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Il
museo diocesano di arte sacra di Cassano , ha organizzato per
domani, alle 17,30, una manifestazione pubblica per presentare
il Cd-Rom "Il museo d'arte sacra e le chiese di Cassano
all'Ionio", la cui produzione è stata curata da Antonio
Chiappetta. La cerimonia si svolgerà presso la sala conferenze
della biblioteca diocesana di Piazza S. Eusebio. Il programma,
prevede gli interventi di don Leone Boniface, direttore
dell'ufficio diocesano per i beni culturali, di Leonardo Alario,
direttore del museo diocesano, e dell'autore del prodotto
multimediale, Antonio Chiappetta. Il sigillo finale
all'appuntamento culturale, sarà apposto dall'intervento
affidato a mons. Domenico Graziano (nella foto), vescovo della
diocesi e responsabile per i beni culturali della Conferenza
Episcopale Calabra. Il museo diocesano di arte sacra di Cassano,
venne inaugurato il primo marzo del 1991. In quella occasione
partecipò alla festa insieme al vescovo del tempo, mons. Anfrea
Mugione, che tanto spese per concretizzare la struttura, il
presidente della conferenza episcopale Calabra, mons. Giuseppe
Agostino. Tre, secondo il vescovo del tempo, monsignor Mugione,
furono le finalità che guidarono la realizzazione dell'opera:
una degna e sicura conservazione delle opere d'arte ispirate
dalla fede, la fruizione di esse, da parte del pubblico, per la
crescita spirituale, culturale e sociale, e la disponibilità di
avere un centro musicale per accogliere specifiche mostre d'arte
e possibili incontri culturali. Nella città di Cassano Ionio,
nota anche come il "paese delle chiese e delle fontane", il
museo diocesano di arte sacra, al cui interno è stata allestita
anche una ricca pinacoteca con preziose tele del cinquecento,
rappresenta un delle proposte culturali più importanti che viene
offerta alla fruizione dei visitatori. La struttura è
incastonata nel cuore pulsante del centro storico, tra la
splendida Cattedrale e la sede vescovile nelle cui adiacenze
zampilla l'antica fontana dei leoni, opera monumentale
realizzata nel XVII° secolo dell'architetto Bartolomeo Grassi.
Per il direttore del museo diocesano Leonardo Alario di un luogo
sicuramente non destinato a custodire in polvere bacheche
detriti reperti di antiche glorie malinconicamente mute
all'osservatore distratto. Al contrario, ha rimarcato, la
struttura si pone funzionalmente all'interno di una comunità
diocesana come istituto di promozione culturale, occasione di
riflessione storico-estetica, laboratorio per una educazione
permanente alla creatività.
Mimmo Petroni |