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È ancora tutta da giocare la partita “Jonio pulito”. Un
fascicolo investigativo coordinato dalla Procura della
Repubblica di Castrovillari con in testa il giovane sostituto
procuratore Baldo Pisani, e condotto sul campo da una task force
che ha riunito tutte le forze dell’ordine attive sul territorio
(guardia costiera, carabinieri e guardia di finanza) sotto la
guida del comandante dell’Ufficio locale marittimo di Trebisacce
Vincenzo Figoli. Il gruppo ha potuto contare anche su un
velivolo della guardia costiera di Catania dotato di
un’impeccabile apparecchiatura fotografica all’infrarosso. Un
pool investigativo di prima qualità, che in primavera ed estate
ha setacciato palmo a palmo i 60 chilometri di costa sibarita
racchiusi nella giurisdizione della Procura castrovillarese (da
Rocca Imperiale a Sibari) facendo scattare decine di sequestri,
denunce, verbali e molto altro. Ha interessato i 7 Comuni
litoranei (Rocca Imperiale, Montegiordano, Roseto Capo Spulico,
Amendolara, Trebisacce, Villapiana, Cassano) e Francavilla
Marittima che sbocco al mare non ne ha, ma è a due passi dalla
spiaggia. Ma non è assolutamente finita, come d’altronde hanno
ribadito il procuratore capo di Castrovillari, Agostino Rizzo,
Pisani e Figoli nella conferenza stampa che nei giorni scorsi ha
snocciolato i dati della prima fase dell’inchiesta: “La fase due
-ha chiarito il pm Baldo Pisani- sarà senza soluzione di
continuità con la prima. “Jonio pulito” è ancora in corso. Ora
che abbiamo monitorato il fenomeno verificheremo quanto sarà
fatto dalle amministrazioni competenti per poi passare
all’accertamento delle responsabilità da attribuire a quanti
continuano a negare il fenomeno inquinamento”. Per fare partire
questo percorso si attendono le perizie sugli impianti elaborate
dai consulenti tecnici incaricati dalla magistratura. In base a
quanto filtrato dagli ambienti investigativi, la guardia di
finanza di Castrovillari, agli ordini del tenente Renato
Sommella, avrebbe già avviato controlli sugli impianti dei
comuni dell’entroterra: da Castrovillari a Frascineto, da
Saracena a Morano a tutti gli altri. Come già successo sul
litorale, non sarà trascurato nulla. Scatteranno subito dopo le
feste, invece, le verifiche su altre possibili fonti di
inquinamento già individuate. “Non lasceremo niente al caso
-precisa Capo Figoli- sino a quando gli impianti saranno davvero
in regola. Il nostro unico obiettivo è vedere il nostro Jonio
finalmente e davvero pulito. Fino all’estate ci sarà molto da
lavorare. Ed è molto probabile che si vada anche oltre la
stagione balneare 2005”. Questi controlli della task force
sottolineano che l’attenzione pro-ambiente della Procura non è
limitata all’estate ma è viva tutto l’anno. È stata davvero
inquietante la fotografia dello stato di salute dello Jonio
sibarita chiarita nella conferenza stampa ospitata dall’Ufficio
circondariale marittimo di Corigliano. Il 50% di fiumi, torrenti
e canali sibariti è stato giudicato appena sufficiente; il 40%
scadente; il 10% addirittura pessimo. Per capire di più, basta
leggere cosa il decreto legislativo 152/99 definisce coi tre
termini. SUFFICIENTE: “I valori mostrano segni di alterazione
derivanti dall’attività umana e sono sensibilmente più
disturbati che nella condizione di buono stato”. SCADENTE: “Si
rilevano alterazioni considerevoli della qualità biologica, e le
comunità biologiche interessate si discostano sostanzialmente da
quelle di norma associate al tipo di corpo idrico superficiale
inalterato”. PESSIMO: “La qualità biologica presenta alterazioni
gravi e mancano ampie porzioni delle comunità biologiche di
norma associate al tipo di corpo idrico superficiale inalterato.
La presenza di microinquinanti, di sintesi e non di sintesi, è
in concentrazioni tali da causare gravi effetti a breve e lungo
termine sulle comunità biologiche”.
Domenico Marino |