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Mercoledì 22 Dicembre 2004

Cassano – Rifiuti solidi urbani: Palazzo di città non cambia. Si va verso la proroga del servizio di raccolta e smaltimento.


Alla fine, probabilmente, tutto resterà come prima. Almeno per i prossimi mesi, poi si vedrà. Alla castrovillarese Femotet rimarrà affidato il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, alla “Sibaritide spa” quello della differenziata. Mancano ancora conferme ed atti ufficiali, ma a Palazzo di città il dado sembra essere stato tratto: non si cambierà. Lo chiamano il labirinto della spazzatura. Per non perdersi, conviene seguire il filo d’Arianna del ragionamento storico. Si parte da un dato: in città ingombranti e differenziata sono affare della “Sibaritide spa”. Il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani è invece nelle mani di una ditta privata, la “Femotet” di Castrovillari, che gestisce anche la discarica controllata di contrada Silva, in cui finisce la spazzatura nostrana. Il contratto che lega il Comune alla ditta castrovillarese, già prorogato una prima volta tre mesi fa, scadrà a fine dicembre. Il prossimo giugno, invece, si esaurirà la capacità recettiva della discarica.  Due società a dividersi le competenze del sistema dei rifiuti cittadino: lo scorso novembre il Municipio prova a risolvere l’anomalia. Gli amministratori comunali si confrontano con i vertici della “Sibaritide spa”, cui viene offerta la gestione dell’intera partita. L’idea: girare alla società mista, oltre che la differenziata, anche i rifiuti solidi urbani e la raccolta e smaltimento dei materiali ingombranti. La “Sibaritide spa”, che vedrebbe entrare a far parte dei propri organici i 28 operai attualmente in forza alla “Femotet”, si mostra prudente e possibilista. Ma è sui conti che l’intesa non torna: a metà dicembre la “Sibaritide spa” formalizza la propria offerta. Emergono le divergenze, sostanziali ed economiche. Ad esempio: il Comune, che attualmente provvede da sé alla raccolta dei materiali ingombranti, vorrebbe che del compito s’occupasse la “Sibaritide spa”. Che accetta, ma al contempo declina l’invito a garantire lo smaltimento degli ingombranti. Le diversità di vedute si trasformano in calcoli sui costi dell’intera operazione: il divario s’allarga. Divenendo addirittura solco profondo quando la riflessione si sposta sulla meta finale dei rifiuti solidi urbani cassanesi: con la “Femotet”, fin che sarà attiva la discarica di contrada Silva, si risparmierà sulle spese di trasporto. Con la “Sibaritide spa”, invece, sarebbe inevitabile dover ritoccare all’insù le tariffe municipali, per coprire i costi derivanti dal trasferimento della spazzatura indigena all’impianto di contrada Bucita, a Rossano. O, in alternativa, in quel di Crotone.  Finisce come era iniziata. Non si cambia. Si va verso un’altra proroga, nell’attesa di individuare una soddisfacente soluzione alternativa all’attuale stato di cose.

Gianpaolo Iacobini

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