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“Spustata antinna ca suttu ci simi nui”. È stretto dialetto
sibarita e significa “Spostate l’antenna perché sotto ci siamo
noi”. L’hanno scritta i famosi “Ragazzi dell’antenna” in una
lettera di auguri inviata a sindaco e presidente del consiglio
comunale, agli assessori (Renne, Colonna, Bruno, De Rose, Di
Vincenzo, Gioia), ai capigruppo consigliari (Lione, Atene,
Adduci, Petrosino, Peruzzi, Papasso, Caruso), e per conoscenza
al direttore generale del Comune. L’hanno voluta in dialetto
visto che quelle scritte finora in italiano, durante sei mesi,
sono rimaste senza risposta. “Sindaco e amministratori -attacca
la missiva ricordando la creazione del mondo da parte di Dio in
sei giorni col settimo di riposo- siamo ormai al settimo mese
dalla nostra richiesta per lo spostamento dell’antenna ma state
ancora riposando. Non vi scomodate troppo, fate passare mesi e
mesi, state tranquilli e comodi tanto c’è tempo. Anzi,
prendetevi una vacanza per andare in montagna e aspettate che
l’antenna vada in funzione, tanto l’ha sotto ci siamo noi, le
nostre scuole. Vi dovreste vergognare di non dare riposta
all’appello di 300 ragazzi” La lingua della missiva, oltre ai
sarcastici auguri di “buon Natale e felice anno nuovo”, batte
sempre sullo stesso dente: quel funghetto tecnologico che da
mesi campeggia su un’abitazione privata di via Plutarco, nel
centro abitato di Sibari, a poca distanza da una scuola Media e
due asili. I ragazzi, e anche i cittadini della zona sono
impauriti dalle conseguenze che l’impianto potrebbe avere sulla
salute pubblica, e quindi chiedono che non entri mai in
funzione. Ma il colosso delle videotelefonia proprietaria
dell’antenna non vuole sentirne parlare e assicura che non fa
assolutamente male. Con lei s’è comprensibilmente schierato il
proprietario della palazzina che accoglie l’impianto. Dal Comune
rispondono che la pratica rispetta le leggi e quindi non è
possibile negarle il via libera. Ragazzi e cittadini, però,
insistono sul no all’impianto. Anche perché in campagna
elettorale più di un esponente politico ha promesso la soluzione
della querelle. Inevitabili, quindi, che oggi la gente di Sibari
gli chieda il conto. Intanto, la Procura di Castrovillari ha
sequestrato in via cautelativa l’impianto. I “Ragazzi
dell’antenna” citano infine la campagna nazionale contro le
leucemie, coi 15.000 nuovi casi che ogni anno si affiancano ai
45.000 esistenti. E chiudono: “Ci dia una speranza di sollievo,
carissimo sindaco, ci aiuti a portare il sorriso sulle nostre
labbra, apra le porte a una Cassano migliore fatta di speranza e
civiltà. Faccia togliere quell’antenna che è vicina alle nostre
scuole. Ci salvi da ogni male”.
Domenico Marino |