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Mercoledì
25 febbraio è prevista una riunione a Roma tra i parlamentari di
Sibaritide e Pollino e i Comitati popolari che nei due
comprensori spingono per ottenere il decentramento
amministrativo. L’appuntamento dovrebbe essere ospitato dall’ex
hotel Bologna. Si discuterà della possibilità di fondere le
spinte pro-Sibari con i sogni pro-Castrovillari, arrivando a un
unico, forte, disegno di legge. Magari sulla scia del
compromesso deciso nei giorni scorsi dai Comitati popolari della
Piana: Sibari capoluogo e sede della giunta provinciale,
Castrovillari del consiglio. Una “salomonica” divisione dei
poteri che prima di entrare nell’ufficialità di un disegno di
legge deve essere accettata dal Pollino e poi vistata dai
Comuni.
Proprio su questo concetto insiste con forza il senatore dell’Udc
del collegio Castrovillari/Paola, Gino Trematerra, che tra
l’altro ieri pomeriggio ha partecipato alla riunione della Prima
commissione del Senato che ha discusso dei disegni di legge
provinciali riguardanti Fermo, Monza, Barletta: “I comitati
popolari e soprattutto i sindaci devono darci l’input per
muoverci in unità. Sia io che il senatore Cesare Marini siamo
disponibili a fondere le due proposte, ma sono necessari i passi
a livello locale”. Il centrista sottolinea che nella riunione di
ieri pomeriggio, in commissione, ha ribadito l’impossibilità di
esaminare solo le proposte già vistate dalla Camera ignorando le
altre presenti al Senato, come quella pro-Castrovillari. “Una
cittadina che può vantare tutti i servizi, dista molto dal
capoluogo attuale e ha una storia dal punto di vista culturale.
Un’aspirazione al decentramento che coinvolge oltre 160 mila
abitanti. In sostanza, una proposta che ha le carte in regola e
quindi merita la stessa attenzione delle altre”. Trematerra non
è contrario alle altre iniziative pro-provincia, ma chiede
regole chiare e uguali per tutte”.
ieri mattina il presidente del gruppo Misto a Palazzo Madama,
Cesare Marini, ha inviato una lettera al presidente del Senato,
Marcello Pera, chiedendo un suo “autorevole intervento” affinché
la Prima commissione non offra un canale privilegiato alla
discussione dei disegni di legge che prevedono l’istituzione
delle province di Fermo, Monza e Barletta, dimenticando altre
trattanti lo stesso oggetto e contenenti identici requisiti.
“Sarebbe grave -ha aggiunto il senatore calabrese- se il Senato
dovesse continuare l’esame di alcune e accantonarne altre. Le
popolazioni dei territori trascurati penseranno che una delle
massime istituzioni del Paese compie scelte in disprezzo delle
regole e secondo un metodo di clientelismo istituzionale. Si
rispetti la norma, si verifichino tutti i disegni di legge
giacenti e si usi un identico criterio per tutti. L’argomento
che per alcune proposte la sospensione dell’esame sia stata
causata dalla mancanza del parere è un espediente per nascondere
decisioni non equanimi”.
Favorevole alla fusione delle aspirazioni pro-Sibari e
pro-Castrovillari è il vescovo della diocesi di Cassano,
monsignor Domenico Graziani. Perdippiù, il perimetro della
Chiesa cassanese stringe da secoli in un solo abbraccio
Sibaritide e Pollino, anche se si ferma al Crati lasciando fuori
il Basso Jonio cosentino. “Tenuto conto di quanto emerso nel
precedente e felice incontro con i rappresentanti dei Comuni e
degli altri enti -ha affermato monsignor Graziani- non possono
che registrare con soddisfazione la notizia del buon andamento
della trattativa pro-Sibari provincia. Sottolineata più volte,
da più parti, in occasioni diverse, l’importanza che lo
strumento dell’istituto provinciale riveste per un possibile
sviluppo del territorio dell’Alto Jonio, le altre richieste e
gli altri termini nei quali si articola la trattativa, pur
comprensibili, devono assumere una dimensione decisamente
secondaria e puramente funzionale. Resta l’auspicio e la
preghiera che la ricerca del bene comune possa prevalere su ogni
interesse parziale”.
Domenico Marino |