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Questa è la storia di un viaggio nel futuro. Di qualcosa che
avverrà. Di cui non ci si preoccupa perché, all’apparenza,
ancora lontana nel tempo. È lo scenario, altamente probabile, di
quel che succederà in estate. È un racconto che ha un titolo:
rifiuti. Tratta della vicenda di una città che accoglie la
spazzatura altrui, ma che presto non saprà dove mettere la
propria. Cassano e i suoi rifiuti. Ovvero contrada Silva,
giardino verde abbarbicato sui colli di Lauropoli. Qui, a metà
degli anni ’90, viene realizzata una discarica autorizzata. Si
usa il sistema delle buche, ciascuna della capienza di 50.000
metri cubi. La prima viene ricoperta nel 2001. Entra in funzione
la seconda. Il tutto in attesa che cominci a marciare a regime
la macchina progettata dall’Ufficio del Commissario per
l’emergenza rifiuti: nell’ordine, selettori, impianti di
compostaggio, inceneritori. In provincia di Cosenza le titubanze
della politica, le incertezze scientifiche e la diffidenza delle
popolazioni locali fanno saltare lo schema. Restano le
discariche controllate. Cassano non si sottrae alla regola, ma
il meccanismo s’inceppa. La seconda buca si riempie prima del
previsto. L’Ufficio del Commissario autorizza infatti altri
Comuni a conferire la loro spazzatura all’impianto di contrada
Silva. A febbraio l’immondizia di Corigliano. A metà maggio
Montalto Uffugo, San Vincenzo la Costa, San Benedetto Ullano. Le
speranze di vita della buca s’accorciano. A fine novembre
restano disponibili 7.000 metri cubi. Basteranno al massimo fino
a giugno, quando le discariche controllate saranno comunque
dichiarate fuorilegge. Cosa succederà allora? Ipotesi:
l’immondizia nostrana finirà a Rossano. Oppure a Crotone. Come
che vada, le tasche dei contribuenti ne risentiranno. Qualche
conto: Cassano e le sue frazioni producono, annualmente, circa
11 milioni di chili di spazzatura. Senza la buca alle porte di
casa, toccherà caricarli sui camion e stoccarli a Rossano o
Crotone. In ogni caso, l’operazione porterebbe ad un incremento
della spesa, dovuto ad una maggiorazione della tassa per lo
smaltimento dei rifiuti. Secondo una prima stima, un fardello di
altri 130.000 euro annui. A cui andrebbero aggiunti,
inevitabilmente, i danari necessari per il trasporto.
Previsione: un aumento complessivo delle tariffe ricompreso tra
il 3 ed il 7%, a seconda del sito prescelto.
Ritorno al futuro: l’emergenza rifiuti è già cominciata.
Gianpaolo Iacobini |