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Alla fine, probabilmente, tutto resterà come prima. Almeno per i
prossimi mesi, poi si vedrà. Alla castrovillarese Femotet
rimarrà affidato il servizio di raccolta e smaltimento dei
rifiuti solidi urbani, alla “Sibaritide spa” quello della
differenziata. Mancano ancora conferme ed atti ufficiali, ma a
Palazzo di città il dado sembra essere stato tratto: non si
cambierà. Lo chiamano il labirinto della spazzatura. Per non
perdersi, conviene seguire il filo d’Arianna del ragionamento
storico. Si parte da un dato: in città ingombranti e
differenziata sono affare della “Sibaritide spa”. Il servizio di
raccolta dei rifiuti solidi urbani è invece nelle mani di una
ditta privata, la “Femotet” di Castrovillari, che gestisce anche
la discarica controllata di contrada Silva, in cui finisce la
spazzatura nostrana. Il contratto che lega il Comune alla ditta
castrovillarese, già prorogato una prima volta tre mesi fa,
scadrà a fine dicembre. Il prossimo giugno, invece, si esaurirà
la capacità recettiva della discarica. Due società a
dividersi le competenze del sistema dei rifiuti cittadino: lo
scorso novembre il Municipio prova a risolvere l’anomalia. Gli
amministratori comunali si confrontano con i vertici della
“Sibaritide spa”, cui viene offerta la gestione dell’intera
partita. L’idea: girare alla società mista, oltre che la
differenziata, anche i rifiuti solidi urbani e la raccolta e
smaltimento dei materiali ingombranti. La “Sibaritide spa”, che
vedrebbe entrare a far parte dei propri organici i 28 operai
attualmente in forza alla “Femotet”, si mostra prudente e
possibilista. Ma è sui conti che l’intesa non torna: a metà
dicembre la “Sibaritide spa” formalizza la propria offerta.
Emergono le divergenze, sostanziali ed economiche. Ad esempio:
il Comune, che attualmente provvede da sé alla raccolta dei
materiali ingombranti, vorrebbe che del compito s’occupasse la
“Sibaritide spa”. Che accetta, ma al contempo declina l’invito a
garantire lo smaltimento degli ingombranti. Le diversità di
vedute si trasformano in calcoli sui costi dell’intera
operazione: il divario s’allarga. Divenendo addirittura solco
profondo quando la riflessione si sposta sulla meta finale dei
rifiuti solidi urbani cassanesi: con la “Femotet”, fin che sarà
attiva la discarica di contrada Silva, si risparmierà sulle
spese di trasporto. Con la “Sibaritide spa”, invece, sarebbe
inevitabile dover ritoccare all’insù le tariffe municipali, per
coprire i costi derivanti dal trasferimento della spazzatura
indigena all’impianto di contrada Bucita, a Rossano. O, in
alternativa, in quel di Crotone. Finisce come era
iniziata. Non si cambia. Si va verso un’altra proroga,
nell’attesa di individuare una soddisfacente soluzione
alternativa all’attuale stato di cose.
Gianpaolo Iacobini |