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Sabato 18 Dicembre 2004

Cassano – Un valido aiuto per le vittime degli strozzini


Della Sibaritide e della sua gente, a volte, si raccontano cose terribili. La mafia, che pure c’è, copre col suo nero velo di morte fantasia, impegno, intelligenza. Da qualche anno un affilato coltello cerca di squarciare silenzi e paura. È la Fondazione antiusura “San Matteo Apostolo”, diretta dal sacerdote don Attilio Foscaldi, direttore della Caritas diocesana cassanese. Un gruppo di uomini e donne, volontari animati da fede cristiana e umana buona volontà, che si batte contro la piaga dei cravattari di casa e cosa nostra. Il racconto inizia il 7 marzo 1996. Davanti ad un notaio, si consuma il momento più importante: auspice il vescovo del tempo, monsignor Andrea Mugione, nasce la Fondazione antiusura “San Matteo Apostolo”. Don Foscaldi ne assume la guida. Un pool di istituti bancari accetta di collaborare alla riuscita dell’impresa: Banca Intesa, Banca Carime, le Banche di credito cooperativo della Sibaritide e quelle di  Albidona e Tarsia. Dopo sette anni di frenetico attivismo, parlano i numeri della fondazione. <<Attualmente – spiega don Attilio – la “San Matteo apostolo” opera sull’intero territorio regionale, offrendo garanzia con i fondi di prevenzione e solidarietà. Esaminiamo ogni anno almeno 150 richieste, e quasi sempre si tratta di casi drammatici>>. Avanti con le cifre. <<Nei primi dieci mesi del 2004 – sottolinea il sacerdote cassanese, nell’aprile 2002 chiamato a far parte del Consiglio direttivo nazionale delle Fondazioni antiusura – abbiamo ascoltato 135 persone: per lo più commercianti e  lavoratori dipendenti, ma anche pensionati, artigiani e disoccupati, residenti in provincia di Cosenza. Tra i centri maggiormente interessati dal fenomeno, Cassano, Castrovillari, Corigliano>>. Come è andata? <<4 – precisa don Foscaldi – sono stati i pareri negativi rilasciati dalla stessa fondazione, poiché i soggetti richiedenti non possedevano i requisiti di legge. 131 sono state invece le pratiche presentate con nostra garanzia presso le banche convenzionate. Di esse 59 sono andate a buon fine>>.  Tradotto in soldini, fa più di un miliardo delle vecchie lire. Sottratte agli strozzini e restituite a professionisti, imprenditori, casalinghe, famiglie. Una speranza in più, per un lembo di Calabria che sembrava aver smesso di sperare.

Gianpaolo Iacobini

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