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Venerdì 20 Febbraio 2004

Cassano – Discarica e scuola insieme in via Siena


Elementari di via Siena, il dirigente scolastico denuncia: lo spiazzo della scuola è  divenuto una discarica. Palazzo di città ripristina la normalità in tempi da record.
C’è il frigo a due piani, ottima marca ma antico modello. Giace adagiato su un materasso ormai senza molle, incastrato tra uno stipo retrò ed una poltrona anni ’70. Contorni da una cartolina di mercatino dell’usato. Più semplicemente, squarci di panorama urbano cassanese. Nello specifico, via Siena, cuore del decaduto centro storico, sede della più importante scuola elementare cittadina nonché del locale circolo didattico: centinaia di allievi, decine di insegnanti, progetti formativi all’avanguardia.
Antonio Di Matteo è uscito da queste aule che era ancora alunno, vi è tornato da giovane direttore didattico. Adesso, con le riforme dell’autonomia, ne è divenuto il dirigente scolastico. Sbirciando dalle finestre, leva il dito per segnalare il luogo dello scempio. <<Appena ai bordi del portone d’ingresso del plesso – dice – è stata creata un’indecorosa discarica, ricettacolo di animali d’ogni genere ed occasione di pericolo non solo per l’igiene pubblica, ma anche per la salute dei ragazzi che al pomeriggio giocano nello slargo, sguazzando tra frigoriferi arrugginiti, poltrone e materassi impolverati, schifezze varie>>. Pausa. <<E’ l’istantanea>>, aggiunge dopo un sospiro, <<del livello di degrado che siamo costretti a vivere, in barba a tutti i discorsi sull’educazione ambientale>>.
Per mesi è andata così: scarica tu che scarico io. Nella Repubblica delle banane, ognuno fa quel che gli pare. I bambini, fosse stato per loro, avrebbero volentieri continuato a curiosare tra i relitti della civiltà industriale, a metà strada tra l’incoscienza del pericolo e il desiderio di nuove scoperte. <<Mi sono rivolto ai giornalisti – ammette candidamente Di Matteo – perché, nonostante le reiterate denunce all’autorità comunale, nulla si muove. Prima che ci scappi il solito incidente, o la classica disgrazia, sollecitiamo un pronto intervento, confidando nella solerzia delle autorità che, a vario titolo, hanno il potere d’intervenire, al fine di restituire all’istituzione scolastica dignità e decoro>>.
Gli appunti finiscono sul taccuino. Diventano domande che viaggiano attraverso l’etere. Raggiungono le orecchie attente di Domenico Fuoco, sub commissario prefettizio. È l’ora di pranzo. L’ingegnere è fuori città, ma ascolta con attenzione il racconto del cronista. Incredulità e preoccupazione si mescolano. Chiede cinque minuti per verificare. Di minuti ne passano dieci, ma il ritardo è ben speso. Giungono le parole del commissario prefettizio Carlo Ponte. <<Preso atto della segnalazione – dice Ponte – ho disposto l’immediata rimozione del materiale ingombrante presente nelle vicinanze del plesso di via Siena. Rivolgo un invito ai cittadini: salvaguardino per primi la loro città. Esistono tempi e luoghi definiti per la raccolta dei rifiuti ingombranti. Basterebbe un pò di buona volontà>>.
La giornata si chiude. Nel pomeriggio arrivano i grandi camion con le benne. Non ci sono più montagne da scalare, ma nuovi spazi in cui rincorrersi tirando calci dietro ad un pallone. Quanto durerà?

Gianpaolo Iacobini

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