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Palazzina di via Bruno: ancora senza un tetto le famiglie
sgombrate. Intanto proseguono le indagini: domani,
probabilmente, la nomina dei periti. Passeranno il Natale ed il
capodanno lontano dalle proprie abitazioni. La speranza è di
tornare a sedere davanti al focolare domestico in tempo per
festeggiare la Pasqua. Loro sono gli inquilini della palazzina
di via Francesco Bruno, lo stabile di tre piani reso pericolante
dall’esplosione seguita ad una fuga di gas. Correva il 24
novembre 2004: quel giorno, in un appartamento al terzo piano
dell’edificio, un botto squarcia la tranquilla monotonia
quotidiana. La scintilla d’una lampadina fa da detonatore per
l’aria impregnata del gas fuoriuscito, si ipotizza, da una
stufa. Non si registrano feriti, ma gravi danni materiali: lo
scoppio determina la lesione delle strutture del fabbricato,
cagionando il distacco del solaio dalla muratura portante e lo
spanciamento di parte del muro perimetrale. La zona circostante
viene recintata ed interdetta al transito, per ovvi motivi di
sicurezza ed incolumità pubblica. Sull’accaduto, decretato il
sequestro della palazzina per esigenze probatorie, la Procura
della Procura della Repubblica presso il Tribunale di
Castrovillari apre un’inchiesta. Nel frattempo, sulla scorta
delle relazioni dei Vigili del Fuoco e dei tecnici del Genio
Civile, il sindaco di Cassano, Gianluca Gallo, emana
un’ordinanza di sgombero dell’edificio. I cui inquilini, per lo
più anziani, rifiutano sistemazioni d’emergenza e trovano
accoglienza da parenti ed amici. Quattro settimane dopo,
sono ancora lì. Nei giorni scorsi, in delegazione, hanno
incontrato il primo cittadino, per discutere della vicenda che
li vede sfortunati protagonisti. A Gallo i senza casa di via
Bruno hanno chiesto d’attivarsi per abbreviare i tempi della
loro sofferenza. Hanno cortesemente declinato l’invito, avanzato
dal sindaco, a trasferirsi temporaneamente in alcune villette di
Marina di Sibari, offerte dall’amministrazione comunale. Al
contempo, hanno formalizzato la disponibilità a provvedere,
tutti insieme, alla copertura finanziaria delle spese necessarie
al ripristino dell’abitabilità della palazzina, rinviando
all’esito dell’inchiesta l’esperimento delle eventuali azioni di
tutela dei propri legittimi diritti. L’incontro s’è chiuso con
l’impegno del primo cittadino di sollecitare la Procura di
Castrovillari a svolgere tempestivamente le operazioni al cui
compimento è legato il permanere del sequestro giudiziario
dell’edificio. Domani, intanto, il pubblico ministero Sandro
Cutrignelli, titolare dell’inchiesta, dovrebbe procedere alla
nomina dei periti incaricati di individuare cause e dinamica
degli eventi. Sola, triste certezza: per gli inquilini della
palazzina di via Francesco Bruno il Natale ormai prossimo non
avrà il sapore della festa.
Gianpaolo Iacobini |