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Giovedì 30 Dicembre 2004

Sibari – Antenna, il Comune respinge le critiche


Antenna della discordia. Palazzo di città respinge le critiche ed annuncia: <<C’è la volontà politica di risolvere la questione trasferendo l’impianto in altra sede>>. Parla l’assessore all’ambiente. L’antenna, detta della discordia, è quella destinata a rilanciare nella Piana l’eco dei segnali di telefonia mobile di terza generazione. Sulla scorta delle regolari autorizzazioni rilasciate da Arpacal e Comune, dovrebbe irradiare le proprie onde dal tetto di un palazzo di Sibari, nel cuore del centro servizi, a ridosso di varie scuole, una chiesa, una clinica. Non è però mai entrata in funzione: la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari l’ha posta sotto sequestro giudiziario. E poi, sebbene tecnici ed esperti s’affannino a ripetere che l’impianto non è fonte di inquinamento elettromagnetico, i sibariti non mollano: loro, e soprattutto i loro figli, l’antenna non la vogliono. La vicenda assume ora anche contorni politici. Appena due giorni fa, l’affondo di Rifondazione comunista: <<L’assordante silenzio dell’Amministrazione comunale preoccupa. I ragazzi delle scuole di Sibari, che da più tempo pongono agli amministratori domande semplici, ottengono in risposta il nulla>>. Oggi, invece, la presa di posizione di Palazzo di città. Delineata dalle parole di Roberto Bruno, assessore all’ambiente. <<Capisco Rifondazione: l’opposizione – esordisce l’assessore – fa il suo dovere. Ma la verità è che noi non vogliamo eludere nulla. Siamo stati i primi a riconoscere che un problema esiste e va risolto>>. Domanda: come? Risponde Bruno: <<La problematica è oggetto di un’inchiesta giudiziaria, peraltro svolta da un magistrato che ha dimostrato una spiccata sensibilità in tema di tutela dell’ambiente: dobbiamo rispettare l’inchiesta ed attenderne gli esiti, senza interferire in alcun modo>>. Resta l’aspetto politico. <<La nostra volontà – precisa l’assessore – è nota a tutti, perché espressa più volte ed in diverse sedi, anche dal sindaco: se possibile, l’antenna sarà spostata. Stiamo valutando le possibilità tecniche di percorrere questa strada>>. Nient’altro. Se non l’invito alla calma ed alla tranquillità: <<Intendo ribadire – conclude Bruno – che non v’è alcun pericolo e dunque non è il caso d’allarmarsi: l’antenna non è mai stata attiva>>.  Quel che l’assessore non dice, filtra dagli uffici di Palazzo di città. Per chiudere la partita ed ottenere il trasloco dell’impianto, il Comune ha una sola via da seguire: revocare la concessione edilizia rilasciata nei mesi passati. Operazione giuridicamente ardua, a meno di non rinvenire un neo o un difetto procedurale, tali da viziare l’atto e suggerirne la revoca. Un aiuto in tal senso potrebbe venire dalle presunte irregolarità edilizie che, si dice, caratterizzerebbero l’immobile, e per ovviare alle quali, nelle settimane passate, sarebbe stata presentata domanda di sanatoria. I tecnici del Settore Urbanistica avrebbero già effettuato un sopralluogo: dalle loro relazioni di servizio dipenderanno, probabilmente, le scelte future dell’amministrazione comunale sul destino dell’antenna della discordia.

Gianpaolo Iacobini

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