catanzaro-Squillace Antonio Cantisani, ha deciso di mettere in piedi un coordinamento tra le sei cellule antiusura all’epoca operative sul territorio regionale: “San Matteo” di Cassano, “Santa Maria del Soccorso” a Catanzaro, “Zaccheo” a Crotone, “Monsignor Vittorio Moietta” a Lamezia Terme, “Santi Medici Cosma e Damiano” nella Diocesi di Locri-Gerace, la Fondazione dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano. Alla guida del direttorio è stato chiamato il presidente della cellula cassanese, don Attilio Foscaldi. Che sin dall’insediamento ha indicato in “solidarietà, sobrietà e debito responsabile gli obiettivi principali per debellare il terribile cancro che è l’usura”. Il sacerdote ha sempre rivolto un appello di aiuto alle istituzioni. Non a caso per organizzare la giornata di oggi ha inviato lettere ad hoc ai sindaci dei 35 Comuni del perimetro diocesano, ai sacerdoti e alle varie comunità della Diocesi, ai direttori degli istituti di credito distribuiti come la Chiesa cassanese tra Sibaritide e Pollino. A tutti, tra l’altro, ha scritto: “Il contributo alla Fondazione è destinato ad aiutare le persone in difficoltà, prevenendone la caduta nelle maglie degli strozzini. Sostenere la nostra iniziativa, con un gesto nobile, può significare la salvezza per tanti fratelli in difficoltà economiche che possono essere dettate dalle più  svariate disavventure del quotidiano”. Dal 96 ad oggi la “San Matteo” ha ascoltato 1.000 racconti di vittime dell’usura (663 uomini, 337 donne) dando parere negativo a 133 e positivo a 867. Diversi i numeri delle banche, che hanno rifiutato 249 casi, accogliendone 514 e sospendendone 42. Mentre 62 hanno rinunciato. In totale sono state archiviate 444 pratiche, accolte 514, sospese 42. Nel ’94 135 ascolti: 4 pareri negativi e 131 positivi della Fondazione; le banche hanno detto no a 26 e sì a 59. Interessante la divisione per professione della vittima nei 500 casi dal 2001: 3 agenti di commercio, 1 agente immobiliare, 20 agricoltori, 48 artigiani, 5 autisti, 13 casalinghe, 103 commercianti, 21 disoccupati, 33 imprenditori, 160 dipendenti, 18 professionisti, 26 operai, 44 pensionati, 5 ristoratori.

 Domenico Marino

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