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Dieci anni di giustizia civile e penale al servizio della gente
di Cassano, Civita, Frascineto. È dal 1994 che gli uffici
cittadini del Giudice di pace accolgono ogni giorno (dal lunedì
al venerdì) centinaia di cittadini, avvocati, accusati e
accusatori. Soppresse definitivamente le vecchie Preture, sulle
loro larghe spalle sono finite quasi tutte le competenze dei
pretori, e altre ancora, sia di carattere civile che penale. Per
quanto riguarda quest’ultimo ambito, a esempio, spetta a loro
decidere su tutti i reati che non comportano la reclusione quale
eventuale condanna. Nelle cause che riguardano gli incidenti,
invece, spetta a loro decidere sulle cause il cui contendere non
superi i 30 milioni di vecchie lire. Un massimale che scende a 5
(di beni mobili) quando invece si parla di procedimenti aperti
per altre ragioni. Ad amministrare la giustizia nel palazzone
cittadino sono i giudici Pietro Bavasso e Carmela, Patricia
Filardi. Bavasso, giunto alla carica di Giudice di pace dopo
venti anni di dirigenza aziendale e quindici di avvocatura, è di
ruolo in città sin dal primo vagito dell’ufficio sistemato a
metà strada tra Lauropoli e Cassano centro. Che ufficialmente è
entrato a regime il 2 maggio del 1995, anche se i portoni erano
stati aperti già il 1 novembre ’94. La sua collega Filardi,
invece, è giunta in città solo da un anno e mezzo. Con loro
collabora un team di uffici, coordinato dal cancelliere
dirigente Leonardo Galizia, e composto da Emilia Falcone, Giulia
Caruso, Leonardo Praino, Pietro Altieri e Salvatore Salmena: 1
cancelliere dirigente, 1 assistente, 2 dipendenti di 4° livello,
2 commessi. Il fascicolo più cospicuo contiene le cause
originate da ricorsi contro sanzioni amministrative, contro gli
enti locali e da vertenze condominiali. Per quanto riguarda la
Circoscrizione cassanese abbondano i procedimenti generati da
sinistri stradali, anzitutto grazie all’asfalto maledetto delle
Statali 106 Ionica e 534. Nei dodici mesi del 2004 per quanto
riguarda l’ambito civile l’ufficio ha iscritto a ruolo 1.000
cause, vergato 120 decreti ingiuntivi, emesso 700 sentenze. Per
il penale sono stati contati 100 processi e 30 sentenze.
“Trattiamo il penale da un paio di anni -commenta Bavasso- ma
ancora non riusciamo a entrare a pieno regime per una serie di
lentezze nel passaggio delle competenze dai Tribunali”.
Comunque, tira somme assolutamente positive per questi dieci
anni d’attività dei Giudici di pace in generale, e per la
Circoscrizione di Cassano nello specifico. “Risolviamo parecchi
problemi sia ai giudici togati che agli avvocati. I quali,
tuttavia, ci hanno sempre guardato con... sospetto”. Pietro
Bavasso non si sbilancia quando il cronista gli chiede la causa
più difficile e/o curiosa di questi 10 anni. Epperò aggiunge:
“Siamo ormai radicati nel territorio e nella mentalità
collettiva ma la denominazione Giudice di pace crea qualche
equivoco nella gente. Non sono pochi i casi di cittadini che si
rivolgono ai nostri uffici cercando una soluzione informale dei
problemi più vari. Molti, a esempio, lamentano a noi
controversie col Comune o altre istituzioni. Certi episodi
testimoniano anche una preoccupante distanza tra i Palazzi e la
gente”. In chiusura, il giudice dice la sua sulla sezione
staccata del Tribunale di Castrovillari, che qualche anno
addietro molti avrebbero visto benissimo a Cassano, proprio in
questo stabile. Soprattutto perché il Cassanese offre al Palazzo
di giustizia del Pollino quasi il 60% del suo “lavoro”: “Non la
ritengo una realizzazione fondamentale, a dire il vero. Sarebbe
molto utile, invece, aumentare le competenze dei nostri uffici,
sia nelle materie da trattare che nel loro valore. Per la nostra
sede, in particolare, non farebbe male incrementare l’organico.
Ci aiuterebbe a essere molto più celeri nell’iter delle pratiche
e non costringerebbe i dipendenti attuali a straordinari non
previsti”
Domenico Marino |