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“Con
un intervento di questo genere si legittimano i privati a non
intervenire più su Marina di Sibari, rinforzando la loro
convinzione di non avere responsabilità sulla rete idrica del
villaggio. A mio avviso si pone un problema giuridico vero e
proprio”. Il sindaco di ieri, Roberto Senise, commenta con
scetticismo l’iter avviato dall’amministrazione comunale per
intervenire sul potabilizzatore di Marina di Sibari. La giunta
municipale ha deciso il via libera a un progetto preliminare
elaborato dall’ingegnere Mario Oriolo per un ammontare
complessivo di 400 mila euro, organizzati in due lotti da 200
mila ciascuno. Il primo cittadino Gianluca Gallo, dal canto suo,
tramite la prefettura di Cosenza ha inviato la richiesta del
finanziamento del 70% dell’opera al dipartimento per gli Affari
interni e Territoriali del ministero dell’Interno. “Se
interviene il pubblico a Marina di Sibari -aggiunge Senise-
significa che il potabilizzatore è pubblico. E invece anche
questo impianto assieme alla rete fognaria, alla raccolta delle
acque bianche e alla rete idrica è materia del contendere nella
querelle anche giudiziaria che da decenni mette di fronte il
Comune e tre società lottizzatrici per quanto riguarda la
proprietà e quindi responsabilità delle opere di urbanizzazione
della mega lottizzazione turistica. Se fossi ancora
amministratore di questo Comune mi sarei guardato molto bene da
lavorare sul villaggio con danaro pubblico. Perché si corre il
serio rischio di creare un’arma a doppio taglio che potrebbe
essere utilizzata nei prossimi passaggi giudiziari. Per carità
-precisa l’ex sindaco- apprezziamo l’iniziativa del Viminale
finalizzata ad aiutare Cassano in un ambito assai delicato e
bisognoso di interventi. Ma i veri problemi di questa comunità
sono altri. A cominciare dalla sua drammatica situazione
finanziaria”. L’esponente di Forza Italia, comunque, mantiene un
giudizio assolutamente negativo sull’intransigenza mostrata
finora dai lottizzatori sul caso. Dopodiché fa qualche conto
nelle tasche comunali, aggiungendo che dall’ormai lontano 1992
il Municipio di via Giovanni Amendola spende circa 500 milioni
di vecchie lire per interventi tampone su Marina di Sibari.
Cifre che in dodici anni hanno fatto lievitare il totale a circa
sei miliardi del vecchio conio. “Denaro che avrebbero dovuto
sborsare i privati, i quali si sono arricchiti costruendo altre
realtà turistiche sul nostro territorio”. Quindi, l’ex sindaco
cambia registro sollevando qualche gustoso interrogativo diretto
al suo successore Gianluca Gallo. “Chiedo al primo cittadino se
vuole lasciare impunite le illegalità, gli abusi e le
corresponsabilità a vari livelli su quanto perpetrato nei
decenni ai danni di Marina di Sibari. Oppure se intende
sollecitare la Procura della Repubblica di Castrovillari ad
approfondire i risultati garantiti dall’approfondita relazione
commissionata dalla mia amministrazione a uno studio legale?”.
Su questa scia, Senise incalza Gallo domandandogli di chiarire
perché ha cambiato la consulenza legale comunale nonostante i
professionisti che l’avevano seguita sino al suo arrivo avevano
garantito una serie di successi? “Perché ha nominato l’assessore
regionale Raffaele Mirigliani per la difesa del Comune dinanzi
al Consiglio di Stato che doveva decidere circa il ricorso dei
lottizzatori? I quali, tra l’altro, hanno pure vinto la causa.
Perché non ha scelto professionisti locali? La gente di Cassano
deve cominciare a riflettere bene su certe decisioni”.
Domenico Marino |