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Un sogno che si avvera, o almeno così si spera: Marina di Sibari
avrà finalmente l’acqua potabile. Dai rubinetti delle sue 2.500
villette presto dovrebbe sgorgare acqua buona per bere,
cucinare, lavare i denti e tutto il resto. Non come successo
finora, che praticamente non era buona per nulla. L’ottima
notizia è offerta dal via libera della giunta comunale al
progetto preliminare per la ristrutturazione funzionale
dell’impianto di potabilizzazione che esiste nel villaggio.
L’elaborato è stato curato dall’ingegnere Mario Oriolo e prevede
una spesa complessiva di 400 mila euro, coperti attraverso fondi
concessi dal ministero dell’Interno che li ha racimolati grazie
ai proventi delle case da gioco di Campione d’Italia. Una
partita di danaro che rientra nel Fondo nazionale per gli
investimenti. L’intervento sarà diviso in due mega lotti da 200
mila euro l’uno. L’Ufficio stampa municipale informa che
attraverso la prefettura di Cosenza il sindaco Gianluca Gallo ha
già trasmesso la richiesta del finanziamento del 70% dell’opera
al dipartimento per gli Affari interni e Territoriali del
Viminale. La realizzazione ha potuto beneficiare di questo
canale privilegiato dal punto di vista finanziario poiché si
tratta di un’opera pubblica di preminente interesse sociale ed
economico per la collettività. Il primo cittadino ha perorato la
causa, tra l’altro, ricordando che l’impianto gestisce il
popoloso villaggio turistico Marina di Sibari, che ogni estate è
affollato da decine di migliaia di vacanzieri i quali non
riescono proprio a credere che un insediamento balneare di
quelle dimensioni e importanza non può ancora beneficiare
dell’acqua potabile. “Un particolare -ha sottolineato il sindaco
di Cassano al ministero dell’Interno- che arriva a provocare il
rifiuto del pagamento dei canoni e delle relative tariffe da
parte degli utenti. Anche per queste regioni l’investimento è
assolutamente necessario e inderogabile per normalizzare la
qualità dell’acqua erogata”. A sostegno della richiesta di
finanziamento del Municipio sibarita c’è stata anche la voragine
finanziaria (oltre 20 milioni di euro) che affligge le sue
casse, impedendo nei fatti di programmare e soprattutto
finanziare interventi di tale portata. Proprio l’inquinamento
dell’acqua che sgorgava dai rubinetti delle case, la scorsa
estate, ha provocato il sequestro dell’intera lottizzazione da
parte della Procura della Repubblica di Castrovillari. Le
analisi dell’Arpacal hanno appurato una presenza di ammonio da
fare impallidire: 8,6 milligrammi per litro mentre la legge
ferma la quantità massima a 0,5. In base a queste cifre l’acqua
di Marina di Sibari non poteva essere utilizzata per nessuno
scopo umano: doccia e altre pulizie personali, lavaggio di
stoviglie e molto altro. Ecco perché il 2 agosto il sostituto
procuratore Baldo Pisani, d’intesa con il procuratore capo
Agostino Rizzo, ha deciso il sequestro probatorio del villaggio
(che comunque è rimasto aperto al popolo delle vacanze),
notificandolo alle società lottizzatrici madri di Marina di
Sibari (Sifin, Intersibari e Isb), da decenni protagoniste di un
annoso contenzioso con il Comune di Cassano per quanto riguarda
proprietà e responsabilità sulle opere d’urbanizzazione di
Marina di Sibari. I loro rispettivi rappresentanti legali sono
finiti nel registro degli indagati. Il 18 agosto la
lottizzazione è stata dissequestrata e restituita alle società
perché vi eseguissero i lavori necessari a rendere potabile
l’acqua. Siccome non sono intervenute entro il termine previsto,
il 2 ottobre il magistrato ha rispolverato i vecchi sigilli.
Domenico Marino |