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Giovedì 30 Dicembre 2004

Cassano – Marina di Sibari, progetto per la ristrutturazione dell’impianto di potalizzazione


Un sogno che si avvera, o almeno così si spera: Marina di Sibari avrà finalmente l’acqua potabile. Dai rubinetti delle sue 2.500 villette presto dovrebbe sgorgare acqua buona per bere, cucinare, lavare i denti e tutto il resto. Non come successo finora, che praticamente non era buona per nulla. L’ottima notizia è offerta dal via libera della giunta comunale al progetto preliminare per la ristrutturazione funzionale dell’impianto di potabilizzazione che esiste nel villaggio. L’elaborato è stato curato dall’ingegnere Mario Oriolo e prevede una spesa complessiva di 400 mila euro, coperti attraverso fondi concessi dal ministero dell’Interno che li ha racimolati grazie ai proventi delle case da gioco di Campione d’Italia. Una partita di danaro che rientra nel Fondo nazionale per gli investimenti. L’intervento sarà diviso in due mega lotti da 200 mila euro l’uno. L’Ufficio stampa municipale informa che attraverso la prefettura di Cosenza il sindaco Gianluca Gallo ha già trasmesso la richiesta del finanziamento del 70% dell’opera al dipartimento per gli Affari interni e Territoriali del Viminale. La realizzazione ha potuto beneficiare di questo canale privilegiato dal punto di vista finanziario poiché si tratta di un’opera pubblica di preminente interesse sociale ed economico per la collettività. Il primo cittadino ha perorato la causa, tra l’altro, ricordando che l’impianto gestisce il popoloso villaggio turistico Marina di Sibari, che ogni estate è affollato da decine di migliaia di vacanzieri i quali non riescono proprio a credere che un insediamento balneare di quelle dimensioni e importanza non può ancora beneficiare dell’acqua potabile. “Un particolare -ha sottolineato il sindaco di Cassano al ministero dell’Interno- che arriva a provocare il rifiuto del pagamento dei canoni e delle relative tariffe da parte degli utenti. Anche per queste regioni l’investimento è assolutamente necessario e inderogabile per normalizzare la qualità dell’acqua erogata”. A sostegno della richiesta di finanziamento del Municipio sibarita c’è stata anche la voragine finanziaria (oltre 20 milioni di euro) che affligge le sue casse, impedendo nei fatti di programmare e soprattutto finanziare interventi di tale portata. Proprio l’inquinamento dell’acqua che sgorgava dai rubinetti delle case, la scorsa estate, ha provocato il sequestro dell’intera lottizzazione da parte della Procura della Repubblica di Castrovillari. Le analisi dell’Arpacal hanno appurato una presenza di ammonio da fare impallidire: 8,6 milligrammi per litro mentre la legge ferma la quantità massima a 0,5. In base a queste cifre l’acqua di Marina di Sibari non poteva essere utilizzata per nessuno scopo umano: doccia e altre pulizie personali, lavaggio di stoviglie e molto altro. Ecco perché il 2 agosto il sostituto procuratore Baldo Pisani, d’intesa con il procuratore capo Agostino Rizzo, ha deciso il sequestro probatorio del villaggio (che comunque è rimasto aperto al popolo delle vacanze), notificandolo alle società lottizzatrici madri di Marina di Sibari (Sifin, Intersibari e Isb), da decenni protagoniste di un annoso contenzioso con il Comune di Cassano per quanto riguarda proprietà e responsabilità sulle opere d’urbanizzazione di Marina di Sibari. I loro rispettivi rappresentanti legali sono finiti nel registro degli indagati. Il 18 agosto la lottizzazione è stata dissequestrata e restituita alle società perché vi eseguissero i lavori necessari a rendere potabile l’acqua. Siccome non sono intervenute entro il termine previsto, il 2 ottobre il magistrato ha rispolverato i vecchi sigilli.

 Domenico Marino

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