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Giovedì 23 Dicembre 2004

Cassano – Giudice di Pace a Cassano


Dieci anni di giustizia civile e penale al servizio della gente di Cassano, Civita, Frascineto. È dal 1994 che gli uffici cittadini del Giudice di pace accolgono ogni giorno (dal lunedì al venerdì) centinaia di cittadini, avvocati, accusati e accusatori. Soppresse definitivamente le vecchie Preture, sulle loro larghe spalle sono finite quasi tutte le competenze dei pretori, e altre ancora, sia di carattere civile che penale. Per quanto riguarda quest’ultimo ambito, a esempio, spetta a loro decidere su tutti i reati che non comportano la reclusione quale eventuale condanna. Nelle cause che riguardano gli incidenti, invece, spetta a loro decidere sulle cause il cui contendere non superi i 30 milioni di vecchie lire. Un massimale che scende a 5 (di beni mobili) quando invece si parla di procedimenti aperti per altre ragioni. Ad amministrare la giustizia nel palazzone cittadino sono i giudici Pietro Bavasso e Carmela, Patricia Filardi. Bavasso, giunto alla carica di Giudice di pace dopo venti anni di dirigenza aziendale e quindici di avvocatura, è di ruolo in città sin dal primo vagito dell’ufficio sistemato a metà strada tra Lauropoli e Cassano centro. Che ufficialmente è entrato a regime il 2 maggio del 1995, anche se i portoni erano stati aperti già il 1 novembre ’94. La sua collega Filardi, invece, è giunta in città solo da un anno e mezzo. Con loro collabora un team di uffici, coordinato dal cancelliere dirigente Leonardo Galizia, e composto da Emilia Falcone, Giulia Caruso, Leonardo Praino, Pietro Altieri e Salvatore Salmena: 1 cancelliere dirigente, 1 assistente, 2 dipendenti di 4° livello, 2 commessi. Il fascicolo più cospicuo contiene le cause originate da ricorsi contro sanzioni amministrative, contro gli enti locali e da vertenze condominiali. Per quanto riguarda la Circoscrizione cassanese abbondano i procedimenti generati da sinistri stradali, anzitutto grazie all’asfalto maledetto delle Statali 106 Ionica e 534. Nei dodici mesi del 2004 per quanto riguarda l’ambito civile l’ufficio ha iscritto a ruolo 1.000 cause, vergato 120 decreti ingiuntivi, emesso 700 sentenze. Per il penale sono stati contati 100 processi e 30 sentenze. “Trattiamo il penale da un paio di anni -commenta Bavasso- ma ancora non riusciamo a entrare a pieno regime per una serie di lentezze nel passaggio delle competenze dai Tribunali”. Comunque, tira somme assolutamente positive per questi dieci anni d’attività dei Giudici di pace in generale, e per la Circoscrizione di Cassano nello specifico. “Risolviamo parecchi problemi sia ai giudici togati che agli avvocati. I quali, tuttavia, ci hanno sempre guardato con... sospetto”. Pietro Bavasso non si sbilancia quando il cronista gli chiede la causa più difficile e/o curiosa di questi 10 anni. Epperò aggiunge: “Siamo ormai radicati nel territorio e nella mentalità collettiva ma la denominazione Giudice di pace crea qualche equivoco nella gente. Non sono pochi i casi di cittadini che si rivolgono ai nostri uffici cercando una soluzione informale dei problemi più vari. Molti, a esempio, lamentano a noi controversie col Comune o altre istituzioni. Certi episodi testimoniano anche una preoccupante distanza tra i Palazzi e la gente”. In chiusura, il giudice dice la sua sulla sezione staccata del Tribunale di Castrovillari, che qualche anno addietro molti avrebbero visto benissimo a Cassano, proprio in questo stabile. Soprattutto perché il Cassanese offre al Palazzo di giustizia del Pollino quasi il 60% del suo “lavoro”: “Non la ritengo una realizzazione fondamentale, a dire il vero. Sarebbe molto utile, invece, aumentare le competenze dei nostri uffici, sia nelle materie da trattare che nel loro valore. Per la nostra sede, in particolare, non farebbe male incrementare l’organico. Ci aiuterebbe a essere molto più celeri nell’iter delle pratiche e non costringerebbe i dipendenti attuali a straordinari non previsti”

 Domenico Marino

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