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Venerdì 31 Dicembre 2004

Lauropoli – A Lauropoli brindisi di solidarietà con i migranti


Questo è il racconto di un Capodanno particolare. È la storia di un cenone di San Silvestro senza nastrini e cotillons, ma con tanto amore ed un gran cuore. Comincia a Lauropoli, la sera dell’ultimo giorno dell’anno che se ne va. Nei saloni della casa per anziani dedicata alla memoria di Padre Pio da Pietralcina, si ritrovano in settanta. Sono solo una piccola parte della comunità di migranti che ha scelto Cassano quale porto d’imbarco verso un futuro migliore. Hanno accenti diversi. Vengono da Romania, Marocco, Albania, Lituania, Polonia. Parlano la lingua universale della speranza Il dato che colpisce è la loro giovane età. Lavorano nei campi o nelle famiglie di anziani. Spesso sono invisibili, ma esistono. E festeggiano insieme il 2005 che arriva, rispondendo all’invito lanciato dalla parrocchia della Presentazione del Signore, guidata da don Pietro Martucci. Tra i tavoli fa capolino un ospite d’eccezione: è l’assessore provinciale allo spettacolo, Rosetta Console. Abita a Lauropoli, non è voluta mancare. Ascolta storie lontane, partecipa alla cena, serve le portate: smessi i panni dell’assessore, indossa quelli del volontario. Come lei, i protagonisti della serata: i volontari della parrocchia della Presentazione del Signore. Li guida l’energica Annarita Liparoti. Della squadra fanno parte in tanti. Sul taccuino finiscono i già noti della solidarietà: Salvatore Di Cunto, Danilo Ciliberti, Giuseppe Nociti, Tonino Falabella. Il menù ha il sapore dell’accoglienza: la cucina e le ricette sono quelle dell’equipe parrocchiale. Il cibo è offerto dai commercianti di Lauropoli. All’antipasto rigorosamente calabrese seguono riso e funghi e penne al forno con polpette di verdure. Poi, in un trionfo di contorni, è l’ora di agnello con piselli, scaloppine con tartine di patate, parmigiana di melanzane. I bambini, tra un capriola ed un capriccio, divorano tutto e tornano a giocare. S’avvicina la mezzanotte. Nella sala s’affollano anche i parrocchiani. Scoppia la festa: con un brindisi di italico spumante Lauropoli stringe la mano ai fratelli venuti d’oltre confine. Un secolo fa, questa era terra d’emigrazione. Lo ricorda, del resto, anche il cartellone colorato preparato dai bambini del centro “San Martino”. Recita: “Ero forestiero, e mi avete accolto”. Adesso che la storia si ripete al contrario, il paese non dimentica e s’apre all’accoglienza. Don Martucci sorride e si lancia in un improbabile rock sulle note di “Tuttifrutti”. Riceve abbracci. Ricambia con carezze, sorrisi e una certezza condivisa: non contano passaporti e carte d’identità. L’uomo è una risorsa.  Inizia il 2005. Non poteva esserci miglior principio.

Gianpaolo Iacobini

Parrocchia della Presentazione del Signore
www.parrocchiapresentazione.it

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