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Ha trent’anni. E’ cresciuta tra i dubbi e le polemiche. È la
lottizzazione un tempo Insud, oggi ereditata da Sviluppo Italia
e finanziata dal Cipe. Narrano gli atti: è il 31 maggio del
1974. La Regione Calabria approva la lottizzazione presentata
dal gruppo Insud allo scopo di realizzare un insediamento
turistico a Sibari. Per tredici anni non se ne fa niente. Poi,
nel 1987, il consiglio comunale di Cassano concede il via libera
ad una nuova convenzione integrativa. Si punta in alto: si vola
verso la creazione della città di Sibari. Passano due anni:
viene rilasciata l’autorizzazione per costruire le opere di
urbanizzazione primaria. Nel 1991, sempre in consiglio comunale,
passa una prima variante, con la quale si modifica l’allocazione
delle opere interne al piano di lottizzazione, che però, anche
in questa sua nuova veste, non troverà mai compiuta
realizzazione. S’arriva così al terzo millennio. Il 20 luglio
2001 nuova, ennesima variante: non è la prima, non sarà
l’ultima. L’assemblea consiliare delibera variazioni relative
alla distribuzione degli standards ed alla posizione degli
azionamenti, <<senza incrementi volumetrici>>. Non basta ancora.
Nel frattempo, all’Insud succede la società Sviluppo Italia, a
capitale misto, pubblico e privato. Il 26 marzo 2004 Sviluppo
Italia avanza richiesta di variante, per dar vita in quel di
Sibari ad un resort del golf, con campo a 18 buche, hotel,
villaggio turistico, centro benessere. Investimenti previsti, ma
subordinati al sì del Cipe: 200 milioni di euro. Il piano
riformulato incassa i nulla osta e pareri necessari. Mancano il
decreto paesistico, da rilasciarsi a cura dell’amministrazione
provinciale, e la relativa comunicazione del Ministero dei Beni
ambientali. La Provincia, in particolare, dice no sulla scorta
del piano territoriale di coordinamento. Non ancora approvato
dal consiglio provinciale, ma licenziato dalla giunta. Il
tempo stringe: all’approssimarsi della scadenza dei termini per
la presentazione della lottizzazione all’esame del Cipe, la
Provincia concede il sospirato nulla osta. Il consiglio comunale
di Cassano, all’unanimità, fa il resto, approvando la variante.
E’ la fine di luglio del 2004: inizia il cammino nel futuro
della lottizzazione targata Sviluppo Italia.
Gianpaolo Iacobini |