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Elementari di via Siena, il dirigente scolastico denuncia: lo
spiazzo della scuola è divenuto una discarica. Palazzo di città
ripristina la normalità in tempi da record.
C’è il frigo a due piani, ottima marca ma antico modello. Giace
adagiato su un materasso ormai senza molle, incastrato tra uno
stipo retrò ed una poltrona anni ’70. Contorni da una cartolina
di mercatino dell’usato. Più semplicemente, squarci di panorama
urbano cassanese. Nello specifico, via Siena, cuore del decaduto
centro storico, sede della più importante scuola elementare
cittadina nonché del locale circolo didattico: centinaia di
allievi, decine di insegnanti, progetti formativi
all’avanguardia.
Antonio Di Matteo è uscito da queste aule che era ancora alunno,
vi è tornato da giovane direttore didattico. Adesso, con le
riforme dell’autonomia, ne è divenuto il dirigente scolastico.
Sbirciando dalle finestre, leva il dito per segnalare il luogo
dello scempio. <<Appena ai bordi del portone d’ingresso del
plesso – dice – è stata creata un’indecorosa discarica,
ricettacolo di animali d’ogni genere ed occasione di pericolo
non solo per l’igiene pubblica, ma anche per la salute dei
ragazzi che al pomeriggio giocano nello slargo, sguazzando tra
frigoriferi arrugginiti, poltrone e materassi impolverati,
schifezze varie>>. Pausa. <<E’ l’istantanea>>, aggiunge dopo un
sospiro, <<del livello di degrado che siamo costretti a vivere,
in barba a tutti i discorsi sull’educazione ambientale>>.
Per mesi è andata così: scarica tu che scarico io. Nella
Repubblica delle banane, ognuno fa quel che gli pare. I bambini,
fosse stato per loro, avrebbero volentieri continuato a
curiosare tra i relitti della civiltà industriale, a metà strada
tra l’incoscienza del pericolo e il desiderio di nuove scoperte.
<<Mi sono rivolto ai giornalisti – ammette candidamente Di
Matteo – perché, nonostante le reiterate denunce all’autorità
comunale, nulla si muove. Prima che ci scappi il solito
incidente, o la classica disgrazia, sollecitiamo un pronto
intervento, confidando nella solerzia delle autorità che, a
vario titolo, hanno il potere d’intervenire, al fine di
restituire all’istituzione scolastica dignità e decoro>>.
Gli appunti finiscono sul taccuino. Diventano domande che
viaggiano attraverso l’etere. Raggiungono le orecchie attente di
Domenico Fuoco, sub commissario prefettizio. È l’ora di pranzo.
L’ingegnere è fuori città, ma ascolta con attenzione il racconto
del cronista. Incredulità e preoccupazione si mescolano. Chiede
cinque minuti per verificare. Di minuti ne passano dieci, ma il
ritardo è ben speso. Giungono le parole del commissario
prefettizio Carlo Ponte. <<Preso atto della segnalazione – dice
Ponte – ho disposto l’immediata rimozione del materiale
ingombrante presente nelle vicinanze del plesso di via Siena.
Rivolgo un invito ai cittadini: salvaguardino per primi la loro
città. Esistono tempi e luoghi definiti per la raccolta dei
rifiuti ingombranti. Basterebbe un pò di buona volontà>>.
La giornata si chiude. Nel pomeriggio arrivano i grandi camion
con le benne. Non ci sono più montagne da scalare, ma nuovi
spazi in cui rincorrersi tirando calci dietro ad un pallone.
Quanto durerà?
Gianpaolo Iacobini |